Lettera aperta della presidente dell’ass. ALISEI al premier Matteo Renzi sul concorso per dirigenti scolastici della Lombardia
Data: Mercoled́, 12 marzo 2014 ore 07:30:00 CET
Argomento: Rassegna stampa


Riportiamo dal sito web Associazionealisei.wordpress.com

Buongiorno Matteo
raccolgo il suo invito per parlare di scuola e vorrei raccontarLe la farsa di questo Governo che ieri ci ha calpestati, umiliati, offesi e lasciati, incivilmente parcheggiati in una sala della Regione Lombardia prima di decidere come interpretare la legge! Che strano, ho sempre pensato che la legge si applicasse! !
Eccole un resoconto di quanto accaduto ieri in Regione Lombardia e, se me lo consente, mi permetto di raccontarLe brevemente anche un’odissea che dura da anni e che vede l’Amministrazione Pubblica rea e colpevole in più occasioni e noi vittime di una macchina elefantiaca e burocratizzata che non permette al cittadino di godere dei suoi diritti.Questo concorso, bandito nel luglio 2011, è terminato nel giugno del 2012 con la proclamazione di 406 vincitori. L’Amministrazione, nel luglio del 2012, non ha pubblicato la graduatoria generale di merito e ha atteso inerte che la sentenza del TAR Lombardia del 18 luglio 2012 travolgesse il concorso e i suoi vincitori. Una sentenza che decretava senza appello l’annullamento a causa dell’astratta trasparenza delle buste acquistate dall’Amministrazione stessa e non certo portate da casa dai candidati.

Si è avviato cos“ un lento processo costellato di ostacoli che ha visto, caso unico in tutta Italia, la negazione di una sospensiva che immettesse in servizio, seppur sotto condizione come accaduto ai nostri colleghi toscani, i vincitori di concorso. Noi lombardi, e solo noi, abbiamo dovuto attendere gli esiti del consiglio di Stato che dal 20 novembre 2012 ha subito una serie inaudita di rinvii trascinandosi fino alla sentenza dell’11 luglio 2013 che ordinava, perentoriamente, la ricorrezione di tutti gli elaborati di tutti i candidati al concorso, rimettendo in discussione ogni cosa e rinnovando, di fatto, la fase del concorso inficiata, seppur astrattamente, dal principio dell’anonimato.

La sentenza ordinava, ovviamente, anche di ricostituire i plichi con buste idonee e non trasparenti. Mettendo in capo al Ministero la salvaguardia e la responsabilità delle operazioni. Dunque queste operazioni si sono svolte nel mese di luglio 2013, ma, a causa di un timbro con la data apposto sulle buste contenenti le prove dei candidati recante tre date diverse perch6 le operazioni si sono svolte in tre diverse giornate, è stato necessario procedere nuovamente a dette operazioni, nel mese di ottobre 2013. Tutto questo con un conseguente ed inutile aggravio di spesa. Cosa più volte fatta presente all’amministrazione che avrebbe dovuto vigilare e avrebbe potuto intervenire in tempo, risparmiando tempo e soldi pubblici.

Alla fine delle operazioni di ricorrezione la nuova commissione, nominata, oltre che da bando, anche ex lege 128/2013 con la possibilità di una sottocommissione aggiuntiva proprio per terminare in tempo utile le operazioni e nominare in servizio i nuovi dirigenti scolastici lombardi, ha iniziato le operazioni di nuova correzione e provveduto a stilare un nuovo elenco di ammessi agli orali.

Di noi, 406 ex idonei al concorso, 96 non sono risultati più tali. Mentre poco meno di trecento candidati prima bocciati sono invece stati promossi. Tralasciando la discrezionalità valutativa vorrei invece sottolineare quanto questa situazione, sotto il profilo umano e morale, abbia lasciato un segno indelebile. E quanto ancora adesso la ferita aperta dei 96 colleghi esclusi meriti di essere sanata.
Nel mese di gennaio sono iniziati i colloqui orali per quei candidati che, a seguito di nuova promozione, avevano superato lo scritto. Noi, vecchi e nuovi idonei, abbiamo atteso ancora che le operazioni si concludessero per poter, finalmente, prendere servizio nella sede che ci sarebbe stata assegnata, avendo ricevuto in questi anni dal Ministero massime rassicurazioni sulla presa di servizio immediata appena conclusesi le operazioni di selezione.
Non solo. La legge Carrozza, agli articoli 5,6,7 è chiarissima. Ed è stata applicata più volte durante quest’anno. I nostri colleghi abruzzesi sono stati assunti in corso d’anno, ad ottobre. I dirigenti tecnici hanno preso servizio la scorsa settimana, nominati da questo stesso ministero.

A fine febbraio l’Ufficio scolastico Regionale Lombardia comincia, pubblicamente, affiggendo all’albo dl proprio sito web, le operazioni per la convocazione e la stipula dei contratti a tempo indeterminato con presa di servizio effettiva il 10 marzo 2014.
La convocazione ufficiale viene fatta con le dette modalità e tutti i candidati vincitori di concorso si vedono assegnare una sede e vengono convocati il giorno 7 marzo, a Milano, sala Biagi, piazza Città di Lombardia per la firma e la stipula del contratto con presa di servizio il 10 marzo.
spostamento immediato e la tempestiva ricerca di una casa da affittare nel luogo di designazione con conseguente pagamento, anche anticipato, di un affitto. Abbiamo tutti dovuto chiudere velocemente progetti aperti nelle scuole ed effettuare i vari passaggi di consegne.

