
30 anni “insieme a Nicholas” - La cultura del dono. La morte di un bambino, il dono dei genitori che autorizzano il trapianto ha tracciato un solco nella storia promuovendo la cultura del dono
Data: Venerdì, 27 settembre 2024 ore 08:05:00 CEST Argomento: Redazione
26_09_04
Si
avvicinano le date che ricordano
l’uccisione del bimbo americano Nicholas Green, lungo
l’autostrada
Salerno Reggio Calabria.
Era
la sera del 29 settembre 1994, quando l’auto
sulla quale viaggiava la famiglia americana diretta in Sicilia è stata
scambiata per quella di un porta valori e nel corso del tragitto è
stata
bersaglio di sparatoria che ha costretto Mister Reginald Green ad
accelerare la
velocità di guida e grazie
all’intervento della polizia, il piccolo Nicholas, colpito nel sonno, è
stato
portato all’ospedale di Messina.
Sono
trascorsi 30 anni da quell’evento,
quando, il primo ottobre, ai medici dell’ospedale che comunicavano ai
genitori
la morte cerebrale del piccolo, con consapevolezza e magnanimità i
coniugi
Green hanno detto: “trapiantate i suoi
organi”
Quel
gesto ha commosso l’Italia e ha
determinato un vero effetto Nicholas
che ha segnato un forte sviluppo alla diffusione della cultura della
donazione
degli organi.
In
Italia e nei 10 anni successivi all'uccisione di Nicholas i tassi di
donazione
di organi in Italia sono triplicati, come in nessun altro Paese al
mondo.
Per i genitori e la sorellina Eleanor sono
stati trent’anni “senza Nicholas”, e quest’anno ritorneranno a
Messina
per “ringraziare
l’Italia per essersi presa
cura di lui così bene per tutti questi anni’ e
parteciperanno ad un convegno
scientifico promosso dall’Università.
Per
la Sicilia e l’intera Nazione sono stati
trent’anni “con Nicholas” e insieme abbiamo percorso un buon
cammino
lungo il sentiero della sensibilizzazione e la diffusione della
“cultura del
dono”.
Nel
libro “Il dono di Nicholas – una
testimonianza sul potere dell’Amore”, Reginald Green ha
documentato
quel che era Nicholas, quel che avrebbe potuto essere e quello che è
ancora per
la sua famiglia e suoi amici.
I
genitori del piccolo Nicholas hanno dato
una lezione di civiltà al mondo intero autorizzando l’espianto di ben
sette
organi che hanno dato vita a sette giovani italiani di Messina,
Siracusa, Bari,
Roma, i quali hanno beneficiato degli organi del piccolo Nicholas ed
hanno così
continuato a svolgere una vita normale.
I
suoi organi sarebbero rimasti inerti e
inattivi, invece hanno continuato a vivere e durare nel tempo; le
cellule
pancreatiche trapiantate a Silvia Ciampi, sono state attive
per altri 15
anni ed il cuore di Nicholas, trapiantato ad Andrea Mongiardo, dopo
23
anni, ha cessato di battere nel 2017.
I
cinque trapiantati che ancora portano e
mantengono vivi i suoi organi sono in segno visibile e concreto della
cultura
della donazione degli organi che, grazie alle moderne tecnologie
sanitarie e
l’evoluzione della scienza medica, vengono trapiantati e danno vita e
salute a
tanti pazienti che soffrono.
Nel
corso di questi 30 anni a Nicholas sono
state intitolate aule, teatri, vie, scuole, fondazioni, sono stati
banditi
concorsi regionali e provinciali per stimolare tra gli studenti
l’attenzione
alla cultura della donazione degli organi e dei tessuti, grazie alla
cooperazione dei volontari dell’Aido.
