LIBERE PROFESSIONI SOLO AI LAUREATI
Data: Giovedì, 30 marzo 2006 ore 08:44:40 CEST
Argomento: Comunicati


Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri 29-03-2006, in via definitiva, dopo il via libera del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Letizia Moratti, la riforma dell'accesso alle professioni e dei relativi esami di Stato. Per i geometri, periti, consulenti del lavoro e giornalisti, per esercitare l'attività di libera professione, servono laurea e tirocinio ...

 

Da istruzione.it - comunicato del 29-03-2006

Il Ministro Moratti: "Professionisti più qualificati a tutela degli interessi dei cittadini"

Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi, in via definitiva, dopo il via libera del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Letizia Moratti, la riforma dell'accesso alle professioni e dei relativi esami di Stato.

"Sono ormai più di un milione e 800mila i professionisti iscritti agli Albi", ha spiegato il Ministro, "un numero che è andato via via crescendo, negli ultimi dieci anni, con un incremento del 30% (da 1.399.338 nel 1995 a 1.827.279 al 2005). Dunque, abbiamo voluto focalizzare l'attenzione del Governo sulla riforma del sistema di accesso agli Ordini professionali per dare un forte contributo all'ammodernamento del sistema ordinistico, guardando soprattutto al futuro dei nostri giovani e alla tutela degli interessi dei cittadini, che beneficeranno di professionisti più qualificati".

In parallelo alla riforma dei percorsi universitari (revisione delle Classi di Laurea ex Dm 270/2004), è stato predisposto lo schema di regolamento che aggiornerà la struttura delle prove dell'esame di Stato ed i requisiti per l'accesso agli Ordini (Laurea, laurea magistrale e tirocinio che sarà obbligatorio, serio, continuativo e certificato), nonché del Dm 9/9/1957, relativo alla composizione delle commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento degli esami di Stato, per renderli più trasparenti e qualificanti.
"Vengono così interamente ridisciplinati i requisiti per l'ammissione all'esame di Stato, le relative prove e commissioni esaminatrici per tutte le professioni già comprese nel Dpr 328/2001, e oltre a queste, per gli statistici, i tecnologi alimentari, i farmacisti ed i veterinari", ha proseguito il Ministro. "Per i giornalisti e i consulenti del lavoro, insieme ad agrotecnici, geometri, periti agrari, periti industriali, abbiamo provveduto ad aggiornare i requisiti di ammissione all'esame di Stato, anche prevedendo in alternativa ai titoli vigenti, un percorso qualificante comprensivo di laurea e tirocinio".


Inoltre, il regolamento disciplina la composizione delle relative commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento degli esami per l'accesso alla professione di dottore commercialista ed esperto contabile, completando le norme presenti nel decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139.


Per quest'ultima professione è stato inoltre previsto l'accesso agli esami, fin dall'anno 2006, dei laureati triennali per i quali la normativa precedente demandava tale possibilità al 2008.

LE PROFESSIONI INTERESSATE DAL NUOVO DPR

Lo schema di regolamento aggiorna la disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato, nonché, per molte delle professioni, le relative prove la composizione delle commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento degli esami, relativamente alle professioni di:

  Numero Iscritti
dottore agronomo e dottore forestale 19.103
architetto, pianificatore paesaggista e conservatore 122.608
assistente sociale 31.937
attuario 810
biologo 41.009
chimico 9.877
consulente del lavoro 21.239
farmacista 69.585
geologo 15.094
giornalista 90.218
ingegnere 186.547
psicologo 51.065
"statistico" ---------
tecnologo alimentare ---------
veterinario 24.107
agrotecnico, geometra, perito agrario, perito industriale 185.152
(togliere queste professioni dall'elenco )  
TOTALE DEI PROFESSIONISTI INTERESSATI 868.351

FONTE CENSIS 39° RAPPORTO ANNUALE SULLA SITUAZIONE SOCIALE DEL PAESE

LA FILOSOFIA, I PRINCIPI ISPIRATORI E GLI OBIETTIVI DELLA RIFORMA DELL'ACCESSO ALLE PROFESSIONI

Il Dpr 328/2001 ha costituito un punto di partenza per la riforma del sistema di accesso alle professioni. Infatti, con l'introduzione del "3+2" e l'autonomia didattica degli Atenei è venuto meno lo stretto raccordo tra percorsi formativi e sbocchi professionali: pertanto era necessaria una verifica più seria dell'idoneità ad esercitare una professione.
Inoltre è stato rafforzato il metodo del "dialogo progettuale" con gli Ordini professionali. La proposta è stata elaborata da una Commissione mista formata da rappresentanti dell'Università e dei professionisti; si e' poi proceduto a successive omogeneizzazioni dell'impianto complessivo della riforma cercando di superare in modo condiviso tutte le criticità che si sono presentate.

