SCUOLA: E' QUI LA FESTA?
Data: Giovedý, 10 dicembre 2009 ore 12:48:16 CET
Argomento: Opinioni


SCUOLA: E' QUI LA FESTA?

 

Quante volte vi capita, durante l'ora di lezione, di essere interrotti? Dopo aver magari faticosamente coagulato l'attenzione degli alunni sul discorso in atto, chi non bussa alla porta della vostra classe? Una volta il collaboratore scolastico con una bella circolare, un'altra l'alunno che chiede se qualcuno ha un vocabolario, un'altra ancora il rappresentante d'istituto che avvisa di una riunione; insomma ogni momento l'occasione è buona per perdere il filo dell'argomento. E, a ogni forzata pausa, pazientemente, vi concentrate nuovamente, sforzandovi di riacchiappare la trama della spiegazione, riacciuffate le orecchie distratte dei ragazzi e riprendete.

Ma, a volte, ci sono interruzioni molto singolari. Questa mi è stata appena raccontata da una mia collega di scuola media, precaria purtroppo Una di quelle fregate dai tagli della Gelmini, che l'anno scorso lavorava con la sua classe e adesso sta facendo la tappabuchi qua e là. E questa non è una sciocchezza perchè significa scarsa considerazione da parte di tutti. Come dimostreremo.

Dopo un'ora a tira e molla, bussa di qua e bussa di là, la docente ha dunque davanti gli ultimi cinque minuti prima della ricreazione. Vediamo se posso finire la spiegazione, ormai non dovrebbe arrivare più nessuno - pensa tra sè e sè.

Presa com'è dal discorso, non si accorge però dell'improvviso ingresso di due persone, un uomo e una donna.  Naturale: non hanno bussato. Se li vede di colpo davanti, con due immensi vassoi che quasi coprono il loro corpo. La guardano con un'aria che vuole dire: "Sposti questo libro, che dobbiamo mettere i nostri tabarè e la smetta con questa insulsa lezione."

E' un attimo. La prof si scansa, scansa i suoi libri, mentre i contenitori pieni di leccornie vengono depositati sulla cattedra. Dopo di che i due, due genitori di un alunno che, ricava la collega, festeggia qualcosa, si girano e se ne vanno. I ragazzi si alzano, scattano verso la cattedra, scartano fulmineamente i pacchi, sotto gli occhi allibiti dell'insegnante, ormai pietrificata dalla girandola degli avvenimenti, e cominciano a mangiare. E una ragazza, con fare sinceramente afffettuoso, le dice: "Prof, manciassi puru lei, ca è deperita!"

E' qui la scuola? No. Per i precari è meno scuola che per gli altri. E' qui solo  la festa. Sempre degli altri.

 

Silvana La Porta







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