
COMUNICARE LA DISABILITA’ – PRIMA LA PERSONA
Data: Martedì, 25 febbraio 2025 ore 08:00:00 CET Argomento: Redazione
“Le
parole sono contenitori, dentro c’è la vita, ci sono le persone con la
loro
dignità”.
Questa
espressione del giornalista a
rotelle Franco Bomprezzi (1952- 2014) è risuonata alta e
solenne nella
prestigiosa “Sala Vaccarini” del Collegio dei nobili “Convitto Mario
Cutelli”
di Catania, nel corso dell’incontro di formazione per giornalisti e
docenti educatori
sul tema “Comunicare la disabilità- Prima la Persona”.
Promosso
dall’UCSI (Unione
Cattolica Stampa Italiana) con il patrocinio dell’Ordine dei
Giornalisti che ha
concesso i crediti formativi per i giornalisti. l’incontro,
coordinato da Salvo Di Salvo,
segretario nazionale Ucsi e Tesoriere dell’Ordine dei Giornalisti, ha
avuto una
qualificata partecipazione ed il coinvolgimento degli studenti del
Convitto
Cutelli.
La
centralità della
Persona nella comunicazione e nelle relazioni è stato il filo
conduttore degli
interventi. Il dott. Antonino Prestipino, neuropsichiatra,
volontario
dell’ANFASS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con disabilità)
ha
percorso l’iter evolutivo del lessico che ha accompagnato e guidato la
sensibilità sociale verso le persone con disabilità, da “portatore
di
handicap” ad “handicappato”, posi “disabile”, quindi “soggetto
in situazione di handicap o con disabilità” e secondo le
indicazioni della
Convenzione ONU del 2009: “persona con disabilità”
La graduale trasformazione
di terminologia, caratterizzata dalla procedura di certificazione,
prima
secondo le indicazioni del documento OMS ICDH-80 e
nel 2021 con la
tabella
ICF (classificazione internazionale del
funzionamento) è stata illustrata dal
dott. Giuseppe Maria Rapisarda , medico legale.
giornalista pubblicista e collaboratore della
rivista “Catania medica”, spiegando la definizione de concetto salute: “condizione
di benessere fisico e psichico dovuta a uno stato di perfetta
funzionalità
dell'organismo” ed il passaggio dal modello medico a quello bio-psico-sociale.
Gli
aspetti pedagogici
dell’integrazione scolastica e dell’inclusione sociale sono stati
illustrati
dal prof. Corrado Muscarà, docente di didattica e pedagogia
speciale
dell’Università di Catania. La specializzazione dei docenti di sostegno
attraverso
il TFA (Tirocinio Formativo Attivo) ha apportato un radicale
cambiamento
nell’approccio pedagogico e didattico, nel processo di relazione e di
attenzione alla persona.
Commentando
alcune pagine
del libro di Marco Pozza “Alla fine è sempre all’improvviso” il
dott. Enzo
Caruso, vice presidente della sezione UCSI e animatore
dell’Associazione Talassemia
dell’Ospedale Garibaldi, ha ricordato la preziosa opera di cultura
sociale del Prof.
Nino Leocata e nel dare centralità alla dignità persona ha
analizzato
l’espressione “Io non sono il mio errore… né la mia malattia”,
mettendo
in luce la dignità della persona che nella sua originalità e unicità
non dovrà
essere etichettata e di conseguenza discriminata come, purtroppo,
avviene sulla scia della “cultura dello
scarto”.
L’intervento
conclusivo
del preside Giuseppe Adernò, “Sempre al centro e prima la
Persona”
ha indirizzato l’attenzione su alcune prassi, atteggiamenti e stili
comunicativi nei confronti delle persone con disabilità. Gentilezza,
attenzione, rispetto, valorizzazione della persona sono le
caratteristiche del
“giornalista inclusivo” che nell’esercizio della professione tende a
trasformare in “normale” ciò e è speciale e rendere “speciale” l’attenzione
alla normalità ; infatti, “il diverso
ci fa sentire diversi e, contrariamene a quanto si pensi, è questo che
non si
riesce ad accettare“
L’abolizione
nel
linguaggio comune dei termini “handicappato” “menomato”, “down”,
autistico” “non
vedente”, “non udente” l’uso della parola “disabile” come sostantivo,
sono
espressione del cambiamento di mentalità nella direzione di una
specifica
attenzione alla persona, alla sua dignità di creatura, uomo, donna che
trasforma in capacità le personali potenzialità, rendendole prima
abilità e poi
competenze, mettendole a servizio della costruzione del bene comune.
Sono
state preziose le
testimonianze di Milena Nicotra, dell’Associazione Talassemia
dell’Ospedale Garibaldi e di due giornalisti in carrozzina: Carmelo
Barcella
e Maurilio Vaccaro, i quali hanno trasmesso tanta vitalità ed
energia nella
gioia di vivere e di contribuire al benessere sociale. Le testimonianze
personali dei due campioni nei giochi paraolimpici, il loro sorriso,
espressione della gioia di vivere, hanno tracciato un solco nella
sensibilità
personale dell’attento pubblico e degli studenti.


|
|