L’Osservatorio provinciale per la dispersione scolastica di Catania stabilisce i criteri di riparto dei fondi alle scuole
Data: Lunedì, 13 marzo 2006 ore 17:17:41 CET
Argomento: Rassegna stampa


L’art. 9 del Contratto della scuola infatti, prevede che le risorse siano annualmente suddivise tra le Direzioni regionali a favore delle “scuole delle aree a rischio” in “tempi utili per l’inizio dell’anno scolastico” e che le singole scuole “con riferimento allo specifico contesto territoriale di rischio, accedono ai fondi in questione”.

 

            La contrattazione integrativa regionale all’art. 2 stabilisce che l’individuazione delle aree a rischio va fatta a livello provinciale su iniziativa dei dirigenti dei CSA coi “rappresentanti degli Enti locali, del Ministero della Giustizia, del Ministero dell’Interno e coi rappresentanti delle Organizzazioni sindacali” e che (art. 3) “le scuole ricadenti nell’ambito territoriale riconosciuto come area a rischio possono produrre entro il 15 settembre un articolato progetto per l’anno scolastico 2005/2006 ( e siamo arrivati come sempre a marzo senza ancora che la procedura sia avviata) contenente interventi di contrasto alla dispersione e al disagio scolastico e mirati al miglioramento del successo formativo attraverso la trasformazione dei processi di insegnamento-apprendimento in senso qualitativo e con la previsione di eventuali attività aggiuntive”.

 

Sino ad ora abbiamo solo notizie di stampa di quanto è accaduto perchè l’amministrazione periferica non ha ritenuto di informare le scuole autonome su quanto è successo.

L’esperienza infausta dell’anno scorso ci ha insegnato che tutta la procedura è impaludata nelle secche dell’estenuante mediazione istituzionale;

ma almeno questa volta, pare, a differenza dell’anno scorso, che la voce dell’ASAS sia stata tenuta in considerazione.

 

Rassegna stampa

 

La Cgil ha notificato al Csa un atto stragiudiziale contestando i criteri seguiti   
Scuole a rischio, scelta contestata   

 

Catania 12.3.2006. La FLC Cgil scuola di Catania ha notificato al dirigente del Csa un atto stragiudiziale avverso alle aree a rischio scelte dall'osservatorio provinciale per la dispersione scolastica. Secondo il sindacato durante la riunione si sarebbero commesse delle irregolarità nell'individuazione delle aree a rischio. Il segretario provinciale della Cgil scuola prof. Franco Tomasello rileva che nella suddetta rinione "mancava il numero legale, risultavano presenti componenti assenti al momento del voto, venivano arruolati come membri di diritto soggetti che non sapevano di essere stati cooptati". Inoltre, secondo la Cgil "il CCR integrativo annuale per dare attuazione alla fase deliberante prescritta dall'art.1 del medesimo CCR annuale appositamente sottoscritto dalle parti prevede che il parere dell'osservatorio non ha caratteri obbligatorio, né vincolante". L'atto stragiudiziale, come si è detto, è rivolto al dirigente del Csa ed è finalizzato alla pronta convocazione delle parti previste dal vigente CCR annuale per dare alla fase deliberante prescritta dall'art.1 del CCR annuale in autonoma deliberazione rispetto al reso parere dell'osservatorio. La convocazione dovrà avvenire entro 5 gioni dalla recezione dell'atto pregiudiziale. Come abbiamo pubblicato, l'osservatorio provinciale, nella seduta del 6 scorso, chiamato a pronunciarsi su una proposta preparata dai docenti utilizzati dalla direzione regionale per monitorare sul territorio i tassi di dispersione scolastica, di evasione, bocciature, ripetenza, pluriripetenza, ha approvato a maggioranza (28 voti favorevoli su 39 presenti) la proposta, che è stata approvata da Snals, Cisl, Uil , Gilda. Procedura non condivisa dalla Cgil che è stata contraria alla individuazione di scuole a rischio di tutti gli istituti superiori che, come rileva invece il dirigente del Csa Zanoli, "accolgono alunni provenienti da diversa realtà sociale e quindi da zone individuate a rischio; scuole che potranno presentare progetti". Come si potrà notare polemiche su polemiche con le conseguenze che i danni dei ritardi ricadono sugli alunni' difficili' provenienti dai quartieri a rischio che hanno bisogno di validi progetti per un loro gratificante recupero. C'è da dire infine che Zanoli ha già inviato alle scuole l'elenco delle aree a rischio, che potranno presentare progetti entro il 20 marzo. Ovviamente, la diffida della Cgil scuola potrebbe allungare i tempi, mentre l'anno scolastico tra vacanze e tornate elettorali volge al termine.
MARIO CASTRO

Tardivi i fondi per le aree a rischio

Andis. “ L’Osservatorio sulla dispersione non dovrebbe riunirsi a marzo, ma all’inizio dell’anno “

