PROF ASSUNTI DALLE SCUOLE, PIU' POTERI AI PRESIDI
Data: Mercoledý, 19 luglio 2006 ore 00:05:00 CEST
Argomento: Opinioni


Basta con il modello iperaccentrato della scuola italiana'.
 Una scuola più snella e meno burocratizzata è quanto chiede Treellle al governo.

Treellle all'attacco:
 prof assunti dalle scuole, più poteri ai presidi.

Proposti contratti di sostituzione pluriennali

 di Benedetta P. Pacelli  da ItaliaOggi dell'11/7/2006

 
´Basta con il modello iperaccentrato della scuola italiana'. Una scuola più snella e meno burocratizzata è quanto chiede Treellle al governo. Dove le assunzioni dei docenti siano fatte direttamente dalle istituzioni scolastiche.
 L'associazione, presieduta da Attilio Oliva, ha presentato la scorsa settimana al ministro della pubblica istruzione, Beppe Fioroni, una ricerca sullo stato della scuola autonoma.

 Treellle torna a ribadire, come già fatto con il governo Berlusconi, la sua ricetta per superare l'attuale gestione centralistica, anche sul fronte della gestione finanziaria, giacché le scuole hanno un'autonomia dello 0,5%.

 Bisognerebbe, secondo l'associazione, percorrere la strada in cui sono impegnati da molti anni, anche se in modo diverso, Regno Unito, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, paesi che nelle indagini comparative internazionali evidenziano i risultati migliori. Con la legge n. 59/97, il parlamento ha statuito il principio dell'autonomia delle istituzioni scolastiche dotandole di personalità giuridica ma sul fronte dell'attuazione, dice Treellle, molto resta da fare. Secondo Treellle, per sviluppare un modello di scuola autonoma e responsabile è necessario ridefinire l'assetto del sistema nazionale di istruzione: scuole, enti locali, regioni, stato, chi fa che cosa?

 Dotare la scuola autonoma di tre autonomie funzionali: autonomia didattica, da non confondere con la libertà dell'insegnamento e che va controbilanciata col monitoraggio dei risultati (autovalutazione e valutazione esterna).

 Autonomia organizzativa, che significa, per Treellle, libertà degli organi di governo della scuola di definire il proprio organico di personale docente nei limiti delle risorse; e, infine, autonomia finanziaria, cioè disponibilità di una dotazione economica globale senza vincoli di destinazione, stabile per tre anni e basata sul numero degli studenti.

 Sarebbe auspicabile poi, secondo Treellle, istituire nuovi organi di governo della scuola autonoma: un consiglio di istituto come unico organo di indirizzo e controllo che delibera lo statuto della scuola, nomina il capo di istituto, approva il Pof, i bilanci, l'organico e le assunzioni.

 Ma è necessario anche un capo di istituto, dice sempre l'associazione, che gestisce tutte le risorse finanziarie, propone al consiglio le assunzioni di personale, organizza i servizi e nomina il proprio staff di collaboratori.

 Proposte, queste, che il precedente governo aveva tentato di avvalorare, per esempio attraverso il decreto sul reclutamento dei docenti, e che si erano scontrate contro il muro di no dei sindacati della scuola maggiormente rappresentativi, ma soprattutto dello stesso personale docente.

 Determinante sarebbe poi, secondo Treellle, bilanciare l'autonomia scolastica con un trasparente e credibile sistema nazionale di valutazione dei risultati degli apprendimenti degli studenti e delle scuole, affiancato da forme guidate di autovalutazione. Infine, introdurre per legge e per contratto diversi livelli di sviluppo professionale per i docenti per riconoscere in via permanente la professionalità acquisita (anche con remunerazioni differenziate).

 Qualunque innovazione significativa ha bisogno di tempi lunghi per consolidarne e verificarne gli effetti. C'è quindi bisogno di strategie condivise a livello parlamentare e di una ragionevole continuità nell'azione riformatrice dei governi, ´con un patto di lungo termine tra maggioranza e opposizione', dice Oliva. Un patto per superare i contrasti tra le forze politiche, per promuovere e favorire la collaborazione tra regioni, enti locali e forze sociali. Un patto ´di cui l'Italia ha assoluto bisogno per rimediare sui ritardi rispetto agli esempi europei'.







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