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Umanistiche

GIULIO FERRONI: ARIOSTO

Giulio Ferroni

Ariosto

Salerno Editrice, 2008, 460 pp., 24 euro.

Esce nella prestigiosa collana “Sestante”, dedicata da Salerno Editrice a una serie di monografie sui principali autori della nostra letteratura, un ricco saggio di Giulio Ferroni su Ludovico Ariosto (1474-1533). Massimo poeta del Cinquecento e tra i maggiori della letteratura italiana, Ariosto viene riletto innanzitutto nelle sue opere ‘minori’: la poesia latina, le satire, l’epistolario, le commedie in versi e in prosa (la Cassaria, I Suppositi, la Lena).

Per giungere poi, ovviamente, al capolavoro dello scrittore, il poema eroico, l’Orlando furioso. Ma giustamente Ferroni mostra come quest’ultima opera intrattenga imprescindibili punti di contatto con il resto della produzione ariostesca. Del Furioso l’autore indaga le fonti letterarie, i procedimenti compositivi e le varie fasi della stesura, le edizioni, la ricezione e la fortuna critica. Infine – ed è questa una parte non secondaria del volume – Ferroni offre un vero e proprio “percorso di lettura” all’interno dell’opera.

Ma qual è l’attualità di un autore come Ludovico Ariosto? È interessante la pista di lettura proposta da Giulio Ferroni, che spiega: “Viviamo nel tempo dell’estetica diffusa, della proliferazione (sempre più insistente e sempre più illusoria) dell’estetico nel quotidiano. […] Alla bellezza non chiediamo più di dare un senso e una consistenza alla nostra fragile vita, di riscattarla e ‘salvarla’ dalla sua caducità: la usiamo piuttosto come qualcosa da ‘gettare via’, in un vorticoso gioco di apparenze”.

Ecco, Ariosto insegna qualcosa di radicalmente diverso, essendo “uno di quegli autori che ci trasmettono universi di totale dedizione alla bellezza […]: con un’intensità che, guardata e ascoltata dal nostro essere ‘dopo’, ci spinge ancora a credere nella resistenza della bellezza, nella possibilità di catturarla nel mondo”.

Roberto Carnero