EPIFANI: SI SPOSTI L'ABROGAZIONE DELLE GRADUATORIE AL 2012
Data: Giovedý, 30 novembre 2006 ore 00:05:00 CET
Argomento: Comunicati


Il segretario Cgil a Repubblica Tv. Critiche al governo sui trasporti
"Non riesco a capire perchè procedano per approssimazione"
Precariato, Epifani rilancia
"E' un tema fondamentale"
E per la scuola suggerisce: "Le graduatorie per gli insegnanti precari
non si possono far finire nel 2010. Si sposti abrogazione al 2012"

Il segretario della Cgil Epifani

ROMA - Per la Cgil quello del precariato è il tema fondamentale in questo momento. Lo ha ribadito, intervenendo a Repubblica Tv, il segretario generale Guglielmo Epifani. "Non c'è nessuna titubanza nel sostenere il precariato - ha detto -. Quando hanno scioperato università e ricerca è stato uno sciopero condiviso e sostenuto dalla Cgil. Per noi il tema del precariato è il tema fondamentale. Però non mi convince che il tema venga preso da una parte e gettato contro l'altra parte: se diventa l'argomento di una parte, indeboliamo la battaglia".

 Difendere i precari però, ha spiegato Epifani, non significa abrogare la legge Biagi. "Noi intendiamo mettere mano a tutta la legislazione del lavoro, quando abolisci hai bisogno di mettere qualcos'altro al suo posto, la legislazione non può semplicemente tornare indietro, alla situazione di cinque-sei anni fa. Ci vuole una riscrittura che risistemi tutta la materia".

Per la scuola, graduatorie fino al 2012. In particolare, sul precariato della scuola, Epifani ha sostenuto che "Le graduatorie per gli insegnanti precari non si possono far finire nel 2010". Nel 2010, ha spiegato Epifani, "avremo ancora decine di migliaia di insegnanti precari". E dunque, ha concluso, "penso che si possa spostare al 2012 o comunque trovare nel 2010 una sede per vedere a quel punto quello che succede". La manovra economica, infatti, "Porta a stabilizzare 150.000 insegnanti precari, ma ne restano fuori altri 50/70 mila che non possono essere considerati figli di nessuno".


Suddividere il recuperato dall'evasione. Il segretario della Cgil, rispondendo alle domande degli ascoltatori, ha poi sostenuto che il gettito proveniente dalla lotta all'evasione fiscale "deve andare per una parte al finanziamento degli ammortizzatori sociali, per una parte ai cittadini che pagano le tasse, ai cittadini incapienti e una parte ai saldi di bilancio". Epifani ha comunque precisato che non ci deve essere "rigidità perchè ogni volta che si stabiliscono regole rigide si creano problemi".

I trasporti, una questione sottovalutata. Sulle varie questioni legate ai trasporti, da quelli locali alle ferrovie e ad Alitalia, il governo, ha accusato Epifani, non ha un progetto organico. "Non riesco a capire perché sul sistema dei trasporti che è nevralgico il governo proceda per approssimazione", ha accusato il leader della Cgil.

 In particolare, riferendosi alla prossima protesta del trasporto locale, Epifani ha raccontato: "Da luglio il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, si era impegnato a trovare i soldi per il rinnovo del contratto di lavoro. A oggi quei soldi ancora non ci sono".

Alitalia: se va ad accordo internazionale, sparisce. Ma Epifani si è mostrato profondamente critico sull'intero approccio del governo verso il sistema dei trasporti, compreso il modo di gestire la vicenda Alitalia. "Se Alitalia va ad un accordo internazionale in questa situazione, Alitalia non c'è più", ha detto il segretario della Cgil, sottolineando come "oggi Alitalia valga il 5 per cento di Air France" e sicuramente "non è indifferente se la proprietà è o non è del tuo Paese".

Pensioni, il governo sia omogeneo. Epifani si è detto favorevole a una riforma delle pensioni: "Sono favorevole a cambiare questa legge, ma prima della riforma il governo trovi un punto comune", ha detto a Repubblica Tv. Al governo, ha detto, "chiedo un punto di vista omogeneo" perchè ora "ce ne sono almeno tre. Se il governo non trova unità al suo interno, alla fine ci resterà lo scalone".

(29 novembre 2006)









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