TEATRO STABILE: ''PINOCCHIO'' DI COLLODI ALL'AMBASCIATORI
Data: Giovedý, 03 dicembre 2009 ore 14:55:19 CET
Argomento: Comunicati


INFORMAZIONI

 

Pinocchio
da Carlo Collodi
regia e adattamento Maria Grazia Cipriani
scene e costumi Graziano Gregori
suono Hubert Westkemper
con Giandomenico Cupaiuolo, Elsa Bossi, Giacomo Pecchia Giacomo Vezzani Elena Nenè Barini, Nicolò Belliti, Jonathan Bertolai, Carlo Gambaro
Produzione Teatro del Carretto


NOTE DI REGIA
Pinocchio è per sonaggio teatrale per sua stessa natura. Ma nel magnifico spettacolo di Cipriani/Gregori la teatralità cresce, moltiplicando forme e riferimenti, circo e cabaret, melodramma e divertimento grottesco, densa e rigorosa recitazione d’attore, il tutto magicamente avvolto da una condizione esistenziale di dolorosa malinconia.La storia di Pinocchio come percorso immaginifico d’oscure trappole e scoperte: per due volte il burattino verrà allenato allo spettacolo del circo, frustato come somaro. E’ il naso che, tra risatine nell’aria, pare esigere la necessità del ritorno di Pinocchio.

 

TEATRO AMBASCIATORI

 

VENERDì 4 DICEMBRE H.20,45

SABATO 5 DICEMBRE H. 17,15

 

 

 

TEATRO DEL CARRETTO

P i n o c c h i o

 

da Carlo Collodi

 

Adattamento e Regia       MARIA GRAZIA CIPRIANI

 

Scene e Costumi                       GRAZIANO GREGORI

 

Suono                       HUBERT WESTKEMPER

 

Luci                                        ANGELO LINZALATA

 

Con Giandomenico Cupaiuolo, Elsa Bossi, Giacomo Pecchia Giacomo Vezzani, Elena Nenè Barini, Nicolò Belliti, Jonathan Bertolai, Carlo Gambaro

 

           

“….Ho pensato di fabbricarmi un bel burattino di legno…Il burattino deve ballare, tirare di scherma e fare i salti mortali…”

Geppetto, misteriosamente custodendo nel suo corpo una scelta da adolescente, sogna di fabbricarsi un burattino meraviglioso e di girare con costui il mondo: viaggio da clown, da circo, avventuroso e illusionistico.

Pinocchio fa suo il sogno di Geppetto. Per realizzare quel sogno, egli dovrà toccare il fondo della sua sventura, fino a quando, trasformato in somaro, sarà Stella della danza nel circo del Paese dei Balocchi e rischierà di diventare una pelle di tamburo per la banda.

Pinocchio è già riconosciuto come fratello dalle marionette del Teatro di Mangiafuoco: il suo ingresso trionfale nel mondo di quelle Maschere immortali sembra un battesimo ufficiale.

Qui egli raggiunge il luogo che spiega e motiva la sua nascita.

Da quel progetto accarezzato dal genitore (ridotto a puro fantasma nel ventre della balena) …passando attraverso il Carrozzone di Mangiafuoco (Suoni festosi di grancassa…il giubilo del Gran Teatro, attori che sembrano marionette e marionette che sembrano attori…e la scena, straziante satira parodica della commedia popolare e del melodramma, in cui Pinocchio chiede a Mangiafuoco la grazia per “Arlecchino”…)

… o presso la casa della fata, creatura dominata dal terrore di essere abbandonata, perduta, e costretta a sua volta a rischiare di perdere, abbandonare…(ma anche quello della fata sembra essere un mondo teatrale con quei dottori e quei becchini grotteschi e surreali, con quel suo apparire e scomparire, resistendo sempre, di morte in vita, quella emblematica “massa” di capelli turchini)…

…a quella ribalta che è il circo dove Pinocchio-somaro è costretto ad esibirsi…

…l’approdo è in un finale con il palcoscenico ormai vuoto quando, uscito dal sogno “di legno”, Pinocchio vede il suo simulacro abbandonato come un costume di scena…

…Avventura onirica, notturna, di una notte definitiva, dove il giorno è solo recitato da sarcastici lampi temporaleschi…e il destino del grande burattino si rivela, letteralmente, teatrale.

 

                                                                                                                    Maria Grazia Cipriani







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