276 bravi professori la quattordicesima la prenderanno… come un lecca-lecca.
Data: Venerdì, 17 giugno 2011 ore 07:12:16 CEST
Argomento: Redazione


Accadono dei fatti ed è legittimo esprimere opinioni.
Il fatto e questo. Il 31 maggio si è concluso il progetto sperimentale “Valorizza”  inventato dal MIUR per premiare i docenti che si distinguono per un generale apprezzamento professionale all’interno delle scuole. Il progetto ha avuto l’obiettivo di trovare modalità e strumenti per l’individuazione e la valorizzazione degli insegnanti dichiarati bravi per un generale apprezzamento nelle proprie scuole. Per i docenti selezionati era prevista l’assegnazione di un incentivo economico pari ad una mensilità lorda di stipendio. La sperimentazione ha coinvolto 905 docenti di 33 scuole delle Regioni Piemonte, Lombardia e Campania.
 I premiati, tutti i volontari, sono stati 276,  cioè il 30% degli aspiranti. Siamo ai saldi si stagione. Gli elementi principali del progetto sono tre: l’apprezzamento comprovato dalla commissione dei tre (il DS e due professori); l’autovalutazione professionale dei docenti stessi (il curriculum vitae); il sondaggio opportunamente rilevato dall’utenza (genitori e studenti degli ultimi due anni delle scuole secondarie di II grado).
La mia opinione è decisamente e criticamente contraria. In primis, è proprio risibile la commissione interna formata dal DS e due docenti. Capirai…, dicono a Roma. Ho letto poi attentamente le 7 pagine in pdf  (fonte Miur)  “Questionario di autovalutazione degli insegnanti” . Ci sono 39 domande con possibilità di livelli auto-valutativi da 1 a 7: mai, molto, raramente, qualche volta, frequentemente, spesso, sempre. E volete che io, professore affamato di soldi, mi metto punti bassi quando i verbi  delle domande sono: Collabori? Promuovi? Ti aggiorni? Fai rispettare? Implementi? Stimoli? Adegui? Partecipi?  Ti raccordi? Incoraggi? Faciliti? Responsabilizzi? Supporti? Collabori? Organizzi? …  Ad ognuna delle risposte occorreva anche aggiungere, in poche righe, una spiegazione della modalità messe in atto. Ce lo dicono tutti che nelle chiàcchere i proff siamo tutti arcibravi. Considerati dalla classe politica erbivendoli e  parassiti della società!? Le due schede di valutazione dell’utenza scolastica le voglio trascrivere interamente perché si commentano da sole.  Le versioni per i Genitori” e per gli Studenti sono ugualissime tranne che la domanda è posta col lei o col tu. “L’insegnante, che ha/hai  indicato, si è distinto in particolare perché: 1. Con lui/lei gli alunni ottengono ottimi risultati; 2. Sa mantenere la disciplina; 3.Con lui/lei gli alunni studiano più volentieri; 4.È capace di far lavorare in gruppo gli alunni; 5. Usa metodi e strumenti innovativi 6.Ha buoni rapporti con le famiglie; 7. Altro, da indicare”. Si tratta comunque di percezioni da parte di persone interessate, in conflitto di interesse. Non possono quindi avere  alcun criterio e valore oggettivo.
Mi chiedo quale sia il metro per stimare la bravura dei docenti. E’ direttamente o inversamente proporzionale al numero dei promossi e dei voti alti? Oppure si fa un’equazione matematica con i risultati all’esame di Stato? Come quantificare in soldoni sonanti il lavoro professionale e i meriti nascosti nelle realtà scolastiche delle periferie urbane abbandonate da Dio e dagli uomini?
Vergogna.  Tremonti-Gelmini  tolgono gli scatti stipendiali fino al 2014, congelano il CCNL del 2006-9, tagliano i fondi per l’istruzione la cultura e la ricerca e danno in premio un lecca-lecca a 276 docenti, turlupinati e irretiti nelle maglie dei politici con dichiarazioni di redditi a 7 cifre.  Si illudono di avere conquistato la 14.ma  mensilità e non sanno che da molto tempo ce l’hanno: le agenzie immobiliari, gli alimentari, le assicurazioni, l’autotrasporto. l’Enel, i farmacisti, la panificazione, le pompe funebri, i servizi di pulizia industriale, il terziario, il settore turismo e i pubblici esercizi… Preferisco mangiare pane e cipolla e godermi la stima sincera dei miei tantissimi alunni di cui conservo gli elenchi in un contenitore che porta sul dorso la scritta virgiliana “nugellae”. Gli insegnanti siamo dei volontari pagati male. E gli alunni non sono cassette di pomodoro, come diceva la mia collega Ambrogina Pulvirenti a chi mostrata fretta  durante gli scrutini. Noi abbiamo la responsabilità della formazione delle nuove generazioni. Insieme, genitori e insegnanti nei confronti dei figli/allievi. Mio padre è stato il  mio maestro. Non è andato a scuola un solo giorno.  Cominciò a pescare con mio nonno nel 1910, ed aveva 7 anni.  Non sapeva scrivere. Ma  mi insegno anche a leggere, dentro le persone e le cose. Mi diceva sempre: “Non fare l’insegnante. E’ come fare il giudice. E’ difficile”. E poi: “Per fare bene l’insegnante bisogna fare un po’ di più del proprio dovere. Ascuta a mia”.  Ho fatto di testa mia e ho deciso di imparare insegnando.  La prima domanda che pongo agli alunni quando interrogo,  non è: Cosa sai?, ma: Come stai?  Mi sento più contadino che pescatore e mi piace quella parabola  biblica che mi spiega la complessità dei tempi che viviamo e la difficile vita scolastica. “Il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò. Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta”. (Mt 13,3-9).
Chi ha orecchi da intendere intenda.

Giovanni Sicali
giovannisicali@gmail.com






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