Ieri, alle 8,30, convocati in Regione, invece, l’aria che si respirava era torbida. Il Direttore Generale e l’Assessore all’Istruzione sono arrivati in ritardo sull’orario previsto proprio perché, senza che noi sapessimo nulla, la sera precedente, ad uffici chiusi, arrivava una nota al Direttore Generale in cui si chiedeva la nostra assunzione a decorrere giuridicamente dal 10 marzo, ma economicamente da settembre.
Siamo stati parcheggiati in una sala per ore, in attesa di sapere se questo braccio di ferro Milano – Roma, ancora una volta giocato sulla pelle e sulle spalle della gente, si potesse risolvere in qualche modo. In effetti si a risolto con il veto del nuovo Ministro, contro la legge!

Io, in questi due anni, ho fatto la spola tra Milano e Roma infinite volte, ho visto passare tre ministri, ho cercato di portare all’attenzione del Ministero le istanze, legittime, di tutti: noi vincitori di concorso, famiglie, studenti per contemperare le esigenze di una scuola, quella lombarda, ormai al collasso.
Ho fatto anticamera più volte, in alcuni momenti anche per 8 ore di fila, fuori dalla studio del Capo Di Gabinetto. Sono pronta a raccontare tutto quello che a accaduto e a confrontarmi serenamente e onestamente con chiunque. Io, e tutti i miei colleghi della prima ora, ho un solo torto: aver pensato che bastasse studiare e seguire le regole per poter vincere un concorso ed essere regolarmente assunta.

Quando a settembre la legge Carrozza ha consentito l’esonero dei vicari per permettere ai dirigenti scolastici di essere sostenuti in attesa di nostra nomina, il Ministero ci aveva assicurato di nominarci in servizio appena fosse stato concluso tutto. Ci abbiamo semplicemente creduto come abbiamo creduto fosse vero tutto quello che ci era stato sempre detto.
Noi ieri eravamo all’oscuro di tutto. Abbiamo diritto a quel posto, come le scuole hanno diritto ad un dirigente, come noi cittadini ad una legge equa e uguale per tutti. Anche gli studenti hanno diritto ai loro professori, ma quella di ieri a stata una presa di posizione populista. Molti di noi sono vicari, quindi esonerati dall’insegnamento in classe. Altri sono distaccati nei vari Uffici Scolastici Regionali. Mi chiedo allora perché, ce lo chiediamo tutti, si possa procedere all’assunzione in Abruzzo e non il Lombardia.

Mi chiedo perché ci convocano e ci fanno andare a Milano e poi, senza nemmeno un giustificativo ad uso lavoro, ci lanciano le briciole di un contratto che non abbiamo in mano perché l’amministrazione era pronta a stipularne un altro. Mi chiedo perché molti di noi hanno dovuto spendere soldi per questo viaggio e devono, ancora una volta, tornare a casa, facendo fronte a sacrifici e umiliazioni che non sono dovute.

Togliere i reggenti e mettere i dirigenti vincitori di concorso al loro posto non a solo un atto di giustizia, non significa solo dare esecuzione al giudicato. Significa anche dire che la legge a uguale per tutti e non interpretabile ad uso e consumo delle esigenze politiche del momento. Nella nota, che ufficialmente non a pubblicata da nessuna parte, si fa riferimento a pressioni sindacali. I sindacati non dovrebbero tutelare i lavoratori? E poi, di grazia, quali sindacati? Noi sappiamo che molti sindacati, ANP e CGIL, ad esempio, hanno pubblicamente dichiarato il loro dissenso.
Non solo. Può un Ministro scegliere di non applicare la legge perché ci sono pressioni sindacali? (Sempre che sia così“).

E può adesso lo stesso Ministero farsi carico della questione sacrosanta dei toscani e non dei lombardi?
Noi non stiamo togliendo tre mesi di scuola a nostri studenti che, mi creda, siamo gli unici ad amare e crescere, abbiamo invece regalato un anno e mezzo a questi ragazzi e alle loro famiglie. Dov’erano le stesse associazioni sindacali o le stesse famiglie quando la scuola lombarda annaspava, come annaspa ora, perché mancavano i dirigenti in servizio? Non e che, forse, queste presunte associazioni sindacali spalleggiano chi invece desidera mantenere una reggenza ancora qualche mese, con il relativo incremento pensionistico che questo comporta ed usano, come si fa spesso, gli studenti come grimaldello facile per mettere noi, vittime di un sistema che non funziona, nella posizione dei cattivi?

Infine una precisazione. La nota, arrivata solo la sera precedente, cita una norma che non riguarda affatto la continuità didattica, ma la mobilità docente. Quando si scrive si deve cercare, almeno, di essere precisi, normativamente parlando.
Concludo dicendo che io sono assolutamente a disposizione, sono venuta a Roma infinite volte e sono pronta a venire oggi stesso a parlare con Lei. Io ho fiducia nelle persone, sono delusa invece dai processi di questa amministrazione vecchia, logora e polverosa. Confido di essere contattata oggi stesso. Confido di poter mettere la mia faccia, come sono abituata a fare, perché mi scusi, dott. Fusacchia, essere usata dal sistema per campagne elettorali di qualsivoglia parte mi risulta squallido e meschino.
Io amo la scuola. La vivo ogni giorno. E se lunedì“ tornerò dai miei studenti io non sarò angosciata o triste o delusa. Sarò felice perché so che loro lo saranno. Certo, parlare poi di giustizia, legalità, equità mi risulterà complesso. La scuola siamo noi, non la campagna stampa che leggo sul sito del Ministero fatta da gente che in classe non ha mai messo piede! Se imparaste ad ascoltare anche noi, ogni tanto, la scuola sarebbe migliore, ma soprattutto con una buona scuola avremmo la possibilità di aver un buon Paese, onesto e fiero.

Amanda Ferrario
Pres Associazione ALISEI
Corso Sempione, 48 Milano





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