Italia 72^ nel mondo per paritÓ uomo-donna
Data: Giovedý, 11 febbraio 2010 ore 08:05:12 CET
Argomento: Rassegna stampa


Nel Rapporto ''People First'' che viene presentato questo pomeriggio a Roma il network - promosso in Italia da ACLI, ARCI, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Fondazione Culturale Responsabilita' Etica, Lunaria, Mani Tese, Ucodep, WWF - analizza la disparita' tra i sessi, classificando 157 paesi in una scala in cui 100 indica la completa uguaglianza tra donne e uomini. L'indice e' composto da una serie di indicatori della disparita' di genere che coprono tre dimensioni: l'istruzione, la partecipazione all'attivita' economica e l'empowerment (concessione di pieni poteri alle donne). Poco al di sotto del gruppo di testa si classificano Norvegia (83 punti), Bahamas (79), Danimarca (79) e Germania (78). L'indice dimostra quindi che un alto livello di reddito non e' sinonimo di maggiore uguaglianza e che anche i paesi poveri possono raggiungere livelli di parita' molto elevati, sebbene uomini e donne vivano in condizioni non facili. In questa speciale classifica, l'Italia scende, dunque, rispetto al 2008 dal 70* al 72* posto, con un valore di 64 punti, collocandosi subito dopo paesi come Grecia, Slovenia, Cipro e Repubblica Dominicana (66). Confrontando il dato dell'Italia con la media europea (72), emerge il ritardo del nostro paese nel raggiungere un'effettiva uguaglianza di genere. L'analisi del divario nei tassi di alfabetizzazione e di iscrizione a scuola dei diversi paesi mostra che i progressi registrati nella sfera dell'istruzione sono di gran lunga maggiori rispetto a quelli registrati nelle altre dimensioni della parita' di genere. Nell'accesso agli spazi decisionali e nell'esercizio del potere, invece, la disuguaglianza tra uomini e donne e' piu' evidente: non c'e' un solo paese dove le donne abbiano le stesse opportunita' degli uomini di partecipare ai processi economici o socio-decisionali. I progressi nella partecipazione all'attivita' economica registrati nel 2008, infine, sono stati completamente azzerati nel 2009, in particolare nella regione dell'Africa subsahariana.





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