La reciprocità, l’evoluzione e la reincarnazione (Parte 1a)
Data: Lunedì, 10 maggio 2021 ore 09:30:00 CEST
Argomento: Redazione



“Sei stato, sarai. Sappilo mentre ci sei”

L’Universo e l’uomo sono il risultato di una complessa, misteriosa, mirabile interazione e reciprocità tra due mondi: il mondo fisico, della Veglia, e il mondo metafisico, del Sogno, dell’ideazione, del pensiero, del sentimento, dell’emozione e dello Spirito.
Il mondo fisico che appare certo e solido, in realtà è un sogno immaginifico, in quanto esso è in una successione dove il presente quale attualizzazione del passato, non permane così com’è, ma si trasforma attimo per attimo per divenire altro o futuro, talché in tale mirabile progressione la Veglia dell’attimo precedente diventa ricordo, acquisendo essa stessa la consistenza del sogno o del futuro che  immaginiamo.
È una magia della Coscienza, dell’Infinità  in cui la Veglia e il Sogno, il Passato e il Futuro, si fondono e si integrano a vicenda nell’armonia, nella bellezza e nell’intelligenza, tutto senziente, vivente ed intelligente con uno scopo e una finalità.
Pertanto siamo dinanzi a due parti o polarità complementari in interazione vicendevole tra loro dove la morte non esiste veramente.
Queste due polarità, che caratterizzano il mondo fisico in generale, sono sostenute e intessute dalla Coscienza, ossia da un pieno sostanziale o Etere che oggi la fisica denomina “campo punto zero”, che permea, riempie ed avvolge tutte le cose e i viventi, senza il quale il vuoto o il nulla sarebbe supremo, sicché ogni cosa ed essere sarebbero privi di vita, senza significato e nell’oblio.
Ciò risulta chiaramente persino nella teoria limitata della relatività ristretta, dove il tempo è considerato la 4a dimensione, sulla stessa base delle tre dimensioni dello spazio (lunghezza, larghezza e profondità), dove lo spazio - tempo appare come una sorta di carta quadridimensionale, sulla quale si ha lo svolgersi degli eventi e tutta la storia, col passato, il presente e il futuro dell’universo.
Il futuro, quantunque abbia in sé molte variabili, è in un certo senso già presente, solo in attesa che la Coscienza lo illumini e quindi dipende da essa, ossia dipende da noi.
Naturalmente tutto questo, che pare più che un’evidenza, corrisponde all’Etere che tutto racchiude e riempie, quale fondamento degli Elementi della Natura di Empedocle (Terra, Acqua, Fuoco e Aria), delle particelle elementari, degli atomi, delle molecole e degli stati della materia (Solido, Liquido, Aeriforme e Plasma), postulato nell’antichità e da Cartesio.
Tuttavia l’Etere trova un rifiuto nella scienza attuale, in particolare nelle teorie della relatività generale (accelerazione e gravità) e ristretta (rapporti dinamici fra oggetti che si muovono di moto rettilineo uniforme) di Einstein, con le quali, con confusione e senza certezza alcuna, l’Etere viene considerato superfluo dallo stesso autore, affermandosi il limite insuperabile della velocità della luce (299 792,458 km/s) e l’esistenza del vuoto tra tutte le cose, quando perfino nei nucleoni (protone e neutrone) si riscontra una velocità di 1,41 volte superiore di quella della luce.
In realtà la velocità della luce non è costante e non è un limite, ma variabile secondo il mezzo di riferimento, tant’è che in alcuni esperimenti del CNR è stato osservato come delle radiazioni di gruppo (fascio di Bessel) abbiano raggiunto persino una velocità superiore del 25% di quella della luce, mentre riguardo il vuoto è da dire che senza un mezzo la luce non potrebbe diffondersi nello spazio e il firmamento scomparirebbe.
Inoltre nel caso particolare e secondo Marco Todeschini, che con i suoi studi riconduce tutti i fenomeni del mondo fisico – meccanici, elettromagnetici, elettrodeboli, nucleari – al movimento e all’urto tra le masse all’interno di un movimento eterno e vorticoso dell’Etere, la corrente di Etere che trascina la Terra a velocità V, trascina anche l’onda prodotta nel fluido, che si identifica con quella della luce.
In tal modo la velocità risultante W di tale onda rispetto a un sistema ancorato al Sole viene data dalla somma delle due velocità: W = V + c, il che supera la velocità della luce.
James Clerk Maxwell nel 1878 nell’enciclopedia britannica postula l’Etere come mezzo di propagazione delle onde elettromagnetiche trasversali, in quanto non esistono dubbi che gli spazi planetari e interplanetari non siano affatto vuoti, così come modernamente è confermato col bosone di Higgs.
Ne consegue che le teorie della relatività sono contraddittorie, ossia non sono verificate, né convalidate in modo accurato dall’esperienza, né comunque costituiscono certezze assolute, ma ipotesi e la velocità della luce è verosimile che non sia una costante universale insuperabile.
In definitiva è possibile che Einstein, limitandosi nello studio solo agli effetti nel mondo fisico ed escludendo l’Etere e l’azione immanente della psiche, sia incorso in degli errori nella formulazione delle sue teorie che appaiono come il frutto di una manipolazione di dati e di formule, che però adesso una volta convalidati dalla comunità scientifica sono degli ostacoli all’evoluzione ulteriore delle conoscenze.
Nicola Tesla in proposito della relatività asseriva:
“La teoria della relatività è come un mendicante vestito di color porpora che la gente ignorante scambia per un re….., i suoi esponenti sono uomini brillanti, ma sono metafisici, più che fisici…..”
