Nessuna scuola buona, senza una buona società!
Data: Sabato, 18 ottobre 2014 ore 08:00:00 CEST
Argomento: Redazione


Nessuna scuola buona, senza una buona società! Non sarà l'immissione in ruolo degli insegnanti precari, o "la valorizzazione delle competenze professionali dei docenti" (ma chi è che "valorizza" che cosa?), né, tanto meno, le richieste dei genitori (figurarsi!)per la scelta degli insegnanti di una classe anziché di un'altra, o, certe proposte, arido frutto di calcoli ragionieristici, del tipo : con il 55% dei crediti didattici, si documenta un buon lavoro svolto in classe; con il 30% dei crediti professionali, si valuta la meta - riflessione e la meta - formazione!; con il 15% dei crediti, si premiano in denaro, per alcuni compiti extracurricolari, coperti da finanziamenti, i docenti iperattivi!, ecc. ecc.; non saranno - ribadisco -, tutte queste cose, ed altre ancora come: registro elettronico, nuove tecnologie digitali per la didattica, computer, CD, reti telematiche, ecc.ecc, (tutti mezzi che pure stanno entrando nelle aule scolastiche promettendo di modificare profondamente in meglio processi di apprendimento degli studenti), che potranno dare la cifra veramente significativa e sostanziale di una buona scuola. Se la società resta malata e priva, com'è, di punti certi di riferimenti da cui potere trarre schemi alternativi di educazione e di vita, e di moralità, la scuola non potrà essere mai buona, né migliore, né migliorabile! La scuola è specchio della società, e come tale, ne riflette sempre, immancabilmente, ahinoi!, tutte le criticità sussistenti.
Che fare, allora? Bisogna centrare il vero problema! Certo, la organizzazione della scuola ha bisogno di correttivi e di miglioramenti, nessuno può negarlo. Ma la vera sfida odierna è risanare la classe politica dirigente, il cui comportamento ha spudoratamente inquinato il costume civile di questo Paese; la vera sfida è recuperare la fiducia dei giovani che vivono tempi di precarietà concettuali esasperanti ; che si sentono senza futuro in una Patria senza padri; la vera sfida è dare buoni esempi di correttezza e di onestà agli adolescenti che ci guardano. Su questo bisogna puntare , e interrogarsi: non sulla precarietà della classe docente, ma sulla precarietà esistenziale delle persone, sulla corruzione endemica e strutturale che attraversa in verticale e orizzontale la maggior parte della nostra società. Da qui bisogna (ri)partire, se vogliamo sperare in una buona, onesta, sana, e bella scuola . 'La buona scuola siamo noi'. Così, su uno striscione di studenti in polemica col cattivo Potere!

Nuccio Palumbo
antonino11palumbo@gmail.com





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