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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Iscrizioni

«Superiori»: tempo di iscrizioni


Benvenuti nella giungla delle iscrizioni scolastiche.
Perché se un tempo era facile scegliere tra quei pochi
indirizzi attivi, così nettamente identificati e
differenziati tra loro, oggi invece l’offerta formativa
– soprattutto quella degli istituti d’istruzione secondaria
– si è dilatata a dismisura. Prendiamo
per esempio il liceo Scientifico Galileo Galilei o il
Principe Umberto: ci sono i corsi ordinari che “ripropongono
il legame fecondo tra scienza e tradizione
umanistica del sapere”, dove la matematica
assume un ruolo fondamentale sul piano dello
sviluppo culturale dello studente; ma ci sono anche
i corsi sperimentali “che tendono ad ampliare
i contenuti e i metodi di alcune discipline per poi,
coerentemente, valorizzare nell’interdisciplinarità
le conoscenze acquisite”.
E così, sempre all’interno di uno stesso istituto,
si passa dall’aula “Pni”, che si caratterizza per il potenziamento
delle ore dedicate alla fisica e alla matematica
con l’introduzione dell’informatica, della
statistica, del calcolo delle probabilità, a quella
che ospita i corsi linguistici con l’obiettivo di fornire
una conoscenza europeistica. E poi ancora, i
corsi a sperimentazione, dove scienze della Terra,
biodiversità, chimica, biologia molecolare, anatomia
umana e geografia fisico-astromica, diventano
materie di studio sin dai primi anni. E tutto questo
è niente, se si pensa agli istituti tecnici e alla miriade
di dipartimenti specializzati che si diramano dai
corridoi dei plessi scolastici, che ospitano migliaia
di alunni. Per questi ultimi, che attualmente frequentano
la terza media (e per i loro genitori), la risposta
alla domanda “cosa farò da grande?”, ha una
scadenza chiara e ultimativa che si avvicina: il 27
gennaio. E inizia la corsa alle iscrizioni, e parte la
caccia – da parte delle scuole – per reclutare cervelli
da istruire, che possano nel contempo innalzare
il prestigio dell’istituto (dal punto di vista dell’immagine
cittadina e anche da quello meramente
tecnico, che consente alla scuola un accesso facilitato
ai finanziamenti e alle agevolazioni europee e
ministeriali). Dai corsi di orientamento che si susseguono
in questi giorni e cercano di illustrare il
percorso didattico, gli sbocchi professionali, le
strutture che ospiteranno le attività, al vero e proprio
battage pubblicitario, che vede una guerra
spietata a colpi di slogan accattivanti (anche in
questo ci siamo presto americanizzati). E se è vero
che il liceo classico, con progetti vari diventa un po’
meno “classico”, mentre lo scientifico diventa un
po’ più informatico, i tecnici e gli istituti professionali
sono ormai delle piccole università iperspecializzate:
basti pensare all’indirizzo “Edilizia” dell’Itis
Marconi che cura la formazione di periti abilitati
all’uso della strumentazione “tele-informatica”
che consenta il “disegno elettronico”. E il rivolo di
specializzazioni disorienta: sommando un po’ tutte
le categorie di scuole infatti, sono diverse decine
gli indirizzi possibili, se poi a questi aggiungiamo
gli oltre 100 progetti assistiti (tra cui Brocca,
Michelangelo, Aretusa, Leonardo e molti altri) o
quelli “spontanei”, previsti dall’autonomia scolastica,
ecco che districarsi nel labirinto della cultura e
del sapere diventa un’impresa davvero ardua. E
dunque via all’orientamento e alla selezione, secondo
i parametri della qualità dell’offerta, della
predisposizione e attitudine dell’alunno, e non
per ultimo, della gestione, rappresentata dalla figura
del dirigente scolastico.

Assia La Rosa (da www.lasicilia.it)

 

Quasi 26.000 gli alunni che cambieranno tipo di scuola

 

Il 27 gennaio prossimo scadrà il termine per le
iscrizioni degli alunni che completeranno il ciclo
scolastico. Sono 11.780 gli alunni della scuola primaria
che automaticamente transiteranno nella scuola
secondaria di primo grado. In linea di massima
si tratta di ragazzi che negli istituti comprensivi resteranno
nello stessa scuola, a meno che i genitori
decidano per i loro figli la frequenza di altre scuole.
Viceversa, gli alunni che frequentano l’ultima
classe nei circoli didattici cambieranno istituto.
Generalmente, frequenteranno in una istituzione
scolastica dello stesso paese di residenza.
Gli alunni che hanno ultimato la
scuola secondaria di primo grado sono
13.932 (che sommati agli 11.780
sono in totale 25.712), di cui 11.304,
nell’anno scolastico in corso, sono
iscritti in classi comuni, mentre 2628
svolgono attività didattica in classi a tempo prolungato.
Si tratta di alunni che entro la suddetta data
dovranno presentare nella segreteria della scuola
la domanda di iscrizione nell’istituto di istruzione
secondaria di secondo grado. E’ una scelta difficile,
sia per gli alunni, come per i loro genitori. Vero è
che i consigli di classe riuniscono le famiglie per comunicare
le attitudini dei loro figli, ma è altrettanto
vero che in molti casi la scelta avviene tenendo
conto delle amicizie che nel triennio hanno stretto
gli stessi ragazzi, per cui la preferenza sarà per il
medesimo istituto, talvolta, sono i genitori a scegliere
per i loro figli la scuola da frequentare non tenendo
conto delle capacità. Decisioni, quest’ultime,
che potrebbero essere pericolose per il fatto che gli
alunni i quali non frequenteranno una scuola consona
alle loro inclinazioni, potrebbero andare verso
la bocciatura e quindi all’abbandono che porta
alla dispersione scolastica. Pertanto, è necessario
non sottovalutare il difficile problema della scelta
della scuola secondaria. Molti giorvani finiscono
per non trovare posto a causa del superaffollamento
dell’istituto scelto. Ogni anno vi sono genitori
che addirittura sono costretti ad insistere e, talvolta,
a protestare al fine di ottenere il posto nella
scuola prescelta. Vi sono dirigenti scolastici di istituti
secondari di secondo grado che addirittura
restituiscono per mancanza di posto scuola le domande
di prescrizione. Tale condizione dipende dai
ritardi accumulati dall’operazione di
dimensionamento che, soprattutto
per gli istituti che hanno dimensioni
numeriche molto distanti dai margini
stabiliti dalla legge, avrebbe dovuto
essere riproposta da tempo. Come
si sa infatti esistono scuole con oltre
1500 alunni, che potrebbero essere
sdoppiate (considerato il tetto massimo di 900) e
dar luogo ad una più razionale distribuzione. Quest’anno
il problema dimensionamento è stato solo
accennato e non ancora definito. Problema diverso
per quanto concerne la scuola di base. Nella
scuola secondaria di primo grado si verifica ogni
anno la cosiddetta caccia all’alunno dal momento
che vi sono plessi scolastici della stessa tipologia,
magari l’uno distante dall’altro pochi metri, e non
si è mai proceduto all’accorpamento, per cui gli
stessi dirigenti scolastici gareggiano fra di loro per
accaparrarsi il numero minimo di alunni che consenta
all’istituzione scolastica di far sopravvivere
l’organico consolidato, 500 alunni, per conservare
l’autonomia. Insomma, a Catania, come si è detto
anche in altre occasioni, il problema dimensionamento
dovrà risolversi al più presto.

M. C. (da www.lasicilia.it)