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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Umanistiche

”LAMENTO PER IL SUD” – SALVATORE QUASIMODO

Lamento per il sud

Salvatore Quasimodo

 La luna rossa, il vento, il tuo colore
 di donna del Nord, la distesa di neve…
 Il mio cuore è ormai su queste praterie,
 in queste acque annuvolate dalle nebbie.
 Ho dimenticato il mare, la grave
 conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
 le cantilene dei carri lungo le strade
 dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
 ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
 nell’aria dei verdi altipiani
 per le terre e i fiumi della Lombardia.
 Ma l’uomo grida dovunque la sorte d’una patria.
 Più nessuno mi porterà nel Sud.
 Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
 in riva alle paludi di malaria,
 è stanco di solitudine, stanco di catene,
 è stanco nella sua bocca
 delle bestemmie di tutte le razze
 che hanno urlato morte con l’eco dei suoi pozzi,
 che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
 Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
 costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
 mangiano fiori d’acacia lungo le piste
 nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
 Più nessuno mi porterà nel Sud.
 E questa sera carica d’inverno
 è ancora nostra, e qui ripeto a te
 il mio assurdo contrappunto
 di dolcezze e di furori,
 un lamento d’amore senza amore.