LA COMMISSIONE PER LA RIFORMA DELL'ACCESSO ALLE PROFESSIONI

Per elaborare lo schema di revisione è stata inizialmente istituita una specifica Commissione, presieduta dal Sottosegretario Maria Grazia Siliquini, della quale hanno fatto parte i rappresentanti delle Conferenze dei Presidi di Facoltà e, per la prima volta, degli Ordini Professionali.
In seguito, sono stati istituiti una serie di tavoli informali, sempre presieduti dalla senatrice Siliquini, con la presenza di tutti gli Ordini interessati, per esaminare le problematiche relative alle singole professioni al fine di arrivare alla predisposizione di uno schema finale condiviso dalla componente accademica e da quella professionale.

I CONTENUTI "GENERALI" DEL NUOVO SISTEMA DI ACCESSO ALLE PROFESSIONI E DEI RELATIVI ESAMI DI STATO

Il tirocinio è stato posto quale requisito fondamentale per l'accesso alle professioni (sia per la sezione A, sia per la sezione B degli Albi). I giovani, attraverso una formazione universitaria riqualificata grazie all'introduzione dei percorsi ad "Y" e ad un serio tirocinio professionale, si presenteranno più preparati agli esami di Stato.
È stato dunque rivisto complessivamente la disciplina del tirocinio, considerato dagli ordini professionali essenziale ai fini della formazione del futuro professionista:

  • introducendolo anche laddove oggi non è previsto;
  • assicurando nuove modalità di svolgimento che ne garantiscano la serietà, la continuità, il carattere effettivamente professionalizzante;
  • aprendo alla possibilità di svolgerlo presso una struttura pubblica o privata accreditata dagli Ordini;
  • ponendolo sotto la gestione e la responsabilità degli Ordini (attraverso la supervisione di un tutor iscritto all'albo da almeno cinque anni) e la verifica del percorso formativo, qualora sia svolto durante il percorso di studi.

Il professionista presso il quale il tirocinio viene svolto vigila sull'attività del tirocinante, al fine di verificare che questa sia volta all'apprendimento delle tecniche professionali ed all'acquisizione di esperienze applicative. Il consiglio dell'ordine territoriale verifica l'effettivo svolgimento del tirocinio, anche tramite resoconti del tirocinante o colloqui con questi.
Si è concordato con gli Ordini una diversa durata del tirocinio:

  • sei mesi per la maggior parte degli ordini
  • 1 anno per gli ingegneri, gli psicologi sez. A ed i consulenti del lavoro laureati tenendo conto della possibilità di espletarlo anche durante il corso di studi universitari, sulla base di accordi stipulati fra Ordini ed Università - nell'ambito di una convenzione quadro concordata tra il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ed il consiglio nazionale.

La possibilità di svolgere il tirocinio anche in parte già nel percorso universitario risponde all'esigenza di accrescere il livello di preparazione, senza gravare sulla lunghezza del percorso, in modi da garantire un più rapido accesso al mondo del lavoro, in linea con le tendenza europee.
In alcuni casi, è stato anche previsto un "doppio requisito" formativo per l'accesso alla sezione A, ovvero, oltre alla laurea specialistica (ora magistrale ) una specifica laurea triennale al fine di assicurare un percorso omogeneo e quanto più coerente con la successiva attività professionale. Una scelta necessaria, vista l'ampia flessibilità che è stato inserito negli ordinamenti didattici con il Dm 270/2004 e che consente, ad esempio, ad un laureato in Lettere di prendere la Laurea Magistrale in Ingegneria.
Si è anche tenuto conto della possibilità che, in futuro, sia necessario adeguare i titoli di studio universitari, modificando attraverso un Decreto del Ministro le corrispondenze tra i titoli universitari di accesso alle professioni disciplinate dal regolamento e le classi di laurea e di laurea magistrale di cui ai decreti attuativi del Dm 270/2004.
Si è, inoltre, adeguata la disciplina procedurale degli esami di Stato (commissioni di esame e svolgimento delle prove) all'evoluzione del sistema professionale e delle norme che regolano l'accesso, aspetto, questo, particolarmente necessario in quanto la disciplina era ferma al DM 9 settembre 1957.
Sono state estese le norme che regolano gli esami di Stato a molte professioni che attualmente non erano comprese nel D.P.R. 328/2001. Si segnalano, tra le nuove professioni quelle di:

