nota dell'Ass.Regionale dei Beni Culturali Ambientali e della Pubblica Istruzione
Data: Venerd́, 15 settembre 2006 ore 11:49:28 CEST
Argomento: Comunicati


All’inizio di ogni anno scolastico, secondo una prassi diffusa, da piu’ parti vengono riproposti messaggi augurali indirizzati agli studenti e a tutti gli operatori della scuola. Ritengo  che il modo migliore, per evitare che il dialogo Assessorato regionale pubblica istruzione e autonomie scolastiche siciliane venga percepito in modo astratto e rituale, sia quello di indicare aspetti concreti sui quali scommettere la propria credibilità di politico chiamato ad amministrare nell’interesse della collettività siciliana. Il sistema di competenze riconosciuto alle Regioni , con riferimento all’emergenza legata alla sicurezza degli edifici scolastici , alla definizione dei fabbisogni formativi in aree regionali, all’integrazione tra sistema dell’istruzione e della formazione professionale , ai rapporti tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro, al rilancio delle qualifiche regionali comporta percorsi condivisi e integrati anche per la parte relativa al concorso finanziario e comporta, anche, una rivisitazione e una riqualificazione della spesa.
Un ulteriore banco di prova per uno sforzo politico e progettuale, fondamentale per la nostra Regione, è quello di intervenire concretamente nel processo di prevenzione e recupero della dispersione scolastica per la promozione di un successo formativo che risulti gratificante sia a livello individuale che per la Comunità Siciliana.
Per quanto concerne, invece, il riferimento alla dimensione europea dell’istruzione, della formazione e dell’educazione degli adulti è necessario focalizzare la “risorsa sapere” come priorità per la crescita culturale e civile della persona e stabilire un forte rapporto tra percorsi di istruzione, formazione, mondo del lavoro e diritto alla cittadinanza attiva.
L’attenzione alla dimensione europea richiede una programmazione regionale e locale orientata verso forme di sinergia e di intervento integrato.Se è vero che la scuola è il luogo in cui diversità e differenze devono essere esaltate e se è vero che l’Europa si fonda sui principi della diversità culturale, allora non si può non sostenere la scuola siciliana nella realizzazione di percorsi di studio che tendano ad esaltare le potenzialità ancora inespresse delle autonomie territoriali siciliane.
La dimensione culturale del percorso scolastico va pertanto contestualizzata, individuando spazi organizzativo-didattici nel segno di una rinnovata e convinta necessità di tutela e valorizzazione dell’identità regionale, nel più vasto ed articolato disegno di una ineludibile cittadinanza europea consapevole e condivisa.
Vuol dire,in altri termini, inserirsi nel dibattito europeo non solo sul piano della validità delle qualifiche, del riconoscimento dei crediti formativi e/o professionali, ma vuol dire anche fornire un contributo per contrastare i meccanismi della cultura uniformante. Significa preservare e riconoscere la natura specifica delle attività, dei beni collegati alla propria cultura; significa attivare le politiche e le misure piu’ appropriate per fruire e promuovere la ricchezza dei localismi che caratterizzano la nostra Regione.
In gioco c’è la specificità culturale siciliana con i suoi aspetti linguistici, storici, i suoi beni materiali e immateriali; ma la partita va giocata lontano dalle forme  di autoripiegamento e come reazione al livellamento e all’unilateralismo culturale.
E’ in quest’ottica che l’Assessorato regionale pubblica istruzione favorirà iniziative dirette alla diffusione della conoscenza e alla fruizione del nostro patrimonio culturale, inteso nel senso dell’eredità del popolo siciliano. Un’eredità non solo da custodire, ma anche da promuovere e innovare per ridisegnare i fabbisogni formativi riferiti realmente all’area regionale e per ridisegnare il volto di una Sicilia fiera che non si riconosce nei fatti di corruzione e di violenza e che non vuole essere conosciuta o pensata per il fenomeno mafioso che ormai  troppe volte rischia di essere spacciato per la nostra tradizione.
