PON: Obbligo o disponibilità ?
Data: Sabato, 06 settembre 2014 ore 08:30:00 CEST
Argomento: Opinioni


Lettera aperta ai colleghi D.S.G.A. ed assistenti amministrativi che proprio malgrado sono coinvolti nei progetti PON - POR che stanno sommergendo burocraticamente gli uffici di segreteria. Le ragioni?
LAVORARE SERENAMENTE E AD ORARI REGOLARI E’ DIVENTATO IMPOSSIBILE. Il meccanismo perverso che si è innescato ci sta inghiottendo come in una voragine. Dei risvolti sui problemi di salute nemmeno a parlarne.

Io sostengo la tesi della non obbligatorietà della partecipazione ai PON anche da parte del D.s.g.a., motivando tale assunto dal fatto che in Italia nessun dipendente pubblico e privato è obbligato a svolgere lavoro straordinario se non previa disponibilità.

L’attività di progetto va prestata in orario straordinario, pertanto al di fuori delle ore di servizio ordinario, rendicontata con la presenza nelle riunioni del GOP e con firma di presenza;

Nella normalità dei casi il DSGA e gli assistenti amministrativi sono obbligati a rendicontare ai fini retributivi,  l’attività di un progetto in corso, SOLO PER LE ORE FUORI, dal normale orario di servizio, ma di fatto “costretti” a svolgere la maggior parte delle attività di progetto anche in orario ordinario con un lavoro che va ben oltre le ore effettivamente retribuite.

Considerato che:

1° Le attività dei PON devono essere obbligatoriamente svolte in orario aggiuntivo.

2° Fermo restando che ognuno può aderire e lavorare sui PON liberamente per convinzione, convenienza, opportunità ecc..

3° Nessuno è obbligato a svolgere oneri aggiuntivi oltre il normale orario di servizio: è una norma generale che non necessita di particolari spiegazioni.

Estratto normativa di riferimento:

Prot. n. AOODGAI - 3760 Roma, 31 marzo 2010

Prot. n. AOODGAI/2373 Roma, 26/02/2013

È implicito che alla base è necessaria la richiesta da parte del Dirigente scolastico a tutto il personale incluso il D.s.g.a. di disponibilità allo svolgimento di ore oltre l’orario d’obbligo cui nessuno può essere obbligato.

Fin’ora difficilmente si è negata l’attività di progetto, pur senza esserne coinvolti giuridicamente ed economicamente in forza di un contratto di nomina specifico, e certamente lo si fa per spirito di collaborazione.

Manca però la correttezza “etica” in ciò che siamo costretti a subire, tutto ciò è diventato ormai prassi consolidata e quando manca una norma si sa che la prassi diventa regola.

Se la prassi ormai consolidata è quella appena emersa.

Se nessuno ascolta, perché non coalizzarci in una azione di sensibilizzazione e poi legale che finalmente metta fine a questa forte ingerenza da parte dell’AUTORITA’ DI GESTIONE che sta facendo il bello e il cattivo tempo nelle amministrazioni scolastiche con buona pace dei Dirigenti.

Questa la risposta ANP Piemonte ad un quesito riguardante il rifiuto delle AA a svolgere compiti per PON FSE. L’Associazione Nazionale Presidi dice “Non si ritiene … che possano legittimamente rifiutarsi di svolgere un lavoro inerente ad un progetto PON FSE (scansione di alcuni documenti sospendendo il lavoro in corso non urgente), durante il normale orario di servizio”. Non ho l’autorità dell’ANP ma mi permetto di dissentire dal loro parere perché la normativa specifica per la gestione dei PON prescrive che le relative attività vadano svolte in orario straordinario oltre quello d’obbligo e vadano retribuite.

Ed aggiungo, se un’attività ordinaria, non è urgente sul momento, lo può diventare, perché occuparsi di altro va a discapito delle scadenze ordinarie che quotidianamente si accumulano sulle scrivanie e c’è sempre qualcosa dell’ORDINARIO che verrà via via sempre più trascurato fino a non poterne più gestire il pregresso se non con ulteriori straordinari che nessuno è disposto a fare .

Sono moltissimi i colleghi DSGA che lamentano una situazione di grave squilibrio tra compiti e funzioni di progetto e i compiti del DSGA e degli assistenti amministrativi rispetto all’ordinaria amministrazione, la quale, quando va bene è gestita da TUTTE risorse umane altamente competenti e responsabili.

Ricordo a me stessa che il DSGA è responsabile dell’efficienza e della produttività, ma non può scegliersi il personale ATA;
innescare azioni disciplinari nemmeno a parlarne, assorbono energie in termini di tempi che i rarissimi esiti positivi che rilasciano ne fanno strumenti deludenti.

Pertanto il lavoro di segreteria subisce rallentamenti anche gravi dovuti alla necessità di occuparsi di PON anche in orario lavorativo ordinario (ricevimento e smistamento, a valanghe, di e-mail quotidiane a contenuti PON, Ditte o fornitori che chiedono spiegazioni o inserimenti albo fornitori, ditte coinvolte che pretendono giustamente, aggiungo, chiarimenti di varia natura, risorse di progetto che chiedono supporto vario o certificazioni ed attestazioni, sia per progetti in corso sia per progetti chiusi, ispezioni di vario livello con richieste integrazioni documentali anche di progetti anni pregressi 2007-2008- 2009 ecc. ed anche di scuole accorpate E TUTTO IN ORARIO ORDINARIO DI SERVIZIO A SCAPITO DELL’ORDINARIA AMMINISTRAZIONE.