In altri termini i fenomeni del mondo fisico avvengono nell’ambito di complesse interazioni e reciprocità tra due piani, fisico e metafisico, che sembrano realizzarsi nella continuità ed unitarietà degli eventi, in un pieno, cioè non si svolgono nella separazione tra un pieno o materia e un vuoto o nulla, né tantomeno in un tempo lineare, che dal passato va al presente e poi al futuro.
Cartesio chiarisce meglio e afferma che l’Universo non ha il vuoto, che considera un’assurdità scientifica, ma è un pieno dinamico e vorticante, ossia l’insieme di una res cogitans e di una res extensa: due parti in interazione tra loro composte da una realtà psichica, psiche o Anima, libera e consapevole e da una realtà fisica, estesa, limitata e inconsapevole, che verosimilmente è  l’Etere pieno di splendore, che tutto anima e racchiude e da cui sgorgano gli Elementi della Natura di Empedocle, gli atomi e le molecole, in modo che ogni cosa prenda vita e forma propria.
In particolare, secondo Marco Todeschini che è aderente alle idee di Cartesio, l’Etere è lo spazio fluido inerziale e tutte le energie deriverebbero da vortici o dal movimento e dall’urto tra le masse in tale mezzo, che avrebbe una densità di 1020 inferiore all’acqua.
Si tratta della Spaziodinamica  e della Psicobiofisica al fine di rapportare tutti i moti della materia all’Etere e alla Psiche, in quanto qualunque moto accade in uno spazio fluido o Etere che è mosso dal Divino, ed è proprio tale fluido universale a determinare dei vortici e i movimenti che avvengono in tutti i corpi esistenti, dalle particelle elementari, all’atomo e sino ad arrivare ai più grandi corpi celesti.
In più, riguardo l’esistenza dell’Etere, sono da citare due esperimenti fondamentali compiuti con delle apparecchiature ottiche: nel 1725 James Bradley osserva una deviazione angolare di 20’’ che si inverte ogni sei mesi in tutte le stelle, dove la rifrazione della luce non è modificata in un movimento rispetto all’Etere, mentre nel 1881 Albert Michelson compie un ulteriore e famoso esperimento per rilevare gli effetti dell’interazione di una massa sull’Etere.
Entrambi gli esperimenti, a dispetto di quanto viene riportato in letteratura, non sono in contrasto tra loro, né tantomeno sono a sfavore dell’Etere, bensì convalidano sia l’esistenza dell’Etere e sia una corrente di tale mezzo fluido, avente una velocità di 30 km/sec, che spinge effettivamente la Terra ad effettuare le sue rivoluzioni attorno al Sole.
D’altronde è proprio in noi stessi o nella nostra Coscienza, proprio per la sua insita caratteristica di non località, che possiamo verificare come gli eventi sul piano fisico, i fenomeni fisici e metafisici non sono separati tra loro come sembrano ad un esame superficiale, ossia non sono temporali nel senso del termine, perché essi si riferiscono allo spazio, non al tempo che non esiste, e dunque tutti coesistono in ogni istante gli uni con gli altri, tant’è che noi ricordiamo il passato, siamo consci del presente ed anche del suo probabile divenire, siamo materia e allo stesso tempo Spirito.
Invero ogni osservatore si trova in un orizzonte degli eventi immaginifico o iperpiano presente o spazio, da cui si diramano due coni: il passato e il futuro, dove però egli non ha la percezione corretta degli eventi, in quanto è conscio della proiezione degli eventi che gli giunge dal passato, ma non di quella del futuro, sicché di ogni presente non ha una visione unitaria, ma parziale e illusoria, così da cogliere gli stessi come se fossero in un fluire lineare e non nella loro totalità, dove il passato coesiste col futuro.
Possiamo ancora dire che lo scorrere lineare del tempo è un artificio della mente, che tuttavia non corrisponde al vero in quanto non coglie l’intero, perché gli eventi sono tra loro in uno svolgersi continuo, globale e ciclico, dove il passato è col futuro, non ne è separato, cioè gli eventi sono tutti confluenti e viventi tra loro e quindi non sono né trascorsi o morti, né nel loro divenire.
Il sistema della vita dell’Universo è integrato, senziente e intelligente, pieno di bellezza e di splendore, in cui ogni cosa e ogni essere vivono indefinitamente e senza alcun limite.
Ne consegue che la separazione, la morte, il limite, la fine non esistono veramente, ma sono delle illusioni della mente, incapace di scorgere la visione totale della Coscienza o dell’Infinità.
In realtà la vita è invitta e perenne, non è separata da alcunché, non cessa e non smette mai di fluire e si svolge nella pienezza, così che se succede la perdita del corpo fisico tale fenomeno non significa che smettiamo di esistere e vivere, perché noi non siamo il corpo ma siamo la Coscienza, che proprio per le sue caratteristiche non locali è immortale ed è sempre desta.  Peraltro la vita sia un fenomeno univivente e cosciente, in cui la Coscienza è la vera sede della fisiologia e di tutte le sensazioni corporali, sicché il corpo ne è una proiezione olografica e non ha vita di per sé, ossia il corpo non è separato dai pensieri, dai sentimenti, dalle emozioni, dal sogno o da un piano metafisico da cui prende forma, struttura e vita.
Quindi l’Anima o Psiche è ciò che ci permette di percepire il meccanismo della vita nella luce, nei suoi colori, nei suoi suoni e nelle sue variazioni mediante i movimenti dell’Etere, che così si traducono nelle particolari sensazioni e impressioni. Senza Anima non può esserci vita, né sensazioni, sentimenti ed emozioni, perché se ci fosse solo un cervello “materiale”, questo non farebbe altro che vibrare e trasmettere gli urti ricevuti dall’Etere senza produrre alcuna sensazione, né sentimento e saremmo solo delle macchine. Ecco che l’uomo è immortale per quanto, allo stadio attuale della sua evoluzione, sia incapace di mantenere per sempre lo stesso corpo fisico.  In ogni caso, stante il livello evolutivo attuale, la fine del corpo fisico non è mai una tragedia come crediamo, né significa la fine di tutto, perché conduce in realtà in una positiva trasformazione, la quale è sempre in direzione dell’evoluzione e della continuità della vita, in modo che la stessa possa proseguire con maggiore vigore in un’altra forma, così da avere altre opportunità per la crescita delle idee, delle azioni, delle abitudini, del carattere, del comportamento e del destino, sempre in direzione dell’Infinità o della nostra origine che non possiamo mai smarrire.


