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Domenica 2 Agosto 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Comunicati

NO-GELMINIDAY

A meno di un anno dalla sua prima apparizione tra le piazze italiane torna il “No Gelmini day”: la protesta intende rappresentare l’apice della contestazione contro l’operato del massimo rappresentante dell’Istruzione italiana che si sarebbe, in particolare, poco opposto ai consistenti tagli agli organici imposti dal ministero dell’Economia. Così un gruppo di precari in agitazione in questi giorni d’inizio settembre, non riconducibili a sindacati o associazioni , hanno individuato sabato 5  settembre come giornata della protesta ed invitato a parteciparvi tutti coloro che non si sentono ben rappresentati dall’operato dell’attuale ministro dell’Istruzione.
In tutta Italia – si legge nel documento-invito a partecipare alla protesta – si stanno diffondendo iniziative,  per lo più autogestite , contro i tagli agli organici che secondo la Ministra Gelmini dovevano essere quasi indolori. Bugie, come al solito tante bugie… E’ venuto il mese di agosto e, con notevole ritardo sui tempi previsti, sono iniziate le convocazioni sui posti disponibili. Le bugie di Gelmini e di alcuni sindacati "pompiere" si  sono sciolte come neve al sole”.
I  precari avrebbero così cominciato a toccare con mano quale sarà la loro sorte nel prossimo futuro: recandosi negli ex Provveditorati si sono resi conto che rispetto a solo un anno fa sono spariti nel nulla decine, centinaia, a volte migliaiia di posti. Da qui le proteste ad oltranza e sempre più eclatanti. “La rabbia – spiegano i precariha iniziato ad assumere varie forme : da quelle ironiche ( Arezzo e Treviso ) a forme estreme  come lo sciopero della fame, incatenamenti, minacce di suicidio. A questo punto è importante dare un segnale forte, univoco e unitario”.
La contestazione al ministro Gelmini ed al suo operato si svolgerà con presidi davanti alle prefetture di tutte le province italiane. “Ognuno sceglierà come condurre  la gestione del  presidio. Suggeriamo – continuano gli organizzatori della protesta – di invitare la cittadinanza a difesa di lavoratori, quelli della scuola, che , come tutti i precari statali , non trovano difese nemmeno nello statuto dei lavoratori  e della scuola pubblica che subirà un ulteriore impoverimento qualitativo, oltre che quantitativo”.
Intanto non sembra cessare, anzi aumenta, il numero di contestazioni, anche plateali, nei pressi degli Usp. Il 1° settembre la protesta ha toccato anche i capoluoghi del Nord Italia: a Torino c’è stato un partecipato sit-in dei confederali, mentre a Milano si è creato un presidio permanente con tanto di incatenamento da parte di alcuni docenti. A Catania i precari hanno occupato, tra non poche tensioni con gli addetti alla sicurezza, l’ex provveditorato. A Palermo prosegue o sciopero della fame dei due tecnici, uno dei due sposato con figli, che rischiano di rimanere senza lavoro. Notizie di scontri con le forze dell’ordine si sono avuti a Salerno, dove diversi manifestanti, almeno un centinaio, che protestavano davanti all’Usp sono stati caricati due volte dalle forze dell’ordine. Come allo stadio, quando le forze dell’ordine sono costrette a sopire i “bollenti spiriti” degli ultrà.
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