Formare competenze/1 (Finalità e prospettive dell’approccio per competenze)
Data: Mercoledì, 25 maggio 2016 ore 07:00:00 CEST
Argomento: Redazione


Nuove modalità per pensare i curricoli
La trasformazione profonda della società e lo sviluppo impetuoso dei saperi e delle tecnologie rendono impraticabile l'implementazione quantitativa dei curricoli(più indirizzipiù disciplinepiù ore di insegnamento) come risposta alla rapidità intensità e vastità dei cambiamenti. Emerge il bisogno di selezionare le conoscenze e l'informazione secondo criteri di significativitàdi importanzadi utilità; non di accumularle alla rinfusa. Vi è infattiuno scarto insormontabile tra la crescita dei saperi del mondo e ciò che è possibile insegnare a scuola. Il tempo scolastico non puo' seguire la crescita esponenziale delle conoscenze. Dalla fase storica dell'ampliamento dell'enciclopedia dei saperi scolastici si deve passare a quella della selezione dei contenuti. La scuola rischia di soffocare per eccesso di discipline e di contenuti.

Fino a qualche decennio fa per la stabilità relativa dei processi di produzione e per una maggiore durata delle innovazioni tecnologiche e per un ritmo più lento dello sviluppo delle conoscenze era più facile il processo di adeguamento ai cambiamenti sia nel sistema di istruzionesia nel luogo di lavoro. Oggi il quadro di riferimento per i sistemi di formazione e istruzione è profondamente modificato:dal funzionamento di lungo termine si è passati alla necessità di dare risposte a breve termine. Si è passati da contesti organizzativi specifici a contesti sociali generali che configurano l'immagine della società come società della conoscenza o dell'informazione. Da questa situazione sono scaturite proposte di finalità formative come apprendimento lungo tutto l'arco della vitasviluppo professionale continuoflessibilitàcapacità di gestire la propria formazioneapprendere ad apprendere etc.

Il sistema di istruzione e formazione viene a trovarsi al centro di cambiamenti che hanno messo a soqquadro un modello di società. Durante e prima di questa trasformazione si è affermata una nuova concezione della costruzione del sapere e della formazione delle conoscenze; si è avuto un radicale mutamento del modo di comprendere il rapporto tra pensiero e realtà. E' stato messo in questione il paradigma del primato della teoria pura e della separazione tra teoria e pratica. Si è passati dal convincimento che dichiarava la teoria fondamento della pratica alla distizione tra attività di tipo intellettuale e attività di tipo praticoentrambe caratterizzate dalla presenza congiunta di pensiero e azione in qualsiasi esperienza umana(R. Frega). Il rapporto fra teoria e pratica e tra conoscenza ed azione non viene pensato più sotto la figura dell'applicazione e questo dato incrina il principio su cui sono stati fondati gli apparati scolastici e accademici della modernità e che in Italia mostra ancora una certa capacità di resistenza.

E' saltata la vecchia logica riformistica degli apparati scolastici e oggi si è alla ricerca di nuovo paradigma dell'innovazione dei sistemi scolasticiperaltro ovunque necessarioma anche di una nuova enciclopedia dei saperi e di una nuova formulazione delle mete educative. La nuova via da percorrere dovrebbe essere la riprogettazione dei curricoli per promuovere l'acquisizione di competenze orientate all'azione e al cambiamentoall'approfondimento continuo alla padronza di metodi per pensare e gestire l'incertezzaall'autonomia.

"L'imprevedibilità dei futuri scenari della società fonda la necessità di educare al desiderio di apprendere e comprendere in permanenzadi andare oltre ciò che è evidente e familiare ; fonda la necessità di appropriarsi di tecniche di investigazione e di sviluppare la capacità di analisi sistemica (. . . ). Gli alunni devono apprendere a gestire le conoscenzepossedere un metodo per accedere all'informazionisceglierlemobilitarle consapevolemte o per valutarne la pertinenza e la loro plausibilità rispetto ai problemi da trattare. Devono prendere in carico la loro formazione continua.

Oggi è importante padroneggiare metodi per pensareinterrogarsidialogaremettere in relazione molteplici dominisviluppare capacità di problematizzaredi iniziativadi creatività di usare criticamente le nuove tecnologie. La scuola deve diventare il luogo dove si offrono si organizzano e si mettono in piazza condizioni favorevoli all'atto di apprendere" (A. Giordan).

LA SFIDA DELL'APPROCCIO PER COMPETENZE
Con l'approccio per competenze si pensa di innovare i curricoli ma anche di dare una soluzione alla crisi di risultati e di credibilità delle istituzioni formative. Viene considerato come il modo più efficace ed opportuno per costruire un ponte tra formazione e realtàper superare i "saperi morti" e "le conoscenze inerti" dei curricoli tradizionalicome occasione per ripensare e riproporre "sia la dimensione logico-cognitivasia la dimensione affettiva e relazionalesia la dimensione concreta del sapere"(D. Nicoli). Con l'approccio per competenze si vuole dare fondamento all'esigenza di costruire saperi che possano essere utilizzati nelle varie circostanze della vita e all'esigenza di dare un senso al processo di formazione. "Quando noi proponiamo un compito cognitivo ai bambininoi dobbiamo essere coscienti del danno che rappresentano ciò che io chiamo idee inerti; cioè le idee che sono raccolte dalla mente senza essere utilizzatemesse alla prova o impiegate in nuove combinazioni" (A. Witehead). "Si apprende benese si è mobilitati per un'attività complessa che abbia senso" (C. Freinet).