Figure 1-2 Fig. 1 (Appendice: La reciprocità, l’evoluzione e la reincarnazione Parte 1a) Diagramma o Spazio - tempo di Minkowski in cui l’osservatore è in un orizzonte degli eventi immaginifico, nell’inganno mentale della separazione tra il passato, il presente e il futuro, mentre in realtà non è nel tempo ma nello spazio, nell’Infinità o Coscienza, ossia in un tutt’uno senza fine o Etere, dove niente nasce e niente muore, ma  tutto si trasforma ed esiste sempre, così come conferma la stessa legge ponderale della chimica o di Lavoisier. Fig.2 Quando l’uomo non ha le capacità di vivere indefinitamente con lo stesso corpo fisico e muore continua a vivere nel piano metafisico, da dove a tempo debito ritorna nel piano fisico, sicché egli passa da un orizzonte degli eventi  ad un altro, da una vita ad un’altra.  Ecco che ogni vita è un anello di una catena evolutiva per accrescersi nella Spiritualità, ossia nelle idee, nei sentimenti, nelle emozioni, nelle azioni, nelle abitudini, nel carattere, nel destino al fine di giungere progressivamente all’immortalità e all’Infinità, ossia alla formazione del Corpo di Luce immortale, in cui il corpo è l’Anima.  Da Wikipedia

Ora nella nostra esperienza quotidiana, quando ad ogni risveglio dal sonno profondo entriamo in relazione col mondo fisico, ci accorgiamo subito che tale mondo non è solamente gli oggetti, le persone e quant’altro di materiale che ci circonda, ma pure un insieme vario, invisibile, fatto di Vita, Conoscenza, Intelligenza, Bellezza, di percezioni, sensazioni, impressioni, pensiero, intelligenza, sentimento, sogno, immaginazione e fantasia.
Questi due mondi sono due metà di una stessa ed unica cosa, ossia un tutt’uno, perché se non lo fossero ogni cosa ed ogni essere non potrebbero esistere in tutta la loro complessità e meraviglia.


Figura 3 (Appendice: La reciprocità, l’evoluzione e la reincarnazione Parte 1a)  Il simbolo dello Yin e dello Yang affonda le sue origini nella filosofia cinese. Esso si ritrova pure nella scienza classica cinese e nella Medicina Tradizionale Cinese. Il lato Yin simboleggia l’ombra, la passività, il femminile, la Luna.  Il lato Yang simboleggia la luce, l’attività, il maschile, il Sole. Possiamo trasporre tale concetto della cultura orientale in quella occidentale, affermando che nel bene è presente un po’ di male e nel male un po’ di bene. Prima della Creazione esisteva l’Assoluto, da cui nasce la prima forza o l’Energia Universale, neutra o indifferenziata (Tai –Chi), che dividendosi in due crea lo Yin e lo Yang, per divenire così specifica, e nell’uomo convertirsi in Energia Umana.
Nel suo divenire l’energia neutra quando giunge nel piano fisico si configura così in una dualità illusoria di due metà unite nell’Armonia, ognuna delle quali contiene un po’ dell’altra sua complementare. Queste due metà sono coessenziali, invertibili, mutuanti e rotazionali e in un reciproco svolgimento tra loro. Tali interazioni e reciprocità si manifestano con le fasi del mutamento, del caos e dell’adattamento, che caratterizzano qualsiasi forma e vita nel mondo fisico. Da Pixabay

La Natura si serve degli scarti e dei reflui maleodoranti che disperdiamo nell’ambiente, e con amore, mani operose ed amorevoli, ci dona il verdeggiare degli alberi e delle erbe, le fragranze dei fiori e i tessuti morbidi e caldi con cui rivestiamo il nostro corpo, eppure noi sovente disconosciamo tutto questo e viviamo nella disarmonia.
Ma noi non crediamo facilmente a tale stato della Realtà, perché la mente ha preso il sopravvento sull’uomo ed è riuscita ad allontanarci dalla nostra Coscienza, così che ci spinge a rimanere nella separazione, nei limiti della materia, fino a farci disconoscere lo strumento utile del lato negativo complementare delle cose, l’azione del pensiero e del nostro stato d’animo sulla materia.
La mente, rivolta quasi sempre nella strenua difesa dell’esistente e del passato, non conosce il futuro e proprio per questo ne ha paura, mente di continuo e crede solo al tangibile, cioè alla materia, quale unico e vero aspetto della vita.
In questo modo la mente, sfruttando lo straordinario ed immaginifico potere donatogli dal Divino, ha portato l’uomo nella credenza che la materia è tutto ciò che esiste e che il mondo metafisico, l’ideazione, il sogno, l’immaginazione, la fantasia, lo Spirito e persino ciò che è nella sua natura, cioè il pensiero stesso, non siano affatto coinvolti nel lato materiale della vita.
In questo modo la vita e la visione umana sono divenute limitate e separative e i mondo fisico considerato come fosse esistente di per sé.
Tuttavia tale credenza è una delle tante ed evidenti bugie della mente, poiché non ha dei riscontri oggettivi, né fondamento alcuno, in quanto sul piano fisico ogni polarità è in un reciproco e costante svolgimento con l’altra sua complementare.
Quando vogliamo costruire una casa, prima nasce l’idea, il pensiero, l’immaginazione, il sogno, il progetto, di come farla e poi si inizia a costruire.
