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MA CHE CAVOLO DI CITTA’ E’ DIVENTATA GIARRE?

MA CHE CAVOLO DI CITTA’ E’ DIVENTATA GIARRE?

Ma che cavolo di città è diventata Giarre, in provincia di Catania, nella regione Sicilia, nella civile e democratica nazione Italia? Una città dove la mattina, quando ti accingi ad uscire da casa, ti guardi intorno, con fare circospetto nascondi i tuoi piccoli beni preziosi, chiudi a chiave le porte, inserisci l’antifurto e finalmente esci, augurandoti che ignoti ladruncoli non ti scassinino l’appartamento?
Ma che cavolo di città è mai una città dove ti dirigi verso il tuo garage col cuore in gola, aspettandoti di trovarlo aperto e vuoto, ormai privato da mani scellerate dei tuoi mezzi di trasporto? Ma come si può vivere serenamente in una città nella quale, quando ti rechi a fare la spesa, dentro il supermercato stai con l’animo sospeso, scegli ogni cosa di fretta, cosciente che da un momento all’altro potresti non ritrovare più la tua macchina o la tua moto, allegramente sottratta dalle gambe veloci di qualche giovinastro?
Ma perché vivi in una città nella quale un vecchietto non può recarsi a ritirare la sua pensione senza rischiare di essere scippato e trascinato metri e metri sul selciato?
Ma che cavolo di estate puoi mai vivere tra Giarre, Riposto e Fondachello, mentre tra sole e ombrelloni la tua testa è rivolta al tuo mezzo, magari acquistato a prezzo di sacrifici, posteggiato lì indisturbato, ignaro di avere ancora breve vita?
Insomma ma che cavolo di città è diventata Giarre, in provincia di Catania, nella regione Sicilia, nella civile e democratica nazione Italia?

SILVANA LA PORTA

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