
Le feste nazionali: ricordo e memoria del passato per un impegno nel presente
Data: Venerdì, 05 settembre 2025 ore 10:00:00 CEST Argomento: Redazione
U.I.R.
UNIONE INSIGNITI
Ordine al Merito
della Repubblica Italiana
Sezione
Territoriale di Catania
Comunicato stampa
Nel
1977 all’insegna dell’austerity, per
risparmiare
e per evitare
eventuali
ponti vacanzieri, il Presidente del Consiglio Giulio Andreotti
ed
il Presidente della Repubblica Giovanni Leone hanno firmato la Legge
n.54/77 che recita:
“I
seguenti
giorni cessano di essere considerati “festivi” agli effetti civili:
Epifania, San Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini, SS Pietro e Paolo. A
decorrere dal 1977 la celebrazione della festa
nazionale
della
Repubblica e quella della festa dell’Unità Nazionale e delle Forze
Armate hanno luogo
nella prima domenica di giugno e di novembre.
Cessano,
pertanto,
di essere considerati festivi i giorni 2 giugno e 4 novembre “.
Con
la successiva Legge 93/1977 viene deliberato che le festività soppresse
pososno
essere godute durante l’anno con i famosi
sei giorni,
non cambiando nulla da un punto
di vista economico.
Dopo 9 anni nel 1985, il presidente del Consiglio,
Bettino Craxi,
su
sollecitazione del Presidente Sandro Pertini,
ripristinò la festa dell’Epifania e dopo
24 anni,
nell’anno 2000,
per iniziativa del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi,
la
data
del 2 giugno tornò ad essere considerata
“festa
nazionale”,
riprendendo la solenne manifestazione della sfilata in Via dei Fori
Imperiali a Roma.
È
rimasta nell’ombra la data del 4 novembre, festa dell’Unità Nazionale e
delle Forze Armate, che si celebra in maniera sommessa, senza grande
ufficialità la prima domenica di novembre.
L’Associazione fondata
da Pasquale
Trabucco
per il ripristino del
4 novembre come festa nazionale, ha raccolto
negli anni positivi consensi e plausi dai Presidenti del Consiglio dei
Ministri, Draghi e Conte, dagli interventi alla Camera dei Deputati ed
al Senato, ma ancora non è stata formalizzata alcuna legge che
impegna
e sancisce il ricordo e la memoria della
fine della quarta e ultima guerra dell’indipendenza italiana e quindi
il coronamento del nostro Risorgimento, rendendo così doveroso
omaggio
ai 650.000 Caduti della Grande Guerra e ai Ragazzi del ‘99 che hanno
immolato la loro vita per la Patria.
Purtroppo,
oggi la parola “Patria” è stata dichiarata di “serie B” e viene
sostituita dal termine “Paese”, ed anche se iniziano entrambe con la
lettera “P” non sono sinonimi.
Il
cammino di 1750 Km che Pasquale Trabucco ha percorso nel 2018 dalle
rocce dolomitiche di Predoi, in provincia di Bolzano, al sole e al mare
di Sicilia,
fino
a Capo Passero, in provincia
di Siracusa, sostando presso i Monumenti ai Caduti incontrati lungo il
percorso, è stato un gesto coraggioso che merita attenzione
e
testimonia il reale attaccamento ai valori della Patria e il vivo
sentimento di appartenenza alla Comunità nazionale.
“Tutti
i grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina”
scrive Friederich Nietzche e nel volume “L’ombra
della vittoria -
Il fante tradito”,
pubblicato
in occasione del Centenario
del Milite Ignoto,
l’ufficiale
di fanteria Pasquale
Trabucco
racconta questa affascinante esperienza.
 
L’Unione
Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica, che custodisce i
valori e i simboli della Repubblica, ha organizzato
a Catania,
promosso
dal Cav. Uff. Attilio
Leogrande,
un
incontro con l’Autore, presso l’Istituto Valdisavoia, introdotto dal
saluto del Presidente
Gr.
Uff. Giuseppe
Adernò,
del consigliere
nazionale, delegato per la Sicilia, Cav.
Pietro
Bongiovanni
e dal direttore dell’Istituto prof. Licciardello.
I
partecipanti hanno molto apprezzato e condiviso il messaggio di
Trabucco in
particolare l’Associazione
Nazionale Volontari di Guerra
di Catania,
con
il presidente Marco
Dolci che
ogni anno promuove ed anima la manifestazione del 4 novembre
,
l’omaggio ai Caduti, e
quest’anno con
particolare solennità ha celebrato la
data del 24 maggio,
a
centodieci anni dal 1915.
Il
Comm. Raffaele
Pisani,
che
ha conosciuto
ed
assistito E.A Mario, autore
napolitano
della canzone
del Piave,
ha comunicato l’esperienza
di amor patrio
e consegnato copia del testo autografo dell’inno
che è
stato anche
inno
nazionale
prima di “Fratelli d’Italia”.
A
conclusione degli interventi anche della dirigente dell’Istituto, Anna
Maria Di Falco
è stata consegnata una targa ricordo al “fante “
Pasquale
Trabucco.

|
|