Finita l’edificazione, la casa sarà animata dall’idea d’origine, da tutte queste cose e permeata dai pensieri di chi l’abita.
Qualsiasi cosa relativa e particolare prima di manifestarsi sul piano fisico si conforma su un piano metafisico, cioè in una Realtà universale, dalle infinite potenzialità e possibilità.
Il Relativo o la forma, ossia il formale, è quindi in un reciproco svolgimento o in una reciprocità con l’Assoluto, cioè il privo di forma o informale.
Ed allora per comprendere veramente il mondo fisico dobbiamo riconoscere l’esistenza di un sistema integrato, fondato sulla reciprocità tra la parte fisica e quella metafisica e che dietro ogni effetto fisico, qualsiasi essere vivente, ogni cosa della Natura e oggetto, si celano silenti e sempre un mondo invisibile e inesplorato, ossia una Coscienza, un’idea, un progetto, un’intenzione, uno stato immaginifico, un sogno, una fantasia, un’intelligenza, un’emozione, un sentimento, un fine e uno scopo.
Se andiamo alla radice della straordinaria bellezza dei paesaggi terrestri, dell’Armonia di ogni cosa della Natura, delle catastrofi, dei cataclismi, dei terremoti e di ogni altra cosa o evento ed effetto che succedono sul piano fisico, ritroveremo sempre una corrispondenza col contenuto della mente e del cuore, sia individuali, sia collettivi e cosmici.
Ecco che il mondo fisico, con tutta la sua complessità e diversità, non è come sembra, bensì è il frutto della costante reciprocità tra due piani d’esistenza.
Il risultato finale di un reciproco svolgimento tra due principi o due metà mutuanti, coessenziali, cooperanti, cicliche, invertibili della stessa cosa o Unicità universale, derivati dal suo svolgersi verso la materia da uno stato indifferenziato ad uno differenziato, così da apparire in modo specifico.
La scissione dell’Unicità in due polarità o due metà di una dualità illusoria è una necessità per avere un contrasto, che poi è una cooperazione in modo che l’invisibile diventi visibile e manifesto.
Tale dualità risulta pertanto composta da due metà non disgiunte, poiché se lo fossero non potrebbero affatto cooperare, né mutuarsi, né interagire tra loro, al fine di giungere ad essere visibili e determinare lo specifico effetto nel mondo fisico.
In definitiva le due metà formano un sistema informativo e di conoscenza invisibile e un sistema formale visibile, in costante, reciproco svolgimento, mutamento, caos ed adattamento tra loro.
Il lato positivo contiene in sé stesso il lato negativo e viceversa.
Cosicché ogni metà è complementare dell’altra, in modo che ogni variazione, ogni azione di una parte si riverbera subito nell’altra, al fine di produrre un’oscillazione e una specifica manifestazione spazio - temporale.
La mente, originatesi dal pensiero, è lo strumento ordinativo di tutto questo.
Essa è il sistema ordinativo invisibile dell’informazione, della Conoscenza per trasporle con un certo ordine nel mondo fisico e così conformare lo spazio – tempo nel suo senso specifico, visibile e concreto.
In tale contesto, lontano dal meccanicismo, la materia quindi non trae forza da sé stessa, non esiste di per sé, non è improvvisata, né casuale, ma deriva da un sostrato di informazione e di Conoscenza, da cui scaturiscono nel loro senso peculiare tutte le forme.
Quindi la materia e l’energia sono in sintonia e sinergia con un mondo invisibile o non locale da cui traggono linfa ed ordinamento.
Questo è il mondo quantistico o subatomico fatto di Coscienza, di pensieri, di sentimenti, di emozioni e di impressioni, d’informazione, di conoscenza e di intelligenza, il quale dispone l’associazione delle particelle materiali o gli schemi di interferenza delle onde vibratorie, in vari livelli e gradi per comporre e strutturare ogni manifestazione fisica particolare.
In tutta tale complessità che si cela dietro il mondo fisico la cosa straordinaria ed incredibile è che la Materia e la Coscienza sono, almeno sostanzialmente, la stessa cosa e non esiste alcuna differenza tra loro.
Se riflettiamo a tale stato delle cose, a ciò che ci circonda e se lo priviamo della gioia, del piacere e soprattutto del dolore, della solitudine e della sofferenza, che sovente e in varia intensità affliggono chi vive, ci renderemo subito conto di un nucleo fondante e fondamentale della vita, che esiste da tempo immemorabile e che mai muore.
Si tratta di un preesistente mirabile, composito, misterioso e multiforme intessuto di Coscienza, Vita, Conoscenza, Pensiero, Sentimento, Intelligenza, immerso nell’Infinità e nella Beatitudine.
Tale preesistente multiforme e complesso non si forma in un’unica e talora fugace vita sul piano fisico, perché se ciò fosse così è evidente che una sola esistenza sarebbe del tutto insufficiente per giungere alla straordinaria complessità e diversità di ogni manifestazione fisica.  
Per manifestare il mondo fisico occorre molto di più.
È indispensabile l’accumulo dell’esperienza e della Conoscenza, occorre l’Eternità, oppure il ciclo delle nascite e delle morti ripetute, in sinergia, sintonia ed Armonia con i cicli della materia e naturali.
In altre parole sono necessarie molteplici vite animate dalla Coscienza sul campo metafisico e sul campo dell’esperienza della Natura.
Ecco che la Reincarnazione è un fenomeno naturale, metafisico e fisico, necessario per creare e strutturare il preesistente da cui sgorga il presente e modellare nel suo senso il futuro, il tutto mediante l’interazione costante e vicendevole tra Coscienza e Materia.
