Scuola Media: Cenerentola non andrÓ al ballo
Data: Martedý, 21 aprile 2009 ore 08:48:29 CEST
Argomento: Opinioni


Ormai è in fase di definitiva adozione il regolamento sulla valutazione, con i penultimi aggiustamenti dell’ultima ora, mentre si avvicina sempre più pressantemente il momento della valutazione finale e degli esami di Stato.

L’O.M. n.40 del 9 aprile, recependo le preoccupazioni della scuola superiore per una possibile non ammissione agli esami di quote consistenti di alunni, interviene con una temporanea sanatoria consentendo l’ammissione agli esami di maturità degli alunni che abbiano conseguito almeno la media del sei, che abbiano saldato i debiti dell’a.s. 2006-07 e che non abbiano l’insufficienza nel comportamento. I motivi addotti in premessa dall’Ordinanza fanno riferimento alla difficoltà di poter garantire l’adozione del regolamento in tempo utile e della legittima aspettativa degli alunni a sostenere l’esame di Stato secondo le regole vigenti. Grande rispetto per gli alunni e…grande timore per l’ ”onda” e per i possibili ricorsi al TAR da parte di genitori agguerriti.


Gradiremmo lo stesso rispetto per gli studenti della scuola media, diventata ormai la “Cenerentola” dell’istruzione. Sì, un po’ più di attenzione e rispetto non guasterebbero. Se senza dubbio la scuola tutta sta soffrendo quest’ondata di restaurazione, di tagli del personale e delle risorse, di denigrazione “brunettiana” nei confronti di docenti presunti “fannulloni” e studenti “guerriglieri” e “gelminiana” verso i presidi troppo “faziosi e politicizzati“, la scuola media sta subendo gli attacchi più pesanti e sta pagando il prezzo più alto. Forse perché i genitori, in questa fascia d’età dei loro figli, sono sempre meno presenti e non fanno sentire la loro voce come hanno fatto per la scuola primaria a difesa del tempo pieno, forse perché gli alunni sono ancora troppo giovani per reclamare a gran voce i loro diritti, come hanno fatto i fratelli maggiori delle superiori, o forse perché la media vive la sindrome del “brutto anatroccolo”, in una foruncolosa fase di passaggio preadolescenziale in cui non si è “ne’ carne né pesce”.


Tornando al tema della valutazione finale e dell’ammissione all’esame di stato al termine del primo ciclo ci chiediamo perché, assunte per valide le premesse dell’O.M.n. 40, non sia possibile mantenere le “regole del gioco” vigenti: il Consiglio di classe delibera l’ammissione all’esame di stato tenendo conto del percorso triennale dell’alunno, anche in presenza di limitate insufficienze, valutando l’esistenza dei presupposti per sostenere le prove d’esame. L’ammissione viene motivata con la formulazione di un giudizio. Nel regolamento approvato, e recentemente modificato dal Consiglio dei Ministri, si fa esplicito riferimento ad un voto di idoneità che tenga conto e sia espressione del triennio, quindi non una media dei voti del secondo quadrimestre. Personalmente concordo con questa impostazione: la cultura della scuola media, scusate il bisticcio, non si è mai sposata con la media dei voti. E per lo stesso motivo il voto d’esame non dovrebbe essere la media, come recita il regolamento sulla valutazione, del voto di idoneità, dei voti delle prove scritte e del colloquio multidisciplinare, ma dovrebbe invece rappresentarne la sintesi valutando i progressi nel percorso di apprendimento. Se non sarà così, Cenerentola non potrà andare al ballo, le mancheranno le scarpette ed un vestito adeguato. O forse per magia, come accade nelle fiabe, tutti i 4 e i 5 diventeranno 6, accompagnati, come suggerisce il regolamento sulla valutazione, da una specifica nota sul documento di valutazione che espliciti le carenze relativamente agli obiettivi di apprendimento ( dobbiamo ristampare le schede di valutazione?).


E nemmeno l’anno prossimo Cenerentola potrà andare al ballo. La scuola media non potrà disporre di risorse umane e finanziarie adeguate per garantire un servizio di istruzione efficiente ed efficace; mancheranno le risorse per l’alternativa alla religione, la sostituzione dei docenti assenti, le attività di recupero ( non ditemi che sono sufficienti i finanziamenti elargiti con il contagocce dall’ex direttiva 113), le attività laboratoriali, l’ampliamento dell’offerta formativa, le attività opzionali “morattiane”. E poi si andranno a valutare gli apprendimenti con il SNV-INVALSI, auspicabile e necessario, ma non ci aspettiamo certo risultati migliori rispetto al passato: Cenerentola sarà sempre più ignorante e anoressica.

Paolo Cosulich







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