«Un “5” non è sempre un segno di menefreghismo – aggiunge L. C. -: alcuni di noi, pur impegnandosi a fondo, non riescono a ottenere la sufficienza. Andrebbero incoraggiati, anziché penalizzati. Piuttosto che sul profitto, sarebbe equo basarsi sulla condotta». «Anche il comportamento ha il suo peso, il questa selezione – obietta Alfredo Orrico, insegnante -: per essere idonei, gli allievi non devono avere nemmeno preso note o segnalazioni sul registro o sul diario. Sono assolutamente concorde con questo criterio: è vero che si tratta di una limitazione per alcuni, ma anche di un incentivo per altri: in alcune classi particolarmente laboriose, ad esempio, partecipa quasi la metà degli allievi». Alcuni studenti tirano però in ballo anche la discrezionalità del giudizio degli insegnanti: «Il pagellino riporta i giudizi sintetici, da ottimo a gravemente insufficiente, che non sono oggettivi come i voti numerici – spiega C. R. -: un 5 al 6 per alcuni docenti rappresenta una sufficienza, per altri no».
«La decisione è stata presa dal Collegio docenti – dice Maria Grazia Cellerino, insegnante – ed è stata valutata con attenzione. Anch’io sono d’accordo». L’organizzazione dei gruppi è stata affidata alle insegnanti di educazione fisica: «Abbiamo consultato i pagellini – spiega una di loro, Luisella Tible -. Abbiamo anche compilato un elencodi quelli che magari avevano un solo giudizio negativo. Sono stati gli insegnanti di quelle materie a dire l’ultima parola». «E invece non c’è stata speranza nemmeno per chi aveva solo un’insufficienza – ribatte un altro allievo, P. C. -: la selezione è stata rigidissima e matematica». Ma se i ragazzi «insufficienti» dovranno rimanere a casa per poter utilizzare gli ultimi giorni del quadrimestre per «rimediare», il viaggio non può essere posticipato? «Abbiamo provato a rinviarlo a febbraio – conclude il preside – ma il costo del soggiorno, in quel periodo, raddoppia, e diventa proibitivo».