E tale fenomeno non dovrebbe nemmeno stupirci, né lasciarci increduli più di tanto, perché è continuo tant’è che noi lo sperimentiamo nel corso della nostra stessa vita, dove il corpo col fluire del tempo non è sempre uguale, ma cambia come fosse in una sorta di continua, silente ed inavvertita reincarnazione, che accade nello stesso corpo fisico.
All’inizio della nostra vita siamo nelle cellule dell’embrione, poi passiamo progressivamente nel feto, nel bambino, nel ragazzo, nel giovane e nel vecchio.
Ogni fase, ogni caratteristica della vita contiene l’altra sua complementare e ne deriva che il vecchio ha sempre dentro di sé il giovane e viceversa, così come è per tutto il resto dell’esistente.
Ne consegue, a dispetto di qualsiasi giudizio, che niente e nessuno può essere definito esattamente.
La reincarnazione dunque non è un fenomeno occulto, non è celata ai nostri occhi, perché essa è persino riscontrabile nella stessa nostra vita, dinanzi ai nostri occhi, nella nostra esperienza quotidiana.
È un fenomeno della Natura che non appartiene ad una religione, né è una dottrina.
La sua finalità è quella di acquisire Informazione e Conoscenza, cioè d’avere un preesistente da cui evolvere e migliorare.
Un preesistente che silente, inavvertito ed intriso d’Amore ci dona la Vita e ci consente, malgrado tutto, di provare, sentire e vedere ciò che la mente, giorno dopo giorno edifica, incluse le cose più assurde, paradossali, crudeli e dolorose che essa stessa riesce a pensare, a concepire, elaborare e così manifestare sul piano fisico.
Ed esso sorge dall’Infinità, dall’Immortalità, dall’Eternità, dal non tempo senza separazione tra il passato, presente e futuro.
Nessuno nasce e nessuno muore.
Nella vera realtà non ci muoviamo, ossia siamo sempre nell’Infinità e nell’Eternità, in un moto nello stesso luogo.
In un’Infinità che si attornia, ci pervade e mai ci abbandona, sia nelle cose liete e sia in quelle tristi e penose.
Il passato rimane vivo trasformandosi nel presente, che a sua volta subito si trasforma nel futuro.
Ed ecco che lo svolgimento di ogni cosa sul piano fisico, la vita di ogni essere sono sullo sfondo di una mirabile quanto fraintesa ciclicità, magia e reciprocità.
Ciò è incontestabile e trova ampie conferme nelle leggi fisiche e naturali, che regolano l’Universo.
Noi qui vogliamo insistere nel dire che niente e nessuno sparisce veramente, sia al livello della materia, sia al livello dell’invisibile o metafisico, ossia che la morte non esiste realmente e che è un’illusione e che l’esistenza della Vita Infinita è una certezza scientifica, in quanto in Natura la Vita non finisce e non smette un solo attimo di fluire nel suo incessante essere e divenire, anche quando noi non lo comprendiamo.
Da questo punto di vista possiamo anche dire che la reincarnazione esiste e non esiste allo stesso tempo, perché invero siamo immortali, sempre vivi nel ciclo della vita.


Figura 4 (Appendice: La reciprocità, l’evoluzione e la reincarnazione Parte 1a) L’uomo è il risultato della reciprocità tra il mondo fisico e quello metafisico, psichico. La sua vita si alterna tra la Terra e il Cielo, tra la Veglia, il Sogno e l’incoscienza. Ne consegue che il mondo fisico non è da solo o esistente di per sé, né oggettivo come supponiamo che sia. Il mondo fisico è la manifestazione della Coscienza, di un piano non fisico e di un preesistente. È il risultato della natura e del tipo dei pensieri, dei sentimenti, delle emozioni ed esperienze, individuali e collettivi, che si sono attualizzate. Il mondo fisico ne è la loro fedele espressione, anche quando noi non siamo d’accordo. In particolare, come è in tutta la Natura, la vita coscienziale dell’uomo si svolge tra la Veglia e il Sogno, che sono una dualità di due metà della stessa ed unica sostanza, sgorganti dalla mirabile Coscienza.  Tali due metà sono coessenziali, invertibili, rotazionali e cooperanti, in un reciproco e costante svolgimento tra loro.   Entrambi sono sogni o stati immaginifici, dove sussiste la distinzione tra soggetto ed oggetto, con livelli differenti di percezione e di spazio - tempo.   La Veglia è un sogno o uno stato immaginifico della Coscienza Universale che si converte, col coinvolgimento della Coscienza individuale, in una proiezione (Ologramma) di tipo sensoriale, fisico o solido.  Tale stato è caratterizzato da una forte e coinvolgente percezione dei sensi e da una successione ordinata e lineare degli eventi, così che ad ogni risveglio dal sonno si riprende dal punto lasciato prima di addormentarci.  Ed è proprio il risveglio che ci permette di distinguere il Sogno dalla Veglia. Senza il risveglio o tale nesso d’interdipendenza, i due stati sarebbero gli stessi, cioè indistinguibili.   Il Sogno è uno stato immaginifico simile alla Veglia, anche di tipo sensoriale, che si concretizza quale proiezione (Ologramma) della Coscienza Universale e di quella individuale.  Il Sogno si svolge quasi sempre in una dimensione di non tempo e spesso è privo di una successione lineare degli eventi.  Tra la Veglia e il Sogno si intercala il Sonno profondo, l’incoscienza o piccola morte, che deriva dall’innaturale momentanea sospensione della connessione della mente o del corpo alla Coscienza.  L’interruzione definitiva di questa connessione segna il fenomeno della morte del corpo fisico. In realtà il Sonno profondo nasconde la vasta, inconscia ed immensa Mente Divina, da cui nasce ogni cosa. Difatti oltre la Veglia, il Sogno e il Sonno profondo esiste un quarto stato superiore, di Coscienza totale, dove la Veglia, il Sogno e il Sonno profondo si fondono tra loro. In altri termini nel quarto stato (Turya) la Coscienza si fonde con quanto è in esistenza in un tutt’uno, sicché tra la Veglia e il Sogno scompare il velo del Sonno profondo e si è in uno stato di Coscienza totale.  In tale stato non si è più nella distinzione tra soggetto ed oggetto, tra l’osservatore e l’osservato, e così la vera natura della vita che è Coscienza è rivelata nella sua vera natura.  È il congiungimento dell’inizio alla fine.  Ecco che a tale stadio si giunge nella Verità, nell’Illuminazione, cioè nel mutamento della mente da finita ad Infinita e nell’unione perfetta dell’Anima al corpo fisico, in uno stato che è il preludio dell’Ascensione. In definitiva dietro tali stati in cui l’uomo vive e l’incoscienza transitoria ed illusoria del sonno profondo e della morte, si cela sempre la Coscienza, che è sempre desta ed Immortale. Da Pixabay

Dietro tale ciclico dipanarsi da cui scaturisce la manifestazione fisica, dietro la bellezza, la pace, la tranquillità, la desolazione, il dolore, l’assurdità, lo squallore e la crudeltà che ci circondano, si cela pacifico, nella Beatitudine, inattaccabile e immutabile l’Infinito Splendore: l’Amore o la Luce della Coscienza, che ripiena di infinite potenzialità,  possibilità, tutto rischiara ed illumina, elargendo ad ogni cosa ed essere la Vita.
