Parole che nascono
Da esauditi petali
Parole distanti
Dalla parola viva
Senza nodi
Senza vincoli
Senza condizioni
Parole che ho nel cuore
Dove la calma
Ha fatto nido
E i traslati del vento
Sono chiari
Ma le parole
Non sempre affiorano
Ed io aspetto
Ascolto
In tante notti illuni
Ma dove ci conduce
Questo cielo
Muoiono i giorni
E le ore corrono
Sul cuore
Coi lenti colori della vita
A bisbigliare
Che niente più le avviva
Non è l’eden
Quello che si vive
Esule si sente
Chiunque crede
E gli inverni
Gli inverni
Crepuscoli infiniti
Le attese
Le attese di Penelope
son morte
E quel viola
Quel viola
Che non lascia mai
Ma poi
Non so come
E quando
Mi toccano le parole
Son germogli
A dischiudere
Quei suoni
E’ la luce a sbiadire
Gli ultimi pensieri
La cetra di Orfeo
A sfaldare
Di enigmi
Ragnatele
Nulla- dirai-
Mutano le parole
Ma decifrarne il senso
Annulla ciò che è stato
E i colori dell’esistenza
Le parole
Hanno ereditato
Spunti di lettura sulla poesia:
«Un’introspezione di notevole fattura. Subito balza all’occhio il cambiamento stilistico tra la prima parte del testo e tutta la parte restante: un progressivo scivolamento nell’ermetismo.
Piaciuta molto, nelle emozioni e nelle metafore. Riletta piu` volte, assaporata fino all’ultimo verso.»
Claudio Scaramella
Edita in RimeScelte.it
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