Vai al contenuto
Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
11.169 utenti registrati · 704 mln di pagine viste
Umanistiche

CHE COSA SI INTENDE QUANDO SI DICE DI DUE PAROLE CHE SONO OMONIME?

Che cosa si intende quando si dice di due parole che sono omonime? Carlo Sercambi

In linguistica si parla di omonimia per indicare la relazione esistente fra due parole, di etimologia e significato diversi, che hanno, però, in comune l’aspetto fonetico o quello grafico o entrambi. Alcuni studiosi ritengono che si debbano considerare omonime solo le coppie di parole che hanno la medesima grafia (omografe) e la medesima pronuncia (omofone), le stesse coppie che altri considerano omonimi perfetti (il tipo miglio «misura» – miglio «graminacea»); per lo più, però, si classificano come omonime anche tutte le coppie di parole che, a fronte di una diversità di significato, siano solo omografe (il tipo pésca «atto del pescare» – pèsca «frutto del pesco») o solo omofone (il tipo Cantiano «paese delle Marche» – kantiano «di Kant»).
 Nella pratica lessicografica le ragioni che generano l’omonimia sono prevalentemente diacroniche, legate quindi alle diverse trasformazioni che portano due parole di etimologia diversa ad assumere lo stesso aspetto; ciononostante, è possibile allontanarsi da questo principio e ammetere coppie di omonimi che abbiano la stessa etimologia, come nel caso di alcuni omonimi grammaticali (il tipo avere, verbo, –  avere, sostantivo).