Meno di due mesi all’inizio degli Esami di Stato. Stabili i
candidati provenienti dalle scuole statali, in aumento quelli di private e
paritarie
Prima della modifica richiesta dal ministro Tremonti – tesa ad economizzare sui
compensi dei commissari della maturità – nelle paritarie le commissioni
giudicatrici erano “a maggioranza statale”: metà membri interni, metà commissari
esterni (provenienti dalle statali) e presidente, anch’esso esterno. Adesso,
l’unico garante della regolarità degli esami è il presidente, sempre esterno,
che in parecchi casi però dovrebbe seguire in contemporanea i lavori di decine
di classi.
Al di là di tutto, sembra che la politica messa in atto dal governo Berlusconi,
tesa ad agevolare le famiglie che scelgono per i propri figli una scuola non
statale (bonus statale e buono scuola adottato in parecchie regioni), abbia
cominciato a produrre i propri effetti. E nonostante il limite imposto –
attraverso uno degli ultimi provvedimenti del ministro dell’Istruzione Letizia
Moratti (il decreto legislativo di riforma della scuola secondaria di secondo
grado) – ai privatisti che scelgono le scuole paritarie, il loro numero seppur
di poco è ancora in crescita.
I numeri. Rispetto all’estate 2005 le scuole paritarie porteranno alla
maturità circa 3mila alunni interni in più: 45mila contro i 42mila di 12 mesi
prima. A conti fatti, un incremento rispetto all’anno scorso pari al 7 per
cento. Una sorpresa certamente gradita ai gestori delle scuole private perché, a
differenza degli esterni, gli interni frequentano e, soprattutto, pagano tutto
l’anno. Ma le sorprese per chi ha investito nel business dell’istruzione non
statale non finiscono qui. Anche i cosiddetti candidati esterni, malgrado il
tentativo avanzato dal ministero dell’Istruzione – stoppato recentemente dal Tar
Lazio a seguito del ricorso presentato da due scuole private della Capitale – di
limitarne il proliferare, sono in aumento.
Oltre 10mila studenti, più 2 per cento, che per superare l’ostacolo dell’esame
finale hanno deciso di mettersi nelle mani dei prof delle scuole private.
Stabile, 400 mila circa, il numero dei ragazzi interni delle statali che si
presenteranno puntualmente davanti alle commissioni il prossimo 21 giugno. In
netto calo invece gli esterni che “tenteranno la fortuna” in una scuola statale
della Penisola: 26mila e 500 circa, oltre mille e seicento in meno rispetto al
2005. Scarsa fiducia nei confronti dei prof delle scuole statali? O altro?
(9 maggio 2006)
di SALVO
INTRAVAIA (da www.repubblica.it)