Una Luce capace perfino di cambiare in un attimo anche la situazione più deteriore e disperata che possa esistere, perché essa racchiude tutti i poteri e tutta la magia e la bellezza del Cosmo, che niente e nessuna forza può mai intaccare e distruggere.
La Coscienza è proprio questa Luce ed è immortale.
Non nasce e non muore perché la sua natura è non locale.
Questo significa che è ovunque, ed è un campo quantistico subatomico, sub particellare, di unificazione di tutto quanto esiste.
Essa è primaria e preesiste senza avere bisogno del supporto di ciò che esiste e dunque è sempre esistita e sempre esisterà, indipendentemente dalla materia, quantunque sia la materia stessa.
Sorgente inesauribile della Vita e dell’Amore che copiosa e incessante si riversa su tutto il manifestato, pervadendolo interamente e costantemente.
Certamente sulla Coscienza, sulla mente, sugli stati dell’uomo, della materia e sugli organismi viventi conosciamo ancora molto poco.
In più bisogna dire che in questo mondo, per la maggior parte delle persone, l’esistenza dell’Anima o Coscienza non è più una realtà, ma sovente un’assurdità, una fantasia.
Persino le Chiese non vi credono più, né vi credono i fedeli.
Grandi e stridenti contraddizioni segnano sia l’arrivo che la partenza dell’uomo su questo pianeta.
“Nato nel peccato”, “Bastardo”, “Nato sotto un cavolo”, sono queste le frasi comuni di benvenuto che accompagnano la nascita su questo pianeta, mentre “Dannazione”, “Morte”, “Paradiso”, “Inferno”, “Purgatorio”, sono quelle adoperate per la dipartita, cosicché milioni di individui sono d’accordo con tutte queste assurdità, prive di fondamento logico e naturale, che però con la forza della ripetizione e della convinzione di un grande numero di individui la cui mente è in risonanza con queste cose, sono in grado di trasformare il Canto, la Musica, la Bellezza, l’Armonia, l’Intelligenza, l’Amore della Natura, in un mondo da incubo e di paure, in cui la morte celebra il suo trionfo.
Perché è indubbio che il pensiero, il sogno, l’immaginazione, l’emozione e il sentimento sono gli intermediari tra la Coscienza e il cervello o il corpo, per intessere, momento per momento, ciò che noi siamo e viviamo in ogni attimo del presente.
Ne consegue che ogni cosa nel mondo fisico è in coerenza col mondo metafisico invisibile, col pensiero, col sogno, col sentimento e l’emozione.
Dunque la materia e i suoi stati: solido, liquido, aeriforme, plasma, quantistico ed altri che attendono ancora d’essere scoperti, coesistono necessariamente insieme ad uno stato di estrema rarefazione della materia, fatto di Spirito, di Coscienza, di Bellezza, di Intelligenza Supreme, di Mente e di Cuore Infiniti, ancora quasi del tutto inesplorato.
Tutto ciò conduce all’inevitabile conclusione che la dimensione dello Spirito, dell’Anima, del pensiero e della mente è esistente come la materia, al di là di ogni ragionevole dubbio.
Ed essa deve essere un’ulteriore stato della materia caratterizzato da una estrema rarefazione delle particelle, che si affianca a quelli conosciuti ed osservati, in cui le distanze tra le particelle raggiungono valori smisurati, rispetto a quelli ordinari, sino a valori infiniti e incommensurabili.
Eppure tutto questo non è un vuoto, un niente, ma la più densa, la più magnifica e la  più concreta delle sostanze: l’Infinità, da cui ogni cosa e ogni vivente traggono la loro origine, l’energia della vita, la forma e in cui ogni vivente ritorna.
In altre parole dobbiamo ammettere l’esistenza di uno stato della materia ulteriore o dell’Etere, di una materia oscura preponderante come verificato dall’astronomia, caratterizzate da proprietà straordinarie e da un’elevata frequenza vibratoria, da un’estrema rarefazione ed invisibile, in cui vi è l’Informazione, la Conoscenza e la Coscienza, poiché senza di esse l’Universo non potrebbe mai essere quel che è, ossia quel tutt’uno integrato, Vivente, Cosciente, Pensante  ed Intelligente che include tutto ciò che è intorno a noi.
L’Etere quindi è il sostrato informativo o informale della materia, un’estensione naturale di quello delle forme, un’ulteriore dimensione o più dimensioni, che si aggiungono alle ordinarie quattro.
