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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Voce alla Scuola

GLI INSEGNANTI PRECARI FREGATI COME SEMPRE…

Equità sociale
 Precari dimenticati

 di Gianfranco Pignatelli
 Comitato Insegnanti Precari

 Ci risiamo. Un nuovo mago della finanza sta approntando il DPEF in modo vecchio. Poche tasse e molti tagli. Chi evade in toto o in parte, gode; chi lavora, o cerca di farlo, soffre. Come sempre.
 E così Padoa Schioppa sta a Tremonti, come Fioroni alla Moratti. Scure sul pubblico impiego, con il blocco del tour-over nella scuola, stop delle assunzioni e precarizzazione sine die.
 La scuola che ha già pagato i costi dei finanziamenti illeciti ai partiti, degli sprechi di stato, di tangentopoli, del riequilibrio pro-euro, oggi sopporta quelli del conflitto di interesse e della finanza creativa. Lo fa sempre allo stesso modo: con riduzione delle risorse, tagli delle cattedre, delle classi e del tempo scuola. In sintesi, col disimpegno statale dalla scuola pubblica in favore di quella privata ed il ministro dell’istruzione nella parte del vorrei ma non posso.
 E mentre a palazzo Chigi, oggi come ieri, gli incontri istituzionali, politici e personali, si svolgono gaudenti tra un risottino ed un filetto, i precari della scuola sono licenziati ed assunti, quel tanto che serve, in regime di caporalato puro. Vallo a spiegare all’Enel, al padrone di casa e all’amministratore del condominio o, peggio, ai figli: sapete, papà-prof, alcune volte guadagna, più spesso paga i conti degli sprechi e dei ladrocini di stato o dei risottini del premier di turno.
 Dov’è finita l’equità sociale e la lotta al precariato? Il premier, forse, se l’è rimangiata tra il dessert e l’ammazzacaffè. Per certo, finite le elezioni, l’hanno definitivamente sparecchiata.

Nota: IL TEMPO 19 giugno 2006