E IL PRESIDE VIETO':''NO A TRE COMPITI IN CLASSE NELLO STESSO GIORNO!''
Data: Giovedý, 02 novembre 2006 ore 09:06:24 CET
Argomento: Comunicati


da lastampa.it
Mercoledì, 1 Novembre 2006

PAVIA IN UN LICEO LA CIRCOLARE AI DOCENTI CHE SI SCUSANO: UN ERRORE CONCENTRARE TRE PROVE NELLA STESSA MATTINATA, NON LO FAREMO PIÙ

«Troppe verifiche fanno male»

Allieva sviene, il preside sgrida i docenti: i compiti in classe stressano

di Claudio Bressani

MORTARA (Pavia). «In nessuna classe si tenga più di una verifica al giorno, massimo due come possibilità prevista ma non consigliata». A ordinare ai prof di non calcare troppo la mano con i ragazzi è il preside in persona: la draconiana disposizione è stata impartita per scritto a tutti gli insegnanti del liceo Omodeo di Mortara (Pavia), dopo che una studentessa di 17 anni giovedì si è sentita male in classe. «Stress da fatica scolastica» è la diagnosi contenuta nel referto stilato dal medico che l'ha visitata. Descritta come un'alunna molto diligente e scrupolosa, al preside ha raccontato di essersi trovata a studiare sui libri, qualche settimana fa, dalle 14,30 fino a notte fonda, e ancora l'indomani mattina prima dell'inizio delle lezioni. A scuola quel giorno l'attendevano ben tre verifiche una dietro l'altra: latino, matematica e biologia.

«Dispongo che nessun allievo sia costretto alla condizione di questa ragazza», ha scritto il preside Candido Meardi nella circolare che ha sollevato il caso, distribuita sabato al corpo docente, ai 900 studenti delle tre sezioni (liceo scientifico, linguistico e ragioneria) e ai genitori. «La ragazza - prosegue la circolare - ha il torto di prendere sul serio tutto quanto la scuola richiede: è l'allieva perfetta, porta tutti i libri che servono, esegue i compiti e studia tutti i giorni. Aggiungo che è una ragazza speciale, dolce e intelligente. Barcollava in corridoio, l'hanno vista tutti. I docenti che sottovalutano questo problema non sanno che così facendo penalizzano quei ragazzi che vogliono studiare e li mettono in situazioni insostenibili». «Ha rischiato un collasso ma ora sta bene - aggiunge il preside - ho ritenuto di prendere spunto da questo caso per avviare una riflessione più generale. Anche perché le stesse linee programmatiche del ministro Fioroni prevedono una maggiore attenzione al recupero e una riduzione del carico di lavoro a casa per lasciare spazio alle varie attività integrative, e io aggiungo agli opportuni spazi di vita personale. Parlando con l'allieva mi sono commosso: è una che da tutto, forse troppo. Ci sono ragazzi molto apprensivi che sono indotti a una specie di bulimia da studio che dev’essere evitata, bisogna organizzarsi perché non si arrivi a certi eccessi».

Meardi precisa che il tetto massimo di due verifiche al giorno era già codificato nel contratto formativo. «All'Omodeo si studia tanto ma normalmente non si esagera - dice - la regola di solito viene rispettata. Due compiti in classe in una mattina magari ci possono stare in chiusura di quadrimestre, ma tre, a ottobre, sono troppi. Accade perché gli insegnanti non si coordinano. Ho parlato con quei professori, hanno detto di aver sbagliato e hanno promesso che non succederà più». Anche perché, in chiusura di circolare, il preside è esplicito: «Invito a segnalarmi i casi contrari, rispetto ai quali prenderò i necessari provvedimenti».

Ovvio che l'iniziativa del preside abbia raccolto consensi tra i ragazzi. Ma con qualche distinguo. Dice Alberto Celoria, allievo di quinta, che sabato è stato rieletto fra i rappresentanti degli studenti: «Non è da tutti i giorni ricevere una circolare così, tra noi ha destato scalpore. Ovviamente stiamo dalla parte della nostra compagna e comprendiamo lo stress. Ma non mi sembra neanche giusto addossare tutta la colpa ai professori. Forse con questa circolare si è creato un caso troppo grosso». Il limite delle due verifiche non sempre viene rispettato: «Anche a me è capitato di farne tre in un giorno. Il contratto formativo parla di non più di due verifiche scritte ma a volte vengono aggiunte quelle orali, che contano come quelle scritte».

Invece gli insegnanti sembrano perplessi per la presa di posizione del preside. Giusto richiamo, osservano alcuni, ma andava fatto in altra sede, in un collegio docenti, e non con una circolare che ha sollevato un polverone. Molti sono preoccupati per la reazione dei ragazzi: «E adesso chi li tiene più? Il timore è che questa circolare dia un'alibi a chi non vuol studiare».







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