Quindi se gli AA non danno la disponibilità ad effettuare le attività dei PON due paiono le soluzioni attuali:

1) si fa tutta la gestione amministrativa il Direttore sga (senza che  il Dirigente scolastico gli chieda disponibilità esplicita, basta che comunichi l’inserimento delle somme in bilancio a seguito di autorizzazione e l’avvio del progetto, senza sottoporgli un contratto, perché se il Dsga lo pretende e lo firma ha accettato lo stato di fatto, se il D.S.G.A. non firma il contratto  è di fatto costretto ad espletare l’attività in orario di servizio ordinario, in aggiunta alla propria attività ordinaria e SENZA RETRIBUZIONE,

2) la scuola non deve/non può aderire ai PON.

E allora direste “MAI PROFERIRE QUEST’ULTIMA PARTE DELLA FRASE “ ...... Capisco, c’e dietro un lavoro di orientamento alunni nella scelta dell’istituto, di professionalità formate che andrebbero accantonate, di blocco di un reticolato indotto sul territorio che economicamente ha forti aspettative sui progetti.

NON PERMETTIAMO che si scarichi esclusivamente sul personale Assistente amministrativo e sul Dsga interni alla singola Scuola il peso della responsabilità dei benefici economici dell’indotto sul territorio e sul complesso scuola;

PRETENDIAMO di esternalizzare il servizio strettamente amministrativo di PROGETTO;

CHIEDIAMO CHE LE ISPEZIONI DI PROGETTO VADANO FATTE ESCLUSIVAMENTE IN ORARIO STRAORDINARIO CON COSTI A CARICO DEI FONDI STRUTTURALI, PERCHÉ NON SI POSSONO SACRIFICARE I FONDI GIÀ ESIGUI DEL MOF, PER TUTTA L’ATTIVITÀ ESTRANEA ALL’ATTIVITA’ ORDINARIA, SOPRATTUTTO SE E’ RICHIESTA LA PRESENZA DEL PERSONALE ATA O DEL DSGA DI TURNO, MAGARI ESTRANEO A PROGETTI DI VECCHIA DATA (Es. alcune scuole, hanno ereditato decine e decine di altri codici progetti diversi nel corso dei vari dimensionamenti subiti negli ultimi anni);

PRETENDENDIAMO L’OBBLIGO DEL DS DI CHIEDERE RISPOSTA SCRITTA DI DISPONIBILITA’ AL DSGA, ALLO SVOLGIMENTO DI ATTIVITA’ STRAORDINARIA RETRIBUITA E DI CONSEGUENZA AL PERSONALE ATA SULL’ ATTIVITA’ DI PROGETTO, ANCOR PRIMA DELLA APPROVAZIONE DEL POF e dell’inoltro dei progetti in piattaforma;

PRETENDIAMO dal D.S., contestualmente alla richiesta di disponibilità, al personale D.S.G.A. ed ATA, allo svolgimento di attività aggiuntive l’orario d’obbligo, nell’ambito di progetto,  l’indicazione dettagliata dei compiti e funzioni, in quali giorni, orario di  inizio e fine attività giornaliera,  totale ore retribuite, invece di chiede di firmare una cambiale in bianco.

In caso di diniego da parte del Dsga interno e/o del personale ATA, PROPORRE l’opportunità di affidare l’attività di progetto ad organismi esterni all’Istituto precostituiti, ad esempio con graduatorie provinciali, così come per i docenti, poter dare l’incarico a dipendenti in servizio presso altre scuole o personale in seno agli USP, D.s.g.a. in pensione, utilizzati , soprannumerari, inidonei e quant’altro; molti dei quali sicuramente ben lieti di aderire a proposte del genere.

Con SOLUZIONI nuove
1) il personale interno lavorerebbe con più serenità e in caso di rifiuto di disponibilità, non rischierebbe di inimicarsi il D.S. di turno;
2) non sarebbe sotto scacco costante di non poter rifiutare, una cortesia, in orario ordinario, per “ timore reverenziale” verso il proprio superiore su questo o quel progetto;
3) la torta potrebbe essere spartita con meno fibrillazioni di carattere sindacale;
4) si renderebbe disponibile internamente una figura amministrativa di progetto, senza che nessuno sia portato ad offrire suo malgrado, dietro velate richieste da parte del Dirigente scolastico, il proprio contributo e “sacrificarsi per amore della scuola”, già sacrifichiamo tanto del nostro tempo.

Diamo forza al personale ATA!

Il ritenersi "indispensabili" fa andare in estasi molti colleghi d.s.g.a. a tal punto da impedirgli di cercare ed esercitare i propri diritti.

P.S.: eroismo inutile, che aggiunge la beffa al danno.

Io ribadisco che i d.s.g.a. sono come tutti gli altri lavoratori impiegati dipendenti (tra l'altro non dirigenti) e che è anomalo che gli stessi ritengano di non poter avere gli stessi diritti degli altri, quale per esempio: poter liberamente aderire ai PON valutando le proprie esigenze di famiglia, i propri interessi, le proprie scelte personali e non ultime le proprie esigenze di carattere FISCALE al pari del D.S. che invece può delegare, dei docenti, del personale ATA, esperti esterni, figure che se vogliono non aderiscono ai PON. Quindi il d.s.g.a. sarebbe una specie particolare? E in cambio di tale particolarità che riduce i diritti (come anche quello di non poter CHIEDERE IL PART-TIME, previsto però da specifica norma) vi pare abbia uno stipendio e un trattamento giuridico di favore? Vi pare che il carico delle responsabilità si equiparato allo stipendio percepito ?

Capisco che siamo in tempo di crisi ma…..

… Perchè continuare ad abbassare la testa ed essere accondiscendenti sempre e comunque!

Facciamoci promotori di una battaglia a suon di passaparola, gira l’articolo a tutti i colleghi che conosci.

Firmato
Il D.s.g.a. Maria Grazia Caputo





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