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Vi racconto ...: Louisa May Alcott e le 'Piccole donne'. Un’intervista impossibile

Redazione
Noi ragazzi della quinta C e quinta D, in quest’anno scolastico, stiamo sperimentando un metodo alternativo di fare ricerche su autori e personaggi storici o letterari: “le interviste impossibili”. Quest’idea nasce da una trasmissione radiofonica del 1973, dove uomini di cultura fingono di intervistare “fantasmi redivivi”, appartenenti ad un’altra epoca ed è per questo che si definiscono interviste impossibili. Questo modo di realizzare le ricerche ci ha entusiasmato, perché ci permette di rendere “viva e vitale” una ricerca, in quanto anche noi siamo partecipi in modo attivo, anzi “entriamo” anche noi nella ricerca, come interlocutori del personaggio che intervistiamo. Così, intervistando… Louise May Alcott, ci è sembrato di vivere nella casa delle sorelle March! Questo nuovo modo di studiare ci piace, speriamo di continuare con queste interviste e di vivere in epoche storiche lontane dalla nostra, anche questo è un modo per arricchirci nel cammino della nostra crescita scolastica.

Alunni ed alunne delle classi V C e V D
(Circolo Didattico “Teresa di Calcutta”, Tremestieri Etneo, Plesso Immacolata)

 
1° Intervista:

Buongiorno, è un onore intervistare una delle scrittrici americane più famose: Louisa May Alcott. Signora Alcott, da cosa le è venuta l’ispirazione per scrivere il romanzo ”Piccole donne”?
«Ho trovato ispirazione dalla mia infanzia e giovinezza, infatti alcune persone hanno detto che il mio è stato un romanzo semiautobiografico».

Com’è stata la sua infanzia?

«La mia infanzia non è stata tra le più serene, poiché con le mie sorelle avevamo una vita povera e senza molte soddisfazioni. Situazione questa molto comune a chi, come noi, ha vissuto durante la guerra».

Com’è riuscita a diventare una scrittrice?
«Per aiutare la mia famiglia, sin da ragazzina iniziai a lavorare  facendo la governante, l’insegnante, la sarta e in seguito iniziai a scrivere».

Signora, Alcott, è stato un vero piacere poterla intervistare!

Andrea Balbo (Classe V sez C - Plesso Immacolata)

2^ Intervista:

Buonasera Louisa May Alcott, oggi siamo qui con lei per scoprire qualcosa di più: come divenne famosa?
«Buonasera anche a lei. E’ un onore essere qui, le rispondo subito: il mio successo letterario arrivò nel 1868, quando fu pubblicato la prima parte del mio romanzo, “PICCOLE DONNE”. »

Ho saputo che si ritrova molto nel suo racconto, può spiegarci perché?
«Certamente, io medesima ho scritto quel romanzo ispirandomi alla mia infanzia con le mie sorelle, mio padre e mia madre a Concord. La nostra infanzia, mia e delle mie 3 sorelle, sebbene difficile, assomigliava molto a quella del libro di cui protagoniste sono 4 sorelle che si aiutano a vicenda. Infatti il mio non è un romanzo inverosimile, ma è semi-autobiografico».

Perché decise di fare due volumi di questo magnifico libro?
«Come certamente sa, io all’epoca ero una scrittrice per ragazzi, e non volevo fare un libro troppo lungo, quindi decisi di fare due volumi: Piccole donne” e Piccole donne crescono”, pubblicato nel 1869. Però non fu per tutti i paesi così, per esempio in America venne pubblicato un unico libro intitolato “Little Woman”».

Mi descriva meglio il secondo volume pubblicato nel 1869.

«Beh, su questo argomento non c’è molto da dire; segue la mia vita e quella delle mie sorelle adulte e nel matrimonio».

Lei è la più piccola tra le sue sorelle?
«No, io sono la seconda di noi quattro, sono una delle più grandi!».      

Signora Alcott, lei si ritrova particolarmente in una delle sorelle March?

«Sebbene io non mi sia mai sposata e lei si sposò alla fine dell’ultimo volume, io mi ritrovo molto in “Jo”; infatti essa, fu la seconda più grande delle sorelle March, proprio come me».

Bene, è stato un vero piacere conoscerla meglio, purtroppo non abbiamo più tempo, la saluto e la ringrazio di essere stata qui con noi.

«Anche per me è stato un piacere! Arrivederci!»

Arianna Cannavò (Classe V sez. C - Plesso Immacolata)
 
3^ Intervista:

Buon giorno, signora Alcott,  io sono la giornalista Giorgia Scalia, grazie di avere accettato il mio invito a quest’intervista
«Buon giorno,  sono onorata».

Il romanzo ”Piccole Donne” è uno dei suoi romanzi più famosi… Ma quali informazioni in più ci può dare?

«Fu pubblicato due volte, la prima volta nel 1868, e la seconda nel 1869, in America, con un altro titolo».

Cioè, con quale titolo?
«Little Woman or, Meg, Jo, Beth and Amy».

Mi potrebbe raccontare la storia del romanzo?
«Certo! Ma non completamente perché vorrei lasciarle la curiosità di andare a leggere il libro. Il romanzo rispecchia la mia famiglia. Il signor March è andato in guerra lasciando le figlie e la moglie sole. Le ragazze pur essendo povere e con problemi crescono, e diventano bravissime e responsabili. Crescono con l’aiuto della mamma e del vicino Theodore che era ricco».

Mi vuol dire qualcosa in più dei personaggi?
«Perché no! Iniziamo dalla madre… Margaret Curtis March, era molto saggia, e grazie a lei le sue figlie sono cresciute sapendo affrontare i problemi. Robert March, era il padre, era nell’esercito degli Stati Uniti, amava soprattutto Beth, perché era la più docile e fragile, parlando di Beth era la terza sorella, aveva tredici anni, e aveva la passione per la musica e il pianoforte. Siccome era timida, tranne con la sua famiglia, voleva sempre aiutare la mamma nelle faccende domestiche e così si ammala e muore a diciannove anni».

Mi racconta un po' di Amy.
«Amy è la più piccola delle sorelle, ha dodici anni ad è pigra, viziata, egoista cioè l’opposto di Jo, a proposito di Jo era coraggiosa e determinata come un “maschiaccio” e aveva quindici anni» .

Cosa mi dice di Margaret?
«Margaret viene chiamata “Meg”, ha sedici anni ed è matura e giudiziosa anche se a volte è vanitosa e superficiale».

Ha altro da aggiungere?

«Grazie di avermi dato la possibilità di raccontare ancora una volta questo romanzo… Buon giorno».
Buon giorno a lei, andrò sicuramente a leggere questo romanzo che mi ha davvero incuriosita. Grazie.

Giorgia Scalia (Classe V D - Plesso Immacolata)





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Postato il Domenica, 27 marzo 2016 ore 05:00:00 CEST di Angelo Battiato
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