NELLA
SCUOLA di MOTTA S. ANASTASIA
La
prima visita in Sicilia dei coniugi
Green, dopo la tragedia è stata nel marzo 1995 e dopo la visita a
Siracusa e a
Messina, partecipando alla solenne cerimonia di ringraziamento da parte
dell’Amministrazione e della Fondazione Bonino Pulejo sono
venuti a
visitare la scuola “Gabriele D’Annunzio” di Motta. S. Anastasia,
dove, accolti
dalle Autorità provinciali, dall’Amministrazione comunale, dal “Sindaco
dei
ragazzi” e dal coro dell’Istituto è stata intitolata l’aula magna al
piccolo Nicholas
e nel corridoio è stato realizzata con un tronco
raccolto in Calabria, dove è avvenuta la disgrazia, una scultura che
abbiamo concepito
come fosse un messaggio su un ipotetico diario di Nicholas, con la sua
firma
immaginata.
Lo slogan che abbiamo concepito per la
scultura, ‘La mia vita è un dono per gli altri’, è diventato un
progetto
educativo per l’intera scuola. Queste sono parole nostre, non sue, ed è
il
nostro modo di onorarlo
Nicholas
è divenuto un alunno della scuola ed il suo sorriso ha
illuminato e
guidato gli studenti ad essere attenti e solidali, attivi e
responsabili nella
ricerca del bene comune, dando vitalità operativa al Consiglio Comunale
dei
Ragazzi.
All’ingresso
della scuola un pannello artistico in pietra bianca ospita quattro
orologi che
scandiscono in riferimento alle lingue europee studiate l’orario di
Roma,
Londra, Parigi, ed è stato aggiunto
l’orologio di Bodega Bay per ricordare e sentire vicino anche Nicholas.
La
visita dei coniugi Green per me è particolarmente emozionante anche per
il
ricordo della morte della mia mamma, avvenuta il 9 marzo 1995 alla
vigilia
della loro visita.
Nel
1997,
quando Nicholas avrebbe compiuto 10 anni, è stato iscritto nel registro
della
prima media della classe II A, che è diventata la classe di Nicholas
e
l’impegno di donazione e di servizio verso il prossimo che gli studenti
hanno
messo in atto, ha meritato all’intera classe il PREMIO DELLA BONTA’,
ricevuto a
Roma nella Basilica S. Maria di Ara Coeli al Campidoglio e coronato
dalla gioia
dell’Udienza pontificia nell’aula Nervi in Vaticano e la
foto di gruppo con il Papa Giovanni Paolo
II
Nell’anno
2000 la classe di Nicholas ha completato il ciclo della scuola media e
Nicholas
“è stato promosso” alla scuola superiore.
Ogni
anno del 1996 nella scuola di Motta S. Anastasia e all’Istituto Parini
di
Catania fino al 2013 tra i ragazzi meritevoli che hanno conseguito la
licenza
media con il massimo dei voti è stata assegnata la BORSA DI STUDIO
NICHOLAS
GREEN.
Sulla
collina di Bodega Bay piccolo centro
della California, accanto alla tomba di Nicholas, l’artista e scultore
Bruce
Hasson con le tante campane raccolte in Italia, dono di amicizia e
segno di
perdono, ha realizzato la “Children’s Bell Tower” e al vento
dell’oceano
suonano e vibrano le campane raccolte durante le visite di Mister Green
in Italia
nel nome e nel segno di tutti bambini del mondo. C’è la campana della
Pontifica
Fonderia Marinelli di Agnone, benedetta da Papa Giovanni Paolo II e
quella
donata dai ragazzi di Motta S Anastasia.
La
sensibilità pedagogica di alcuni docenti
e la preziosa collaborazione dei volontari dell’AIDO e dei medici
anestesisti e
chirurghi, è stato possibile svolgere nelle scuole degli incontri
informativi, arricchiti
anche dalla testimonianza diretta di alcuni trapiantati, tantissimi
ragazzi hanno
preso conoscenza e coscienza del problema della donazione del sangue e
degli
organi e appena possibile, hanno dichiarato la disponibilità a donare
gli
organi.
Una
delle tante positive testimonianze l’ha
data Silvio Brancalion dell’Istituto professionale “Olivetti” di
Catania, il quale,
affetto da distrofia muscolare tipo Duchenne, avendo assistito con
particolare
attenzione e interesse agli incontri di preparazione al concorso
Nicholas, ha
recepito in pieno la lezione e all’età di 19, avendo dichiarato di
voler donare
gli organi è stato possibile effettuare il trapianto della cornea, ed
ancora
oggi un cittadino siciliano vede “con gli occhi di Silvio”.
