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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Riforma

La riforma della scuola secondaria superiore: i nuovi licei, i nuovi istituti tecnici, i nuovi istituti professionali

I caratteri originali

Qualità e modernizzazione

È stata avviata, a partire
dalle prime classi del nuovo a.s. 2010-2011, la Riforma della
Secondaria Superiore. Entro il 26 marzo di quest’anno le famiglie
dovranno presentare le domande e con il 1° settembre saranno avviati i
Nuovi licei, i Nuovi tecnici e i Nuovi professionali. Qualità e
modernizzazione sono le parole chiave che caratterizzano lo spirito di
questa Riforma. Una scuola nuova al passo con i tempi, in cui si
privilegia la qualità dell’insegnamento rispetto alla quantità del
carico orario e all’eccessivo numero di materie, come raccomandato
dall’OCSE.

Stop alla frammentazione

Si tratta di un riordino
indispensabile e improcrastinabile di tutti i percorsi di studio. Il
provvedimento pone fine alle moltissime sperimentazioni realizzate a
partire dagli anni ’90 e che hanno dato luogo a un enorme
frammentazione degli indirizzi (si pensi ai 204 degli istituti tecnici
e ai 396 dei licei). Una maggiore chiarezza e organicità per facilitare
la scelta del percorso di studi ed affrontare al meglio gli studi
universitari e il mondo del lavoro.

Meno ore, più approfondimento

Il numero delle ore di
lezione si riduce in tutti gli indirizzi per rendere più sostenibile il
carico orario delle lezioni per gli studenti recependo cosi le
indicazioni degli organismi internazionali (OCSE). Dunque un quadro
orario più snello (si tratta di ore effettive di 60 minuti anziché di
50 come nel precedente ordinamento) che garantisce la giusta autonomia
e flessibilità alle scuole (20% nel biennio iniziale e nell’ultimo
anno, 30% nel secondo biennio, e ancora di più, fino al 40%, negli
istituti professionali), inteso ad avvicinarsi alla scuola di altri
paesi europei.

Nel territorio, aperti al lavoro

Tra i punti di forza della
Nuova Secondaria Superiore vi è sicuramente un più stretto collegamento
con l’Università e l’Alta Formazione, con il mondo del lavoro (stage,
tirocini, alternanza scuola-lavoro) e col territorio (con la presenza,
nei comitati tecnico-scientifici, di rappresentanti del mondo delle
imprese presenti nella zona); un apprendimento sempre più legato al
modo di apprendere delle nuove generazioni e all’avanguardia attraverso
esperienze concrete con un utilizzo potenziato dei Laboratori, che
faccia della scuola un centro d’innovazione permanente.