Una operazione politico-culturale che pretende di investire sulla valenza della bimillenaria civiltà siciliana, ponendola al centro di un più vasto ed articolato progetto di crescita e di sviluppo dell’Isola nell’ambito euro-mediterraneo, non può che puntare sui Docenti e sui Dirigenti scolastici siciliani, sulla loro competenza e professionalità sulla loro missione educativa e formativa, sul loro amore per la Terra di Sicilia.
Riconnettersi agli aspetti linguistici, storici, culturali che caratterizzano la nostra Regione; riscoprire i mestieri tradizionali a rischio di estinzione, che sono ancora fonte viva di attrazione e di sviluppo economico, vuol dire andare oltre la formula semplicistica finalizzata a programmare nelle scuole attività integrative volte all’introduzione del dialetto; vuol dire mettere a frutto la straordinaria competenza dei nostri docenti e dei dirigenti scolastici siciliani per inserire organicamente nel piano dell’offerta formativa quegli approfondimenti di interesse regionale, che potranno essere modulati dalle singole autonomie scolastiche in relazione all’ambiente culturale-territoriale della provincia e del comune di appartenenza.
Se Assessorato, Istituti scolastici, Ufficio scolastico regionale, Dipartimenti universitari, Parti sociali, Province, Comuni, Associazioni costruiremo sinergicamente questi percorsi, avremo realizzato non solo il fondamentale collegamento tra Beni culturali, conoscenza, formazione e sviluppo, ma avremo anche attivato un processo culturale a tutto campo, che parte dalle scuole come esercizio di piena cittadinanza e come percorso di conoscenza e riscoperta di una identità che va percepita quale strumento operativo per divenire competitivi.
Musei, biblioteche, archivi storici, aree archeologiche, parchi archeologici, complessi monumentali di rilevanza artistica, storica ed etnoantropologica, teatri, spazi culturali destinati alla musica tradizionale e popolare devono divenire non solo laboratorio vivo di approfondimento per i nostri studenti che frequentano scuole e centri territoriali del territorio siciliano, ma anche e soprattutto nuove opportunità di intrapresa e di occupazione.
Questo è certamente il modo piu’ appropriato per sponsorizzare i beni culturali della nostra Isola, oltre che il modo migliore per tutelare e per valorizzare il nostro patrimonio culturale, la nostra storia, il nostro territorio.
Il raggiungimento di tali obiettivi comporterà un’azione sinergica e talvolta convergente delle progettualità che attiverò nell’esercizio delle due deleghe che  mi sono state affidate e mi consentirà di coinvolgere, con il metodo della condivisione del progetto, sia le scuole su cui la Regione Sicilia ha potestà esclusiva sia quelle a potestà concorrente, al fine di attivare sia percorsi di educazione permanente in direzione di una rimotivazione culturale che parte dal patrimonio culturale siciliano sia forme di concertazione per realizzare attività di professionalizzazione presso i nostri istituti.
Obiettivi, progetti, emergenze che riguardano le scuole siciliane saranno, sempre, oggetto di una reale concertazione con le parti sociali e con le associazioni professionali della scuola, anche attraverso nuove forme di collaborazione sinergica Assessorato P.I./Scuola.
In questo senso appare fondamentale sviluppare tra Assessorato e Scuole una comunicazione dal basso, ossia a partire dalle esigenze espresse dal territorio.
Obiettivo fondante dell’Assessorato P.I. è quello di farsi promotore di una nuova strategia culturale della Regione Sicilia che miri alla costruzione – assieme ai giovani, ai Docenti e ai Dirigenti scolastici siciliani – di una Scuola siciliana, della quale i nostri giovani possano andare fieri.
L’Assessore
On. Nicola Leanza







Questo Articolo proviene da AetnaNet
http://www.aetnanet.org

L'URL per questa storia è:
http://www.aetnanet.org/scuola-news-5281.html