Nel
2013 il concorso era stato cancellato
dai finanziamenti e dopo cinque anni, grazie anche alla sensibilità e
all’interessamento del presidente
Musumeci,; dell’Assessore Lagalla ed
in particolare dell’On. Gianina Ciancio
il concorso per il 2018 è stato inserito nel bilancio regionale ed è
stato
approvato all’unanimità da tutti i parlamentari, consentendo di inviare
il
bando a tutte le scuole della regione e tramite la Direzione regionale
sono
state assegnate le somme agli uffici scolastici territoriali per
promuovere il
concorso “Nicholas Green”
La
cultura del dono è uno degli aspetti
dell’educazione civica che la scuola ha il compito e il dovere di
insegnare e
far vivere agli studenti, aiutandoli a modificare i comportamenti e
quindi il
modo di pensare e sentire lo Stato, la società, le relazioni umane e
quindi
agire in maniera coerente e responsabile.
L’ALBERO
DI NICHOLAS alla scuola PARINI di
Catania
Trasferito
da Motta S Anastasia alla scuola
“Giuseppe Parini” di Catania nell’anno 2000, con l’avvio dell’autonomia
scolastica è stato solennemente intitolato a Nicholas l’auditorium
dell’Istituto ad indirizzo musicale ed in tutte le manifestazioni
culturali è
stato sempre ricordato il messaggio del piccolo eroe.
L’artistico
quadro, realizzato dalla
pittrice Anna Bonomo, è immagine eloquente di serenità e di impegno
civico per
tutti gli ospiti.
Nel
2002, alla presenza di Mister Green e
di alcuni portatori degli organi di Nicholas, viene piantato nel
cordiale un
verde alloro: l’albero di Nicholas, costante monito e messaggio di
solidarietà
e di impegno civico per tutti gli studenti.
La
scuola Parini ha promosso e organizzato
per diversi anni la cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso
Nicholas,
esponendo le originali creazioni artistiche prodotte dagli studenti.
INCONTRO
TRA FAMILIARI DEI DONATORI E I
TRAPIANTATI
L’esperienza
vissuta da Mister Green, il quale ha
incontrato e conosciuto i trapiantati destinatari dei sette organi del
piccolo
Nicholas è risultata positiva e negli Stati Uniti, decine di migliaia
di
persone e riceventi hanno comunicato gli uni con gli altri, per la
maggior
parte via lettera e in una minoranza di casi incontrandosi di persona,
facendo
registrare un positivo benessere tra la stragrande maggioranza di
queste
famiglie. Tutto ciò in Italia appariva come un tabù.
Insieme
alle Autorità cittadine e accademiche hanno partecipato all’evento i
genitori
di Nicholas i quali, commossi hanno rivissuto e ricordato la tragedia
di 25
anni fa ed hanno rinnovato con il loro esempio la lezione di civiltà e
di
generosità nel diffondere la cultura della donazione.
Un
gruppo di
parlamentari a Roma ha presentato una proposta di legge per permettere
alle due
parti di contattarsi sotto condizioni stabilite dalle autorità
sanitarie, alla
stregua della prassi adottata in America.
Grazie
anche al tenace impegno di Mister Reginald
Green con la collaborazione di Andrea Scarabelli, il
Ministero della
Salute ed il Comitato Nazionale di Bioetica, si sono dichiarati
favorevoli alle
comunicazioni fra le due parti, sotto condizioni stabilite dal servizio
sanitario. Anche questo traguardo raggiunto nel corso dei 30 anni, è un
dono di
Nicholas ed è stato raggiunto anche grazie alla raccolta di oltre
50.000 firme,
operata da Marco Galbiati di Lecco, anch’egli papà che ha
donato gli
organi del figlio.
REPARTO
DI RIANIMAZIONE DEL POLICLINICO DI
MESSINA
In
occasione del 25° anniversario della morte nel settembre del 2019, è
stato
inaugurato, il nuovo reparto di rianimazione del Policlinico di Messina
ed è
stato intitolato al piccolo Nicholas.
