''RICREAZIONE'': CORSI PON, SERVONO SOLO AI DOCENTI
Data: Giovedý, 09 aprile 2009 ore 10:02:54 CEST
Argomento: Opinioni


CORSI PON, SERVONO SOLO AI DOCENTI


In questo periodo le scuole sono invase dai cosiddetti corsi Pon. Se ne svolgono ovunque e per tutti gli ambiti di interesse. Pon è la parola magica che aleggia tra le aule, sulle bocche dei ragazzi, in mille comunicazioni e circolari.
Ma per quale meritorio motivo è nato il Pon scuola? Il PON Scuola si avvale di due Fondi il Fondo Sociale Europeo (FSE) e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) ed ha come ambito di riferimento territoriale le scuole pubbliche di 6 Regioni del Mezzogiorno, ossia: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Si tratta dunque, nelle intenzioni, di un vasto piano di sostegno finanziario allo sviluppo del sistema di istruzione e formazione delle regioni del mezzogiorno che ha come obiettivi di grande rilievo: la riduzione del fenomeno della dispersione scolastica;     lo sviluppo della società della conoscenza e dell'informazione; l'ampliamento delle competenze di base; l'integrazione con il mondo del lavoro (stage, accreditamento competenze, certificazione); la formazione dei docenti e del personale scolastico. Bla, bla, bla.
Fatto sta che arrivano tanti bei soldini alle scuole per i corsi Pon, purchè naturalmente vengano attivati. E per attivarli ci vogliono i destinatari, cioè i docenti e in particolare gli alunni. E sapete come finisce? Finisce che nei mesi di marzo, aprile, maggio, proprio quando teoricamente i ragazzi dovrebbero studiare di più e rivolgere le loro energie allo studio, vengono sbattuti ogni pomeriggio a scuola a seguire corsi dei quali a volte interessa, a volte meno, tante volte per niente. Ma l’importante è attivarli perché ce n’è bisogno, perché è l’unico modo per rimpinguare i miseri stipendi dei docenti di ruolo e le povere risorse degli insegnanti precari, che con la loro fatica pomeridiana arrotondano i loro guadagni. Invece di stanziare le risorse per aumentare gli stipendi e cercare una sistemazione stabile per i professori precari, si destinano, dunque, un mare di soldi per finalità discutibili e per attività solo in pochi casi produttive, che con la reale formazione dei giovani hanno poco a che fare.
E se ne dicono parecchie sui corsi pon, sicuramente dicerie: come alcuni prof che sono costretti a pregare gli alunni…e anche a andare a prenderli a casa, pur di farli partecipare. Ma ssstttt, questo non raccontiamolo a nessuno, l’Unione europea potrebbe arrabbiarsi e i nobili fini mutarsi in cenere.
E poi che volete farci? La scuola oggi è il luogo della cultura. Pardon, della prostituzione della cultura…



Silvana La Porta







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