Anno nero per i maturandi: il 6,9% non supera lo scoglio. Si ritorna ai livelli degli Anni 90, e soprattutto perché alta è la percentuale dei non amme
Data: Martedì, 17 luglio 2007 ore 23:54:03 CEST
Argomento: Rassegna stampa


ROMA. Dati ufficiali ancora non ci sono, in alcune scuole ancora si stanno svolgendo prove orali, ma la maturità 2007 si inizia a profilare come «l’anno nero» dei maturandi: le prime stime, infatti, parlano di un 6,9% di ragazzi che non hanno superato lo scoglio, tra quelli non ammessi e quelli bocciati. La vera novità dell’edizione 2007 sono i non ammessi: 4,4% tra interni ed esterni, come rileva un’indagine di Tuttoscuola. Mentre i dati elaborati dall’Invalsi (provvisori e relativi ad un campione del 7% dei maturandi), parlano di un 2,5% di bocciature.

Se questi primi dati saranno confermati, l’esame 2007 sarà dunque una sorta di «ritorno al passato»: un risultato sensibilmente più alto di quello dei bocciati negli ultimi cinque anni, quando all’ammissione generalizzata voluta da Berlinguer si sono aggiunte le commissioni d’esame tutte interne del ministro Moratti: 3,4% nel 2002, 3,3% nel 2003, 3,5% nel 2004, 3,3% nel 2005 e 3,5% nel 2006. Il dato di quest’anno, invece, si confronta con il 5,4% del 1996 e del 1998, il 6% del 1997. Ma, fa sapere Tuttoscuola, non è stato solo il ritorno delle commissioni miste con membri interni ed esterni a determinare il maggiore rigore dell’esame, ma hanno contribuito anche altri fattori, non ultimo proprio il giudizio di ammissione, una sorta di pre-esame.

Per quanto riguarda i risultati dell’esame vero e proprio, un indicatore viene dal programma «Conchiglia» voluto dall’Istituto nazionale di valutazione: ma si tratta di una «finestra» parziale, in quanto alla rilevazione aderiscono, in maniera spontanea, le commissioni delle scuole italiane. L’anno scorso, ad esempio, ha partecipato il 30% delle commissioni, la maggior parte delle quali insediate al Nord. Secondo l’Invalsi, comunque, finora sono stati 767 i non diplomati su 35 mila maturandi (7% sul totale di quasi mezzo milione di studenti).

Punteggi pieno (dati Invalsi) per 2.492 ragazzi, 279 con lode. I più bravi sono stati gli studenti dei licei: 1.007 gli studenti che hanno ottenuto il massimo dei voti. Sono stati invece 767 i ragazzi non diplomati. Il maggior numero è stato registrato negli istituti tecnici: 508 studenti. Sono 27.856 i ragazzi che hanno ottenuto un voto compreso tra 60 e 100. E infine, sono quasi 4 mila gli studenti italiani ad aver superato la maturità con 60/100.

Il giro di vite nella maturità è così arrivato soprattutto in fase di scrutinio di fine anno. Non sulla percentuale dei promossi, dunque, ma sulla votazione finale, che è in media di circa un punto inferiore a quella dell’anno scorso, hanno invece influito la difficoltà di alcune seconde prove (come, ad esempio quella di matematica al liceo scientifico, la cui complessità è stata denunciata, nei giorni scorsi, in un documento inviato al ministro Fioroni, anche da una cinquantina di professori di matematica) e l’esito della terza prova, preparata quest’anno dalle commissioni miste: mezzo punto in meno in entrambi i casi.

CORRADO GARAI (da www.lasicilia.it)

 

L’ANALISI- Di Stefano: «Premiato chi si impegna sempre»

PALERMO. «Il 92,8 per cento di promossi indica chiaramente che non si tratta certo di una strage. Piuttosto, e nei prossimi due anni questo sarà ancora più completo, è stata data importanza all’impegno continuato durante tutti gli anni scolastici. E questo, per gli stessi ragazzi, è una garanzia».

Non ha dubbi il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Guido Di Stefano, sulla svolta positiva impressa dalla nuova formula degli esami di maturità, al «debutto» quest’anno tra le polemiche, soprattutto per le commissioni miste composte da membri interni ed esterni. E accetta di buon grado di commentare le stime dell’indagine di Tuttoscuola, che «bolla» il 2007 come l’«anno nero» dei maturandi. «È stata eliminata – spiega – quella che a mio giudizio era un’ingiustizia, e cioè il fatto che chi non superava i debiti andava comunque all’esame di Stato. E questo ha finito col rendere la prova più equa, non perché ci sono più "bocciati" ma perché è stata eliminata l’automaticità».

Di Stefano pone l’accento in particolare sul merito, che, a suo parere, la riforma ha ripristinato: «L’impegno nel corso degli anni – sottolinea – è stato valorizzato, ed ancora di più lo sarà nei prossimi due anni, quando peserà per il 25 per cento sul giudizio finale. È un incentivo ad impegnarsi di più, non solo al rush finale. A mio parere – prosegue il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale – la differenza vera quest’anno è stata il giudizio di ammissione, non le commissioni miste che anzi, secondo me, sono un vantaggio per gli studenti.

E l’"esame" di ammissione ha finito con l’incidere direttamente anche sui voti finali. Le singole difficoltà delle prove, come quelle sollevate per il test di matematica al Liceo Scientifico, sono marginali, spostano decimi, non grandi numeri, i voti più o meno alti sono legati al giudizio di ammissione.

Le differenze che l’analisi di Tuttoscuola evidenzia sono legate al prima, non alla prova d’esame in sè. Nel complesso – conclude Di Stefano – ritengo che si sia fatto un passo avanti».

MARIATERESA CONTI (da www.lasicilia.it)







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