Catania 10.3.2006. Anche quest'anno è polemica sulla scelta delle aree a rischio.
Per il dirigente scolastico Agostino Arena, che presiede l'associazione nazionale presidi della provincia di Catania, «è assurdo che solo a qualche mese dal termine dell'anno scolastico si riunisca l'osservatorio sulla dispersione scolastica per individuare le scuole che possono presentare i progetti finalizzati alla gestione del disagio scolastico. Gli alunni difficili portano a scuola tutto il disagio vissuto nel proprio mondo socio-familiare - sostiene Arena - e quindi è indispensabile che i collegi dei docenti possano contare, sin dall'inizio dell'anno scolastico, su risorse certe. Non certo alla fine dell'anno. Nel mese di marzo - aggiunge Arena - quando già l'anno scolastico, tra vacanze e ben due tornate elettorali, si avvia alla fine, non si sa ancora quando si potranno attivare i progetti per prevenire l'insuccesso scolastico». Arena propone di rinviare il finanziamento dei progetti nel mese di settembre e spera che il problema del disagio scolastico non venga trattato con progetti speciali, ma con attività che rientrino nella quotidianità della vita delle scuole. Infine, secondo il presidente dell'Anp «i contrasti e le polemiche sorte annualmente a proposito dell'individuazione delle aree a rischio sono uno dei tanti sintomi che indicano che il sistema scuola va completamente rivisto».
Secondo il presidente nazionale dello Snadis, dottoressa Cristina Cascio, catanese, e il segretario provinciale della Cgil Scuola Tomasello, «si rileva l'incongruità di assegnare all'osservatorio provinciale per la dispersione scolastica non il compito previsto dal Cir, cioè consulenza, bensì la responsabilità di una individuazione di aree territoriali che è di competenza del dirigente del Csa assieme a rappresentanze istituzionali e sindacali appositamente specificate. La ratio della norma prevede la possibilità di erogare specifici finanziamenti non a qualsiasi istituzione scolastica, ma solo a quelle che operano all'interno di un territorio che presenta particolari fattori di rischio e devianza. In tal senso - si rileva in una lettera aperta - per quanto rispettabile, risulta priva di logica la decisione di individuare quale aree a rischio tutti gli istituti tecnici e professionali della provincia, in quanto al loro interno si trovano alti tassi di dispersioni e bocciature. Questa individuazione infatti induce ad una giustificazione "semplicistica" dell'insuccesso scolastico all'interno di tali tipi di istituto».
La Cisl Scuola «si è mossa nel pieno rispetto dell'accordo regionale sulle aree a rischio, in piena sintonia con l'osservatorio provinciale per la dispersione scolastica, con l'esclusivo obiettivo di fare presto e bene nell'interesse primario degli alunni e del personale scolastico».
Bando alle polemiche per il segretario provinciale dell'Uil Scuola Sandro Zammataro, che esprime soddisfazione per l'accordo raggiunto tra le organizzazioni sindacali, Cisl, Uil, Snals e Gilda e tutti i componenti dell'osservatorio che hanno operato nell'interesse di tutte le scuole della provincia». Il dirigente del Csa Zanoli intanto ha già inviato ai capi di istituto l'elenco di tutte le scuole individuate a rischio che dovranno presentare i progetti entro il 20 marzo.
MARIO CASTRO

 

 

Nota

 

Riportiamo il contenuto dell’art. 9

ART. 9 - MISURE INCENTIVANTI PER PROGETTI RELATIVI ALLE AREE A RISCHIO, A FORTE PROCESSO IMMIGRATORIO E CONTRO L'EMARGINAZIONE SCOLASTICA

(artt. 11 e 47 del CCNL 1999)

 

1. Il MIUR, in tempi utili per l'inizio dell'anno scolastico, suddivide annualmente tra le Direzioni scolastiche regionali le risorse, già stanziate dal precedente CCNL e dal precedente CCNI, per le scuole delle aree a rischio ed a forte processo immigratorio, utilizzando indicatori di carattere sociale e di disagio economico e  dandone informazione preventiva alle OOSS.

2. Ogni direttore regionale stipulerà apposito contratto integrativo regionale con le OO.SS. firmatarie del presente CCNL per indicare i criteri di accesso delle scuole al fondo predetto, la durata dei progetti, gli obiettivi di lotta all'emarginazione scolastica da conseguire e i sistemi di rilevazione dei risultati da comunicare al MIUR e alle OO.SS, favorendo la pluralità e la diffusione delle esperienze sul territorio.

3. Le scuole, con riferimento allo specifico contesto territoriale di rischio, accedono ai fondi in questione anche consorziandosi in rete, e comunque privilegiando la dimensione territoriale dell'area. A tal fine saranno elaborati progetti finalizzati al recupero dell'insuccesso scolastico anche con l'ampliamento dell'offerta formativa, che la Direzione generale regionale finanzierà nell'ambito di quanto previsto dall'anzidetto contratto integrativo regionale.

4. I compensi per il personale coinvolto nelle attività di cui al presente articolo saranno definiti in sede di contrattazione d'istituto, sulla base dei criteri generali assunti in sede di contrattazione regionale.







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