  • statistico;
  • tecnologo alimentare;
  • dottore commercialista ed esperto contabile
  • odontoiatra.

Riguardo alle modalità di svolgimento delle prove degli esami di Stato, che si terranno esclusivamente presso sedi universitarie, è stato introdotto l'anonimato, consentendo, ove necessario, l'uso delle moderne tecnologie.
E' infine stata aggiornata la composizione delle commissioni esaminatrici. In particolare, è stata prevista una sola commissione esaminatrice per entrambi le sezioni degli albi, debitamente integrata con rappresentanti della sezione B, per le prove d'esame dei laureati triennali.
Inoltre, il Ministero potrà inviare un proprio rappresentante presso le sedi di esame per la verifica della regolarità formale delle operazioni di esame.

ALCUNI CASI PARTICOLARI

Per l'accesso alla professione di Giornalista, in accordo con l'Ordine, abbiamo voluto prevedere un percorso più qualificante, che sarà parallelo a quello vigente, ovvero al solo praticantato di 18 mesi.
Potrà partecipare all'esame di Stato anche chi è in possesso di una Laurea triennale unitamente a:

  • una laurea specialistica (magistrale) il cui percorso formativo biennale sia almeno per il 50% costituito da attività pratica orientata alla professione di giornalista e disciplinata sulla base di convenzioni tra l'università e il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, che verifica anche l'effettivo tirocinio professionale svolto;
  • un master universitario biennale il cui percorso formativo sia disciplinato sulla base di convenzioni tra l'università e il Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, che verifica anche l'effettivo tirocinio professionale svolto;
  • corsi biennali presso Istituti di formazione al giornalismo riconosciuti con deliberazione del Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti.

Inoltre, si evidenziano altri interventi:

  • i Consulenti del Lavoro, gli Statistici ed i Tecnologi alimentari sono stati finalmente inseriti nella disciplina dell'accesso alle professioni (erano rimasti fuori dal Dpr 328/2001) ed i giovani in possesso dei nuovi titoli potranno partecipare agli esami di Stato: gli Atenei hanno già conferito Lauree "triennali" e Lauree Specialistiche che non hanno attualmente sbocchi nelle professioni.
  • Per i Consulenti del Lavoro, è stato istituito un percorso, parallelo al vigente, che prevede per accedere alla professione almeno una Laurea triennale ed il tirocinio di durata annuale come requisiti indispensabili. Ciò è stato possibile grazie ad un accordo con il Ministero del Lavoro.
  • Anche per i Veterinari ed i Farmacisti sono state definiti le lauree specialistiche per l'accesso alla professione Inoltre, sono ammessi all'esame di Stato per l'accesso alla professione di farmacista anche i laureati del Vecchio Ordinamento in Farmacia o Chimica e tecnologia farmaceutiche.
  • Per l'iscrizione alla sezione A dell'albo degli Psicologi, in deroga alle disposizioni di cui agli articoli 6, comma 2, e 7, comma 2, del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, i decreti ministeriali che definiscono la classe di laurea magistrale in psicologia possono prevedere un corso di studio universitario a ciclo unico avente durata quinquennale; per il rilascio del relativo titolo di studio e' richiesta l'acquisizione di trecento crediti formativi universitari.

LA TEMPISTICA DI ATTUAZIONE

Se i tempi saranno rispettati, già dalla seconda sessione degli esami di Stato del 2006 saranno adottate le nuove discipline relative ai requisiti di accesso, alle nuove prove d'esame e alle nuove procedure per l'esame di Stato.
In generale, per evitare di creare problemi ai giovani, sono state inserite delle norme transitorie atte a garantire le aspettative dei giovani già in procinto di accedere alle professioni.







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