Un robot che si riproduce
Data: Sabato, 14 maggio 2005 ore 19:39:35 CEST
Argomento: Rassegna stampa


Uno dei sogni degli scrittori di fantascienza - e dei costruttori di robot - è stato finalmente realizzato, almeno al livello più semplice. I ricercatori della Cornell University hanno creato una macchina che può costruire copie di se stessa.
Per loro stessa ammissione, la macchina è stata realizzata solo a scopo dimostrativo: non esegue nessuna funzione utile, tranne quella di autoreplicarsi, ma il principio di base potrebbe essere esteso per creare robot in grado di replicarsi o almeno di riparare se stessi lavorando nello spazio o in ambienti pericolosi. L'esperimento dell'ingegnere aerospaziale Hod Lipson, nel cui laboratorio il robot è stato costruito e sperimentato, e colleghi è stato descritto sul numero del 12 maggio della rivista "Nature".
I robot sono composti da una serie di cubi modulari - chiamati "molecubi" -, ciascuno contenente macchinari identici e il completo programma informatico per la replicazione. I cubi hanno elettromagneti sulle facce che consentono loro di attaccarsi e staccarsi in maniera selettiva l'uno all'altro. Un robot completo consiste in diversi cubi collegati insieme. Ciascun cubo è diviso in metà lungo la diagonale, in modo che un robot possa piegarsi, riconfigurare e manipolare altri cubi. Per esempio, una torre di cubi può piegarsi con un determinato angolo.
Per dare inizio alla replicazione, la pila di cubi si piega e poggia il cubo superiore sul tavolo. Poi prende un nuovo cubo e lo deposita in cima al primo. Ripetendo il processo, un robot costituito da una pila di cubi può crearne un altro del tutto identico. Poiché un robot non può estendersi oltre un altro robot della stessa altezza, il robot che viene costruito contribuisce al completamento della sua stessa costruzione.

 

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