La
pittrice Anna Bonomo, catanese
residente a Milano, ha
donato al reparto il
dipinto che
raffigura un bimbo
sorridente con sullo sfondo la Madonnina del porto, quasi per dare
forza e
coraggio a tutti i pazienti nel difficile e delicato momento per la
loro
salute.
AMBASCIATA
DEL DONO
Nel
ricordo di Nicholas per iniziativa dei
Ragazzi Sindaci, nell’ambito del Parlamento Internazionale della
legalità, è
stata promossa l’Ambasciata del dono,
Un segno connotativo del progetto didattico del Consiglio Comunale dei
Ragazzi,
che impegna i ragazzi sindaci, assessori, consiglieri a
mettersi a servizio della “scuola-piccola città” e ad essere un dono
per la
Comunità scolastica e cittadina.
Lodevole
l’esempio dei genitori di Alessandro
Giani, sindaco dei ragazzi di Cassano Magnago (Varese), i
quali, a
seguito dell’incidente del figlio caduto nel foro di una cartiera, dopo
che i
medici hanno dichiarato la morte cerebrale, in un gesto di
grande generosità, hanno autorizzato l'espianto degli organi
e sette
pazienti che vivono grazie agli organi di Alessandro.
La
cerimonia ha avuto luogo il 1° ottobre 2019
presso il Policlinico “Gaetano Martino” nell’aula magna dell’Università
di
Messina, con la partecipazione della delegazione regionale dei Ragazzi
sindaci
e delle scuole medie e superiori di Messina. Una vera ed incisiva
lezione di
Educazione Civica.
La
cultura del dono è uno degli aspetti
dell’Educazione civica che la scuola ha il compito e il dovere di
insegnare
agli studenti, aiutandoli a modificare i comportamenti e quindi il modo
di
pensare e sentire lo Stato, la società, le relazioni umane e quindi
agire in
maniera coerente e responsabile.
CONVEGNI
INTERNAZIONALI E MOSTRA ARTISTICA
“Donarte”
L’effetto
Nicholas” così
com’è stato salutato dai mass media, ha promosso una
rapida crescita delle donazioni
Oggi
la diffusione della cultura del
trapianto di organi continua e si
espande, come documentano, anche, gli atti dei due
convegni internazionali promossi e coordinati dalla Prof.ssa Anna
Teresa
Mazzeo, direttore del Servizio di anestesia dell’Università di Messina.
Medici
e scienziati provenienti dagli USA, Brasile, India, Cina, Giappone,
Ghana,
Regno Unito, Spagna, Svizzera, e dalle Università e dai “Centri
trapianti” di
Milano, Torino, Padova, Venezia, Treviso, Modena, Roma, Sassari,
Palermo,
Messina e Catania, hanno descritto il positivo incremento e la
diffusione della
cultura della donazione degli organi nei vari Paesi del mondo.
Lo
scorso anno per la prima volta le donazioni di organi hanno
superato quota
duemila, attestandosi a 2.042 (+11,6%), e nel corso dell’anno sono
stati
realizzati ben 4.462 trapianti di organi, 586 in più rispetto
al 2022
(+15,1%). È questo un grande risultato e ’Italia che prima era il
fanalino di
coda dell’Europa occidentale, ora occupa il secondo posto -
Nella
mostra artistica “Donarte” che l’Università di Messina promuove,
giunta
alla terza edizione le opere artistiche e letterarie che vengono
presentate e
premiate testimoniano la sensibilità dei pittori, dei poeti e degli
scrittori
che presentano in maniera creativa il messaggio della donazione.
La
cultura del dono e del trapianto degli
organi, anche grazie alla lodevole promozione dell’Aido, e ai progressi
della
scienza medica, comincia a modificare comportamenti e modi di pensare
dei
cittadini, a partire dai giovani, nella consapevolezza di poter
continuare a
fare del bene degli altri, anche dopo la morte.
Donare
un organo non è un togliere qualcosa
a qualcuno, ma consentire a persone ammalate di vivere meglio,
utilizzando
organi che rimarrebbero inerti e improduttivi.
“Io
dono, tu doni….essi vivono” non è
solo uno slogan, ma resta un monito costante e incisivo per la
formazione
integrale dei giovani e la maturazione del senso civico di tutti i
cittadini.
Giuseppe Adernò
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