Precariato: incontro a Palazzo Vidoni con le confederazioni sindacali
Data: Lunedì, 04 giugno 2012 ore 16:35:12 CEST
Argomento: Comunicati



CISL chiede di conoscere quanti sono i lavoratori precari, quante sono le tipologie contrattuali
vigenti, quali sono le scadenze; propone di istituire 5 tavoli essendo le problematiche molto diverse
fra loro: università, ricerca, sanità, scuola, e poi tutto il resto. C’è anche un tavolo presso il MIUR
che va coordinato.
CGIL evidenzia tre questioni: 1) coma far fronte alle emergenze dei contratti che scadono a
giungo;2) quale sistema di regole mettere a regime; 3)una mappatura dell’entità della situazione del
precariato come base di discussione per la prossima riunione.
UIL è preoccupata di garantire i servizi nonché dei problemi umani conseguenti al lavoro precario;
vuole individuare gli accordi e gli strumenti con la parte datoriale e teme che non ci sia certezza nei
dati sui precari.
CONFSAL chiede di conoscere il disegno di legge per poter fare le sue valutazioni; condivide la
necessità di un approfondimento su tavoli diversi e propone 3 tavoli articolati per non dimenticare
nessuno: regioni –enti locali, scuola-università-ricerca, ministeri-vigili del fuoco.
CISAL ritiene che situazioni diverse abbiano bisogno di tavoli diversi, ma sulla parte giuridica
deve essere fatto un intervento generale. L’obiettivo è creare lavoro non distruggerlo e se ci sono le
compatibilità economiche il personale va mantenuto.
CONFEDIR è d’accordo sui tavoli diversi a patto che siano coordinati da Palazzo Vidoni e
mettendo insieme scuola-università-ricerca. Occorre un impegno fattivo a mantenere in piedi i
contratti in essere pena il blocco dei servizi. Evidenzia che la futura legislazione va coordinata con
la Direttiva della Comunità Europea prevedendo un indennizzo sostitutivo alla mancata
stabilizzazione.
COSMED chiede che già nella legge delega venga affrontata la questione dei comparti e delle aree
e ritiene che nella sanità il problema del precariato abbia pesanti ricadute sui livelli dei servizi
essenziali di assistenza.
CSE chiede notizie sull’intesa che ha avuto tante incursioni. È fondamentale il tavolo presso la
Funzione Pubblica e vanno evitate le fughe in avanti dei ministeri.
CIDA concorda sul fatto che situazioni diverse vengano trattate su tavoli diversi. Ritiene
fondamentali due fasi: una per dare risposte immediate alla emergenza, l’altra per stabilire un
sistema di regole per il futuro.
NADDEO a conclusione ritiene che sulla parte emergenziale ci può essere un accordo stipulato
presso la Funzione Pubblica o presso l’ARAN; così si può superare il limite dei 36 mesi; l’accordo
comunque dà lo strumento per l’emergenza, ma non supera il problema della disponibilità delle
risorse finanziarie. Alla prossima riunione sarà portata la proposta sia per la suddivisione dei tavoli,
che per il superamento della parte emergenziale. Saranno portati anche tutti i dati di cui il
Ministero dispone,ma sono vecchi e non esaustivi . Comunque la specifica conoscenza dei dati non
deve influire sugli strumenti giuridici da predisporre. A breve sarà dato anche il disegno di legge
delega che fa seguito alla intesa con le OO.SS.
La prossima riunione è fissata per il 6 giugno.







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