Egregio Andrea Gavosto, ma si rende conto? Come può pensare di eliminare le graduatorie coi concorsi?
Data: Venerdì, 30 dicembre 2011 ore 11:31:24 CET
Argomento: Opinioni


Egregio signor Andrea Gavosto,  
chi le scrive è un precario della scuola pubblica “statale”. Non ho remore nel dirle che sono rimasto basito dal suo articolo comparso su Sole24ore il 21. 12. 2011 Credo fermamente che quanto da lei affermato sia totalmente arbitrario e fuori luogo. Sinceramente credo, anzi voglio credere, che neanche lei si sia reso conto fino in fondo di cosa ha scritto. Eliminare le graduatorie con i concorsi? Forse le sfugge il significato di “abilitazione di valore concorsuale” o di “idoneità all’insegnamento”. Non c’è altra spiegazione. Credo sia comunque opportuno ricordarle che i diritti dei docenti precari, inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento provinciali, sono tutelati dalla legge. La scuola, nel caso lei non lo sapesse, è res pubblica, inserita in un contesto legislativo in cui prevalgono diritti soggettivi che sono sempre tutelati. Poi, nel caso si volessero valutare attitudine all’insegnamento e competenze relazionali, questi requisiti sono stati già oggetto di valutazione in altre sedi concorsuali (SSIS, Concorsi ordinari, riservati ecc…). Chi ha già conseguito un’abilitazione di valore concorsuale non deve essere soggetto ad ulteriore valutazione. Pensi solo a cosa le risponderebbe un Dottore Commercialista o un Procuratore Legale se lei gli chiedesse o addirittura gli imponesse di sostenere di nuovo l’Esame di Stato. Ebbene, noi le diamo la stessa risposta. Non se ne meravigli, la prego.
Non lo sa che anche noi siamo dei Professionisti iscritti ad un Albo che, nonostante i continui raggiri, insiste ancora nel definirsi Graduatoria “ad Esaurimento”? Sinceramente mi chiedo poi il perché di tanta malcelata ostinazione nel sostenere la necessità di un nuovo concorso per i docenti. In genere quando in Italia si insiste tanto per un concorso è perché vi è da sistemare qualcuno… Altro punto: secondo lei l’anzianità di servizio non conta nulla? Che io sappia, in tutti gli ambiti professionali abilità e competenze sono dimostrabili solo in base all’anzianità di servizio. Chi non supera il concorso esce da tutte le graduatorie? E cosa vuole che le facciamo di chi ha lavorato per anni con dedizione? Noi crediamo invece che l’Italia debba adeguarsi alla normativa dell’Unione Europea, la quale stabilisce che dopo tre anni di servizio si ha diritto alla stabilizzazione. Lo sapeva? La Fondazione Agnelli, questo invece è risaputo, gestisce scuole paritarie per le quali nel 2010 sono stati stanziati 539 milioni di euro, mentre la finanziaria del 2011 ne ha stanziati altri 536 ridotti poi a 281 milioni di euro. Ora, visto che ai vostri introiti si aggiunge anche il denaro dello Stato, non crede che da parte vostra sarebbe opportuno convocare gli insegnanti dalle graduatorie statali (Graduatorie ad Esaurimento, riservate agli abilitati) e non, sic et simpliciter, attraverso il poco oggettivo criterio della “simpatia”? Sentiamo dire, ma non ci abbiamo mai creduto, che i vostri insegnanti non vengono sempre remunerati con stipendi veri e con veri contributi … Sentiamo anche dire, e a questo invece ci crediamo, che gli allievi delle scuole paritarie sono maggiormente seguiti. Ma se da un lato devo rallegrarmi con lei di ciò, dall’altro forse anche noi avremmo potuto seguire meglio i nostri allievi se avessimo avuto la possibilità di formare delle mini classi, come l’avete avuta voi (sempre grazie ai finanziamenti pubblici, giusto?). Come tutti sanno, nelle scuole pubbliche “statali” si è dovuto, invece, far fronte alle cosiddette “classi pollaio” di 25 – 30 alunni, fortemente volute dall’ex Ministro Gelmini. Infine, Signor Gavosto vorrei solo che riflettesse su quanto le ho rappresentato, invitandola cortesemente a non offendere la nostra professionalità e intelligenza. Mi creda, siamo stati attaccati più volte in modo del tutto arbitrario e di parole in libertà non ne vogliamo sentire più. Distinti saluti

 Lettera di Giuseppe Simone al Sole 24 ore






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