TELEFONINI A SCUOLA: MA SE CHIAMANO ANCHE I GENITORI...
Data: Mercoledý, 14 febbraio 2007 ore 00:05:00 CET
Argomento: Opinioni


TELEFONINI A SCUOLA: MA SE TELEFONANO ANCHE I GENITORI...

In origine c’era il telefono. Poi fu inventato lui, l’amico più piccolo, meno ingombrante, più agile nella forma e nella trasmissione dei pensieri: nacque il telefonino.
Utile, utilissimo, chi può negarlo? Sempre sei rintracciabile, sempre raggiungibile, oltre il senso del luogo e dello spazio. Dove ci sei tu, c’è lui, compagno affidabile, cimice affettuosa che mai ti lascia e ti abbandona.
E ci pensi sempre, e lo guardi sempre, desideroso e ansioso: chissa chi mi ha cercato, chissà chi mi ama e anela, no, a questo non rispondo, faccio finta di non sentirlo…
Ma c’è un guaio. I telefonini hanno invaso le scuole. Soprattutto hanno invaso le menti dei ragazzi, quelle menti che, ditemi se sbaglio, in classe dovrebbero, come dire, essere fertili e aperte a ben altri messaggi e conoscenze…
Loro ti guardano, ma il pensiero è là, immutabile, cristallizzato, fisso a quei tasti che non possono toccare, indagati come sono dallo sguardo curioso dell’insegnante.
E, infatti, al suono liberatorio della campana, il primo gesto è quello: lo afferrano, lo scrutano, digitano finalmente senza freni sui tasti del loro amato telefonino.
Ma ogni tanto, malauguratamente…vengono anche pescati in flagrante. E’ successo da poco in una scuola media di Bari. Il preside Giovanni Castorina dopo che nei giorni scorsi alcuni ragazzi erano stati sorpresi a chiacchierare nei corridoi della scuola al telefono. ha pensato bene di sequestrare ben 11 cellulari.
Fin qui sembra una normale  storia di rispetto delle regole. Soprattutto dopo quanto affermato alcune settimane fa dal Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni in merito al ritiro dei cellulari nelle aule scolastiche. Bene. Finalmente i cellulari sono finiti in presidenza. Adesso voglio vedere come fate, cari ragazzi, dopo questo opportuno sequestro…
E invece, nella scuola in questione, non ci crederete, si è scatenato un vero e proprio putiferio. Sono giunti, infatti, i genitori. Proprio loro, i genitori dei ragazzini, infatti, hanno protestato con veemenza fuori dell’istituto fino ad impedire al preside l’uscita dalla scuola. E poi è venuto il bello. Perché il capo dell’istituto, rinchiuso all’interno dell'edificio scolastico, si è visto arrivare la polizia che gli ha chiesto di mostrare i suoi documenti di riconoscimento…Tra l’agente di polizia e il capo d’istituto è nata una discussione….con conseguente reciproca denuncia…
Tutto questo per un telefonino che mise contro gli alunni e il loro preside. Che voleva far opera contraria a quella dei papà e delle mamme. Loro a scuola telefonano  per i motivi più disparati, anche per sapere, mentre l’acqua bolle…che tipo di pasta ci vuole il figliolino. Con queste teste…ditemi che si può fare contro il telefonino…


SILVANA LA PORTA





Questo Articolo proviene da AetnaNet
http://www.aetnanet.org

L'URL per questa storia è:
http://www.aetnanet.org/scuola-news-6659.html