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Graduatorie

CATANIA: GRADUATORIE PROVVISORIE AD ESAURIMENTO: ATTESA PER 5000

scuola  
Graduatorie provvisorie a esaurimento, attesa per 5.000  

Oltre 5.000 precari catanesi sono in attesa della pubblicazione delle graduatorie provvisorie a esaurimento che dovrebbero essere rese note nella seconda metà di luglio. Gli insegnanti precari catanesi hanno avuto la possibilità di inserirsi negli elenchi di altre tre province per avere più opportunità di lavorare. Sono molti, infatti, coloro che hanno scelto uffici scolastici provinciali del Nord, dove gli aspiranti ad una supplenza sono senz’altro inferiori a quelli della nostra provincia. Altri invece hanno lavorato da anni nel Settentrione e vorrebbero rientrare in provincia. Ma verrà rispettata l’ordinanza del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso d’urgenza di un nutrito gruppo di docenti, assistito dall’avvocato catanese Fabio Rossi, che ha stabilito l’inserimento "a pettine" nelle graduatorie delle tre province, anziché andare a finire in "coda" agli elenchi.
 Infatti, il Ministero aveva decretato soltanto l’inserimento "in coda" nelle ulteriori tre province di destinazione, violando, come continua a sostenere l’avv. Rossi, il principio della meritocrazia. D’altra parte, in un momento di forte contrazione degli organici, l’inserimento in coda non potrà garantire la possibilità di lavoro a docenti precari della nostra provincia, che, pur di avere una nomina hanno scelto zone molto distanti dal loro paese di residenza. Purtroppo, come è strutturata l’ordinanza ministeriale, non si tiene conto del punteggio acquisito, per cui, come s’è detto, difficilmente potranno avere un incarico sia pure a tempo determinato.
 Intanto, come ha confermato il legale catanese, l’ordinanza n. 2575 del Tar del Lazio è stata notificata ai dirigenti di tutti gli uffici scolastici provinciali, mentre il Miur, fino adesso, non ha prodotto alcuna resistenza, per cui secondo Rossi le graduatorie provvisorie ad esaurimento dovrebbero essere pubblicate con la collocazione "a pettine" e non "in coda" dei docenti precari che hanno chiesto le 4 province. «Ove le graduatorie – ha rilevato Rossi – dovessero essere predisposte senza tener conto della ordinanza del Tar del Lazio, le stesse formerebbero senz’altro oggetto di nuova impugnazione con conseguente rischio per il regolare avvio dell’anno scolastico». Insomma. un problema tutt’altro che chiuso. Perché è assurdo che un docente precario magari con 100 punti vada a finire in coda alla graduatoria, mentre un suo collega con 10 punti lo scavalcherà. In questo caso, quale effettivo valore sarà attribuito alla meritocrazia?
 MARIO CASTRO