
NARRANDO MAZZARRONE. Un preside in pensione racconta la storia del suo paese
Data: Venerdì, 16 agosto 2024 ore 10:00:00 CEST Argomento: Redazione
Conoscere il passato,
ricostruire la storia del Paese attraverso i documenti, consegnare ai
giovani
la ricchezza del patrimonio di valori che gli anziani ci hanno
insegnato, sono
queste le motivazioni cha hanno indotto il preside Giorgio Scribano
a
raccontare la storia del suo paese: Mazzarrone, piccolo centro urbano
nel cuore
dei monti Erei, nella zona del calatino, ai confini tra la provincia di
Catania
e di Ragusa.
Nel
prezioso volume di 140
pagine, con la prefazione di Santina Paradiso, scorrono
immagini, foto e
notizie storiche della comunità cittadina, che da semplice borgata è
diventato
Comune autonomo e di prestigio.
Dalle
case degli ufficiali
che controllavano il territorio boschivo nel 1503 si giunge alle prime
abitazioni del 1870, quando alcuni contadini e commercianti
cominciarono a
stanziarsi nella zona, ricca di vigneti e uliveti.
Con
dovizia di particolari
l’Autore, che è stato prima insegnante e poi dirigente scolastico nella
scuola
di Mazzarrone, racconta, utilizzando una pluralità di termini ormai in
disuso e
sconosciuti ai giovani, alcuni fatti inediti, collegati ai suoi avi, al
bisnonno Pippinu nipote del sacerdote don Austinu, il
quale
comprava i prodotti della zona e li vendeva a Ragusa, dando avvio alla costruzione delle prime case, ospitando
cittadini di Comiso, Chiaramonte, Modica e Vittoria.
La
costruzione delle
edicole votive e della prima Chiesa,
dedicata
a San Giuseppe, ha segnato il cammino di crescita e di sviluppo della
cittadina, che negli anni ha conquistato l’allacciamento elettrico,
l’ufficio
postale, la scuola elementare nelle varie frazioni che portano il nome
delle
prime famiglie, e poi ancora dopo 1962 la scuola media unica e
obbligatoria,
prima sezione staccata dell’Istituto “Narbone” di Caltagirone e poi nel 1973, scuola autonoma, che
aggrega oggi anche la scuola “Giovanni
Verga” di Licodia Eubea,
sottodimensionata.
Il
volume, come album di
famiglia, racconta la storia dei primi mestieri, il palmento, il
frantoio e sono
citati i nomi delle prime famiglie con le rispettive caratteristiche
“ingiurie”;
si racconta la vita contadina degli
adulti, per la maggior parte analfabeti e dei ragazzi che lavorano in
campagna,
mentre le donne erano addette alle
faccende e ai mestieri domestici; i mesi dell’anno sono cadenzati dalla
seminagione, potatura, trebbiatura, raccolta delle mandorle e la
vendemmia.
Con un
doveroso rispetto della storia e della memoria, viene ricordato il
parroco e
benefattore Padre Filippo Quinci, il quale nel suo mandato
pastorale,
sulla scia di Don Luigi Sturzo, ha messo a disposizione della
comunità i
locali della parrocchia per aprire il primo sportello bancario, le
scuole e la
colonia “Casa del ragazzo San Filippo
Neri” con il sostegno della Senatrice Ottavia Penna Buscemi,
in
seguito componente della commissione
Costituente.
La
parrocchia con il
sostegno anche degli amministratori di Caltagirone, e tra questi l’on. Mario
Scelba, divenne per anni il centro vitale della comunità cittadina,
che il
sabato sera si riuniva anche per assistere nell’unico televisore del
paese, alla
trasmissione del “Musichiere”, condotta da Mario Riva.
Un
capitolo del volume
racconta il cammino e la conquista dell’autonomia del Comune, il 29
aprile del 1976,
e l’elezione del primo sindaco: Salvatore Girlando.
Viene descritto, inoltre, lo stemma della
città con il simbolo dell’uva, e poi ancora la costruzione del
Municipio, della
nuova scuola media, intitolata ad “Ettore Majorana” con il
servizio “a
tempo prolungato” ed in seguito nel 1994 “Istituto comprensivo”.
Tra le molteplici iniziative della scuola,
recite, rappresentazioni teatrali, gare sportive, gemellaggi, appare
significativa l’attivazione nel 2001 del Consiglio Comunale dei Ragazzi
e
l’elezione del primo sindaco dei ragazzi Giovanni Arena ed in
seguito,
con Samuel Tasca, Mazzarrone ospita il primo incontro
provinciale dei
ragazzi sindaci e partecipa alla visita istituzionale a Roma, in Vaticano e al Palazzo Madama
nel 2004 e a Bruxelles in visita al
Parlamento europeo nel 2007.
Nel
2003 si inaugura a
Mazzarrone anche la Caserma dei Carabinieri e nel 2006, in occasione
del
trentennale dell’autonomia del Comune viene inaugurata “la fontana
della
vita”, nome scelto dai ragazzi della scuola, vincitori del concorso.
Nei
capitoli conclusivi
l’Autore descrive il processo di industrializzazione e
commercializzazione della
pregevole uva da tavola: “uva Italia”, che nel 2002 ha ottenuto
il riconoscimento
del marchio I.G.P. che qualifica il comune di Mazzarrone, come centro
produttivo e commerciale, che ogni anno festeggia la “Sagra dell’uva”.
Giuseppe
Adernò
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