La giustificazione dell'esistenza delle istituzioni educative è costituita dalla convinzione che i saperi acquisiti in ambito scolastico siano trasferibili alle situazioni che si dovranno affrontare nel mondo per il quale si suppone che la scuola prepari i giovani. "La scuola è(. . . )interamente costruita su questo mito fondatoresecondo il quale ciò che si impara e che non sempre ha un rapporto con la vitapotrà tuttavia servire nella vita"(B. Rey). D'altra parte se così non fosseperchè trattenere un giovane per lungo tempo a scuola?

La sfida pedagogica dell'approccio per competenze consiste nel cercare di costituire dentro le mura della scuola(artifizio sociale separato)le condizioni di un apprendimento contestuale e/o autentico. "L'approccio per competenze trasforma una parte dei saperi disciplinari in risorse per risolvere problemirealizzare dei progettiprendere delle decisioni. (. . . )Gli alunni vedrebbero immediatamente le conoscenze sia come base concettuale e teorica di un'azione complessasia come saperi procedurali(metodi e tecniche) che guidano questa azione. Ognuno avrebbe allorain linea di principio migliori chances per collegare i saperi alle pratiche sociali e quindi di coglierne la loro portata e il loro senso"(Ph. Perrenoud).
L'approccio per competenze nell'estensione delle sue finalità interpella la funzione e la natura della scuola. Costringe a chiedersi se l'istruzione nella sua attuale configurazione prepara i giovani ad affrontare i problemi e le sfide della società contemporanea; se le dichiarazioni sugli obiettivi dell'istruzione sono significative o sono formule retoriche; se la scuola riesce a preparare gli allievi a capire le trasformazioni in atto a livello mondiale e i riflessi che hanno sulla vita quotidiana; se l'istruzione fornisce ai giovani strumenti necessari per una vita soddisfacentese la scuola riesce ad infondere rispetto per le regole fondamentali della convivenza civile. (N. Bottani).

L'approccio per competenze nelle intenzioni di chi lo propone dovrebbe essere il modo per :1)Caratterizzare in chiave europea il sistema educativo nazionalerendendo possibile la mobilità delle persone nel contesto comunitario; 2)Favorire la continuità tra formazione lavorovita sociale lungo tutto il corso della vita; 3)Favorire processi formativi efficaci in grado di motivare e di mobilitare capacità e talenti dei giovanirendendoli responsabili del proprio cammino formativo; 4)Formare cittadini consapevoliautonomi e responsabili. (D. Nicoli).

Dietro il movimento per le competenze si puo' individuare la proposta del modello educativo di questo primo tratto del terzo millennio. La missione educativa non è più solo quella di arricchire una persona di sempre più varie e complesse conoscenze ma soprattutto quella di formare cittadini consapevoli dei propri mezzi in grado di orientarsi nelle molteplici trasformazioni della società e di sviluppare apposite strategie di adattamento. In questo senso le competenze non solo sono strumentali all'inserimento nel mondo del lavoro e dell'occupabilità. Esse sono intrinseche alle più ampie dimensioni della persona umana. Nell'approccio per competenze emergono aspetti della persona che finiscono per definirla in modo diverso da quello che faceva dell'intelligenza e della conoscenza gli attributi strategici della persona e quindi gli obiettivi dell'attività formativa. "La competenza indica (. . . ) una caratteristica di natura etico-morale della personauna disposizione positiva di fronte al reale"(D. Nicoli).

LA LOGICA DELLE COMPETENZE
L'approccio per competenze pone nuovi problemi e suscita perplessità in alcuni settori degli insegnanti perchè confligge con alcune tradizioni del sistema scolastico e con alcune consuetudini professionali. Nel concetto di competenza è insita una logica che rappresenta un modo di pensare e di agire che richiede un grande cambiamento nelle procedure didattiche. Nella logica delle competenze formare un individuo significa rendere possibile un'efficace integrazione tra sogggetto e contestodato in sè non stabilema sempre in evoluzione. La logica della competenza è quella di essere attributo di un soggetto in situazione e non di un soggetto a sè stante. L'identità del soggetto si modula in relazione al contesto. (R. Frega)

Nella nozione di competenza convivono una logica della messa in opera e una logica della riflessione. Il sapere agire presuppone la capacità di investire nell'azione i saperi precedentemente acquisitima anche la capacità di astrarre dalle proprie azioni dei saperi che potranno essere reinvestiti in nuovi contesti. (M. F. Legendre)

Alcune perplessità degli insegnanti non possono essere considerate avversioni preconcette di persone insofferenti delle innovazionima problemi veri con cui ci si deve misurare e quello più serio è posto dall'esigenza di integrare la visione che privilegia il rapporto attivo e volontarista con il mondo e l'altra che mette l'accento sull'artei valorile domande di sensodi trascendenza. (Ph. Perrenoud)La cultura è plurale e nessuna componente (scientificaumanisticaprofessionale etc)puo' essere trascurata. E' la cultura nel suo insieme che ci fornisce gli strumenti per organizzare e per capire il nostro mondo in forme comunicabili. (J. Bruner)

A scuola occorre esplorare con pazienza il significato di un approccio per competenzeindividuarne i possibili esiticoglierne le sfumature per dare una risposta agli interrogativi che suscita. Finora non c'è molta soddisfazione per i programmi elaborati secondo la logica delle competenze. (S. Monchatre).
continua . . .

prof. Raimondo Giunta





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