L’usciere dell'ARS Sicilia prende 7 mila euro al mese , il doppio di quanto prende un preside siciliano. Lo denuncia il governatore Crocetta
Data: Sabato, 30 novembre 2013 ore 16:32:07 CET
Argomento: Sindacati


Denuncia shock del governatore Crocetta sui ai costi della politica. Parlando alla trasmissione 'Matrix' ha affermato: "Questo Parlamento regionale è chiaro che deve rivedere le spese, io alla Regione ho ridotto del 20% le indennità dei dirigenti. All'Ars invece il segretario generale guadagna 600 mila euro all'anno e un usciere riceve fino a 7 mila euro al mese, più del presidente della Regione".
Crocetta ancora incalza "non è tanto il costo del deputato" a incidere sulla spesa dell'Assemblea, ma quello della burocrazia. "Io ho potuto tagliare i costi alla Regione ma non posso farlo all'Ars, perchè ha una sua autonomia", ha aggiunto. Il governatore ha poi fatto cenno allo scandalo della formazione professionale, sottolineando che "se ne vedranno delle belle" quando le indagini avviate da diverse Procure siciliane accerteranno quanto denunciato dalla sua giunta. E come esempio di quanto accadeva nel settore, Crocetta ha citato la sede del Ciapi a Buenos Aires, "utilizzata come luogo di prostituzione". "Quasi tutta la politica è coinvolta nella formazione - ha accusato - anche se non tutti i politici, questo è importante dirlo".

Sentiamo di urlare l’indignazione di tutti i dirigenti scolastici della Sicilia di fronte a simili aberrazioni della classe politica della nostra isola e di fronte a un sindacalismo becero e colluso che ancora ritiene di difendere i diritti acquisiti di questi privilegiati che hanno lucrato nel passato e continuano indisturbati a godere del vantaggio accumulato nel servilismo alla classe politica.
Buttafuoco ha di recente sostenuto in un suo famoso editoriale che l’unico sbocco a questo punto è quello di commissariare la Regione Sicilia con un generale dei Carabinieri del nord per fare una pulizia drastica e radicale considerata l’incapacità della Regionale ad autoriformarsi.
Dinanzi al blocco di tutti i finanziamenti dovuti alle scuole siciliane a cominciare dal fondo di funzionamento e a finire ai buoni scuola e ai buoni libro e alla manutenzione i dirigenti scolastici vengono lasciati soli a gestire il servizio pubblico di istruzione, cosa che fanno con spirito di servizio e abnegazione, senza alcun riconoscimento economico morale e professionale. Si eroga con i fondi europei del PAC ex FAS un contributo a perdere di 36 milioni di euro ai 1.800 sportelli della formazione professionale assunti dai politici siciliani negli anni bui del saccheggio della Formazione Professionale allorquando il CIAPI utilizzava anche una sede a Buenos Aires, " come luogo di prostituzione".
E i presidi siciliani sono costretti a ricorrere ai tribunali per avere riconosciuta la perequazione stipendiale interna ed esterna rispetto agli emolumenti erogati ai dirigenti della Regione e degli Enti Locali che riescono ad incassare anche sino a 30.000 euro come indennità di risultato.
Che cosa bisogna fare per avere riconosciuta la equiparazione retributiva sia della posizione sia del risultato con tutte le altre dirigenze del Pubblico Impiego?
Basteranno i ricorsi già attivati con la magistratura dell’isola?





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