PRECARI SCUOLA: LA REGIONE NON POTRA' SALVARLI TUTTI
Data: Giovedì, 03 settembre 2009 ore 00:00:00 CEST
Argomento: Comunicati


precari in lotta.  
Manifestazioni in tutta l'Isola, tensione a Napoli  


Andrea Lodato
Catania.  La Regione siciliana proverà a salvare i salvabili, quel che il protocollo firmato con il ministro Gelmini prevede e, se possibile, forse anche qualcosa in più. Ma, certamente, al di là di ogni buona volontà, l'ipotesi che l'esercito di precari della scuola che la riforma rischia di lasciare a casa, non potrà essere sostenuta dalla Regione. L'assessore Lino Leanza rivendica d'essere stato non solo il primo, ma forse anche l'unico ad avere protestato a suo tempo tra i politici quando si cominciò a ventilare il quadro della riforma: «Era chiaro che si andava incontro ad un massacro - spiega - e per noi si tratta di una situazione davvero insostenibile. Perché in Sicilia più che altrove il diritto alla formazione, all'insegnamento, a garantire lavoro, ma anche ore di studio e di apprendimento, sono fondamentali».
 Leanza dà atto alla Gelmini di avere mostrato sensibilità sul problema. Lo testimoniano i 10 milioni di euro stanziati, cui, però, la Regione ne aggiungerà 40 in due anni, utilizzando i Por. Cosa che ha fatto infuriare qualche deputato leghista.
 «Li utilizzeremo, nel rispetto del protocollo firmato, per cercare di salvare il maggior numero di insegnanti di sostegno. Sicuramente già per 300 il lavoro sarà garantito, ma lo sforzo è quello di far lavorare tutti i 690 insegnanti».
 Si è riparlato ieri della possibilità che la Regione intervenga per pagare quella quota parte di stipendio, invece, che toccherebbe ai docenti precari che non verranno impiegati ad inizio dell'anno scolastico, ma che potrebbero ricevere una "chiamata" in corsa e fare qualche supplenza se firmeranno i cosiddetti contratti di disponibilità. Il Miur sponsorizza questa soluzione, ai sindacati, di fronte alla catastrofe che incombe, non dispiacerebbe. Ma c'è la perplessità espressa già dal Coordinamento dei precari, perché le Regioni dovrebbero mettere i 3/4 del fabbisogno, lo Stato 1/4. La Regione siciliana può far fronte a questo impegno che nulla ha a che vedere con il protocollo Gelmini?
 «Non possiamo fare noi quello che è di competenza dello Stato, anche se, naturalmente, c'è da parte nostra una grande attenzione e grande sensibilità, come ho già detto, su questa problematica. Il nostro sforzo è quello di salvare il posto ad un migliaio di docenti, oltre a quelli di sostegno e, come abbiamo già annunciato, a circa 300 collaboratori scolastici. Si tratta di uno sforzo straordinario, anche se comprendiamo la portata del dramma, visto che siamo partiti dai 2500 tagli del 2008, agli 8000 del 2009 e andiamo verso i 10000 previsti per il 2010. Ma non si può chiedere alla Regione di supplire a quel che lo Stato ha stabilito di non fare. Quella dei contratti a chiamata è questione ben diversa che esula da quel di cui ci siamo occupati e che chiama in causa Stato, Inps, sindacati. Ma se si pensasse di impegnare la Regione in questa operazione di ammortizzare sociale, rischieremmo di bruciare l'intera quota dei Por, vanificando gli interventi già programmati che hanno un orizzonte ben più lungo e altra consistenza».
 L'assessore ha molte preoccupazioni alla vigilia dell'avvio dell'anno scolastico. C'è il rischio che nelle 1100 scuole siciliane che contano qualcosa come 4000 plessi ci si ritrovi con un personale insufficiente. C'è, anche, il rischio che scuole materne con 700 bambini abbiano soltanto 2 bidelli a disposizione.
 «Sono problematiche estremamente serie che stiamo affrontando e valutando, perché vogliamo aprire scuole che funzionino, dove siano garantite serenità e linearità dell'insegnamento. E in determinate condizioni credo che rischiamo di trovarci ben lontani dalla possibilità di assicurare agli insegnanti, al personale Ata, agli studenti e alla loro famiglie la normalità del funzionamento del sistema».
 La Regione è pronta a spendere per le infrastrutture i 10 milioni presi dal Pon, proprio finalizzati a migliorare l'edilizia, la sicurezza, le attrezzature e i servizi offerti. Intanto la Cisl ieri ha scritto al presidente Lombardo, per sollecitare un intervento del governatore anche sollecitando un incontro con il capo del governo, Berlusconi. «Stiamo facendo tutto quel che è possibile - dice l'assessore Leanza. Incontreremo la prossima settimana i sindacati e subito dopo, in Commissione paritetica, vedremo i responsabili del Ministero per chiarire ulteriormente i ruoli della Regione e del governo e cercare eventuali soluzioni supplementari per venire incontro alle esigenze di gente che, voglio ricordarlo, è da anni nel mondo del lavoro e nella scuola, spesso ad un passo dall'entrata in ruolo e non può rischiare di perdere ciò che ha costruito con duri sacrifici, e, spesso, anche con passione».






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