Tale mutua e ciclica reciprocità tra questi due sistemi, informale e formale, fa si che ad ogni pensiero e ad ogni azione siano seguiti da un effetto o da una reazione, allo stesso modo di come enunciato dal terzo principio della dinamica.
Dal pensiero si raccoglie un’azione, dall’azione si raccoglie un’abitudine, dall’abitudine si raccoglie il carattere e dal carattere il destino.
Ciò è una progressione, un processo, un divenire, un’evoluzione, con un piano e uno scopo che non sono confinati nell’esperienza di una singola e fugace vita, poiché ogni esistenza in realtà è una tessera di un mosaico di tessere molto più vasto.
Quindi nonostante le apparenze contrarie, la vita ha una sua finalità elevata inserita in una pluralità d’esperienze di un grandissimo schema d’evoluzione cosmica, che non è ristretta nel vivere solo per il soddisfacimento dei propri bisogni materiali e primari.
Il Taoismo al riguardo indica tale progressione nel senso che ogni cosa ed essere seguono delle fasi di mutua e ciclica reciprocità, il cui inizio è nel mutamento.
Al mutamento segue il caos o la disorganizzazione di un precedente stato, seguito a breve dall’adattamento ad un nuovo stato, con una nuova forma.
In Oriente e nella filosofia indù tale reciprocità universale dell’evoluzione cosmica è conosciuta col nome sanscrito di Karma, che significa azione o semplicemente l’effetto che spunta fuori da una causa.
Possiamo dire che il Karma riguarda l’etica, la giustizia, la punizione e la ricompensa e in modo straordinario alla nostra comprensione, non riguarda il passato, bensì la totalità del vissuto, parte indissolubile, viva e coesistente dell’Eternità e dell’Infinità.
Il Karma è la rete della vita che unisce tutti in modo che ogni vita ed ogni destino si possano svolgere e compiere in un modo determinato, che è persino in grado di travalicare il codice genetico, in quanto l’evoluzione dipende da tale rete e non è ristretta affatto alle mutazioni e alle modifiche del DNA.
Anzi da questo punto di vista il DNA è del tutto ininfluente e non conta niente.
Inoltre tale rete della vita va correttamente interpretata nel senso che non è in relazione con colpe e punizioni, nel senso dei termini, così come spesso si afferma o pensiamo.
Ogni individuo non è il derivato del caso o della necessità, bensì è il risultato della sua volizione, del suo desiderio e in definitiva della sua mente e dei suoi pensieri, del suo intelletto, dei suoi sentimenti, delle sue emozioni e delle sue impressioni, cioè del suo intero preesistente in interazione costante col corpo fisico e con l’attimo presente.
Il tutto derivato e mosso dall’energia dello Spirito, che è una prima differenziazione dell’Assoluto o Spazio.
La Coscienza vive eternamente, pensa, ricorda e decide, la Materia manifesta tutto questo.
Da questo reciproco svolgimento e compensazione scaturisce la personalità, cioè ciò che caratterizza il nostro ego ed essere fisico, che agisce nei limiti della materia e nel senso particolare.
In tale contesto la morte non esiste, perché il nulla viene dal nulla e la materia è la manifestazione spazio – temporale della Coscienza, ed anch’essa, almeno nei suoi costituenti è eterna, dove ogni cosa ed ogni vivente sgorgano sempre da un preesistente.
Difatti in Natura ogni forma, soprattutto nei suoi minuti ed infinitesimi costituenti, non smette nemmeno per un istante d’essere nella vita, poiché in realtà si trasfigura per manifestarsi sotto un’altra forma, non smettendo mai di vivere.
Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.
Niente e nessuno viene perduto, niente e nessuno nasce e muore, anche se i più ritengono che ciò sia incredibile ed assurdo credere a queste cose, perché ogni cosa invisibilmente ma potentemente è sospinta in una certa direzione, verso un senso da una causa, che precede sempre l’effetto o lo stato del presente che viene vissuto.
I sofferenti, i poveri, gli afflitti da misere e disgraziate situazioni e condizioni, i quali non vedono tregua al loro dolore, alla loro angustia, né speranza e che pregano in tutti i modi il Divino che non risponde in alcun modo, vedono altri pieni di ogni ricchezza e prosperità, che dissennati godono di ogni piacere e così dubitano che ci sia giustizia, che ci sia un Dio buono che provvede con amore a tutti.
Succede pure che dei genitori abbiano dei figli che muoiono nel fiore della loro giovinezza, senza capire i motivi di un destino così crudele, grave ed insopportabile ed attribuiscono la loro disgrazia alla strana volontà di un Dio inaccessibile e imperscrutabile, senza capire che Dio è uno stato di consapevolezza interiore di ogni uomo e di ogni donna.
Dio è nell’interiorità di ognuno non è affatto un Entità al di fuori di noi e per conto suo.
Comunque anche al di là di credere o meno a queste idee, solamente la legge della reciprocità o della compensazione legata al ciclo delle nascite e morti ripetute, dà una risposta adeguata, razionale e comprensibile a tutti gli interrogativi che si ci pone sul destino, sulle disgrazie, sul dolore, sulle vicissitudini e sulle sofferenze della vita, che altrimenti rimarrebbero inspiegabili, chiuse in sé stesse ed assurde.
L’infelicità e il dolore individuale in una vita trova così una sua spiegazione, ed essa non è mai definitiva e duratura, perché col mutamento interiore può pure essere prontamente eliminata con l’acquisizione di una sempre maggiore consapevolezza in tal senso, cioè che quel particolare stato che viviamo non è una punizione, ma il frutto di azioni commesse in corpi precedenti e un insegnamento utile a non ripeterle più e così non ricadere sempre nelle stesse deteriori situazioni.
