Il muro di Berlino, ovvero CÓlati juncu ca passa la china!
Data: Domenica, 10 novembre 2019 ore 07:00:00 CET
Argomento: Redazione


C'era una volta il muro di Berlino. Lo diremo ai nostri figli, lo leggeremo nei libri di storia, ne sentiremo parlare in radio o in televisione, ne cercheremo notizie su Internet. C'era una volta il muro di Berlino, che divideva in due la cittÓ. Per la veritÓ, da chi l'aveva costruito, veniva chiamato "Barriera di protezione antifascista" (quando anche le parole fanno politica!), era un sistema di fortificazione, un muro di mattoni - in seguito di cemento armato - lungo pi¨ di 150 Km e alto 3,60 m, iniziato il 13 agosto 1961, dal governo della Germania Est (Repubblica Democratica Tedesca), per impedire il "passaggio di persone e spie nemiche" verso la parte occidentale della cittÓ di Berlino, nel territorio della Repubblica Federale di Germania. Divideva a metÓ, come una lama di coltello, la cittÓ che fu la capitale del Terzo Reich, la cittÓ rasa al suolo dall'Armata Rossa, la cittÓ sconfitta nella Seconda guerra Mondiale. Che ancora sul selciato sotto la porta di Brandeburgo, a due passi dal muro, si sentiva il "passo d'oca" dell'esercito del Fuhrer.

Divideva in due la Germania, l'Est sotto l'autoritÓ sovietica, e l'Ovest sotto l'influenza di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. Divideva in due l'Europa, sconfitta e distrutta dal conflitto mondiale, come una "cortina di ferro", come venne definita da Winston Churchill, uno dei "vincitori" della guerra. Divideva in due il mondo, da una parte l'Occidente, il "mondo libero", democratico e capitalistico, e bello, e dall'altra parte l'Oriente, il mondo dominato dall'URSS, dal regime comunista sovietico, i cattivi.

Era una linea di confine, la fine del mondo, segnava la "guerra fredda", la contrapposizione dei due blocchi, l'equilibrio del terrore, una difficile e precaria connivenza "combattuta" sul piano economico, culturale, scientifico, propagandistico (non militare, per fortuna!), l'antitesi tra il "paradiso democratico" e "l'inferno comunista", tra i mille Peppone e i tanti don Camillo, tra il bianco e il rosso, tra il bene e il male.

E quel muro, rimasto in piedi per 28 lunghi anni, fino alla notte del 8 novembre 1989, ha "protetto" delitti e falsitÓ, propaganda e menzogna, paure e ingiustizie, desideri e speranze, aneliti di libertÓ e miraggi di giustizia, e ha fatto "tappare il naso" all'occidente e all'oriente.

Quel muro ha coperto di vergogna e di viltÓ un intero continente e la sua millenaria civiltÓ. Il muro di Berlino Ŕ stato "l'ultima spiaggia", prima del baratro, prima della fine, prima della distruzione totale, ha camuffato lupi per agnelli, lucciole per lanterne, crisalidi per portafortuna, e zenzero per virt¨. Quel grigiore dei documentari d'epoca dichiara il fallimento di un'intera generazione e d'un intero sistema politico-economico.
Testimonia che non sempre vincono i migliori.

Poi una sera il muro cadde, proprio trent'anni fa, tra la gioia, il tripudio e l'incontenibile esaltazione di mezza buona giovent¨ d'Europa, ma per terra non lasci˛ macerie, ma vergogna, e pistilli da calpestare. Non eravamo noi a difenderci da loro, ma erano loro che con pezzi di mattone si difendevano strenuamente da noi. Prima della totale omologazione del mondo.

CÓlati juncu ca passa la china!

Angelo Battiato





Questo Articolo proviene da AetnaNet
http://www.aetnanet.org

L'URL per questa storia è:
http://www.aetnanet.org/scuola-news-24884249.html