Non si tratta di fatalismo, di un destino preordinato, predittivo e ineluttabile, ma di vivere nel mondo in cui siamo come i protagonisti e i responsabili della nostra vita, del nostro destino, che non hanno alcun peccato originale o altre mancanze prive di ogni logica, ben coscienti che se cambiamo in meglio la nostra interiorità e il nostro pensiero, niente e nessuno ci può essere avverso o di ostacolo al superamento di ogni difficoltà.
In più si tratta di comprendere la vera natura immortale dell’uomo, che è verso il suo continuo perfezionamento nel Divino; uomo il quale una volta perduta l’originaria sua condizione nell’immortalità, si ritrova ora suo malgrado nella ciclicità della Natura e della Vita, in modo da riscoprire proprio la sua perduta ed insita Infinità, che invero non lo ha mai abbandonato, né mai l’abbandona.
Ogni pensiero ed azione precedenti nel corso dell’intera esperienza in diverse forme sulla Terra o anche su altri pianeti, in ogni Regno della Natura, in un corpo, non sono perduti, non cessano di vivere, non vengono cancellati, perché portano conseguenze nell’Individualità imperitura quando si reincarna ed ha un nuovo corpo.
Perché ogni effetto è nella causa e al riguardo si notano diversi generi.
Un primo genere è il Karma che non ha cominciato a produrre alcun effetto, in quanto tutte le forze in gioco per vari motivi si equilibrano tra loro, sicché la causa non produce effetto nella vita.
Un secondo genere è il Karma che stiamo accumulando nel momento presente con pensieri ed azioni e che si manifesterà nel futuro in una nuova incarnazione.
Un terzo genere è il Karma che comincia a produrre effetti la cui causa è nelle vite anteriori e che ha la possibilità di manifestarsi in questa vita in quanto sussistono tutte le condizioni di corpo, famiglia ed ambiente favorevoli ed idonee alla sua espressione.
La legge del Karma, ossia della compensazione o della reciprocità, è la Comunione che esplicita il perché delle sofferenze e delle miserie umane e non lascia l’opportunità di imputare la Natura o Dio per l’ingiustizia.
Così come agisce nell’individuo la legge di reciprocità agisce pure ad un livello più ampio, cioè al livello della razza, del popolo, della Nazione e del Pianeta, poiché si deve nascere e rinascere, finché si avrà esaurito totalmente tutte le cause messe in moto, sia al livello di individuo e sia di collettività.
Cionondimeno la reciprocità non è rigida ed è suscettibile d’essere repentinamente modificata, in particolare quando l’individuo muta improvvisamente la propria consapevolezza, il proprio modo di pensare e di agire.
Ed allora nella vita è come se tutti gli eventi, le situazioni e le condizioni, fossero in un certo modo preordinati ed allo stesso tempo non lo fossero.
Ciò che vogliamo dire è che non esiste per ogni individuo un destino ineluttabile e stabilito, perché in realtà ogni evento, situazione, ogni cosa ed ogni essere sono sullo sfondo del mutamento.
Non seguono una rigida preordinazione.
In realtà sono in costante risonanza con ciò che succede nella nostra interiorità, nella nostra Coscienza che osserva e dunque crea, istante per istante, l’osservato.
Tutto segue un verso e una direzione, ma ogni cosa può in un istante cambiare in meglio o in peggio in coerenza col contenuto della Coscienza, della nostra mente e della natura dei pensieri e delle azioni che facciamo.
In tal modo avviene il riciclo della materia, che però non è solamente limitato ai processi fisici – chimici e biologici, poiché coinvolge necessariamente il lato informale ed invisibile della Vita, cioè la Coscienza e la Mente, ossia i pensieri, i sentimenti, le emozioni, che anche se invisibili esistono più concreti di una solida roccia e si trasfigurano sul piano fisico in azioni, abitudini, carattere e destino, perciocché sono essi il sostrato di ogni vita e di ogni cosa.
La conferma di questo, dei fenomeni del Karma e della Reincarnazione, dell’immortalità, della perennità della Coscienza e della Materia, non si trovano come si crede in una religione, in una specifica dottrina religiosa, in una filosofia o in un ragionamento, ma prorompono con la loro evidenza e forza proprio nella nostra esperienza quotidiana e nel mondo fisico, nelle sue leggi e nei fenomeni naturali.
Quindi il Karma e la Reincarnazione, quantunque siano considerate delle dottrine di alcune religioni, in realtà sono dei fenomeni ciclici invisibili, che sono in fase con quelli visibili della Natura.
Nella Natura i sistemi naturali seguono i cicli terrestri,  biogeochimici e cosmici, in cui la materia non è da sola, ma sempre insieme ad un mondo invisibile, di pensieri, di sentimenti, di emozioni e tutto si ricicla di continuo, senza mai smettere d’essere nella Vita e nella Coscienza.
Il ciclo dell’acqua mostra che tutta l’acqua della Terra è in continuo movimento.
L’acqua marina si muove tramite le correnti, le acque dei fiumi scorrono sul terreno, le acque di superficie filtrano attraverso il suolo.
Con l’energia del Sole e l’evaporazione, l’acqua passa dallo stato liquido a quello di vapore, per raccogliersi in nuvole che si spostano col vento, per poi condensarsi in goccioline e cadere sulla Terra in forma di pioggia, grandine e neve.
Nello svolgimento di ogni ciclo niente viene perso, niente e nessuna cosa sparisce.
Ed ecco che la complessità della Natura, come e perché l’uomo è diventato l’essere complesso che è, non può spiegarsi in modo esaustivo considerando  solamente il sistema formale, ossia solo ciò che vediamo, le forme e quindi solo l’evoluzione fisica, genetica e biologica.

Marcello Castroreale, tratto da “Il viaggio dell’Anima” Volume I © 2018 Amazon





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