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Precariato: Rete Precari SSIS: Lettera aperta

Comunicati

La proposta lanciata dal Governo di un piano triennale di assunzioni di tale portata (150.000 unità) indica la volontà politica di provvedere immediatamente e necessariamente al grave stato di precariato che attanaglia la Scuola italiana. “Per questa ragione già dal prossimo anno devono seguire atti concreti di assunzione che devono avere la certezza di una copertura finanziaria, non trattabile, sia per rispondere al progetto di un'eliminazione dello stato di precarietà del docente della scuola italiana con futuri percorsi di formazione da attuarsi proprio a "seguito della piena attuazione del piano triennale per le assunzioni a tempo indeterminato del personale docente" sia per non illudere i numerosi insegnanti precari inseriti nelle graduatorie, a cui si aggiungeranno altri nuovi 70.000 abilitati nel prossimo anno”. (ANIEF)
Il rapporto cronico di insegnanti precari/di ruolo in questi anni è andato deteriorandosi in seguito alle scelte dei governi e ad una politica inadeguata che ha creato sommovimenti ed ostilità all’interno dello stesso mondo dei precari della scuola (che si voglia innescare una lotta fratricida sui percorsi abilitanti, una querelle tra poveri?). Riteniamo che in mancanza di risposte adeguate la situazione, in seguito ai prossimi pensionamenti, sarà ancora più tragica. Il piano programmato deve essere credibile e deve valutare le diverse tipologie dei percorsi abilitanti, onde evitare una grave nuova disillusione per i soggetti interessati, richiamando l'impegno del Parlamento e del Governo verso una Scuola di qualità. “Come apparso il 30 ottobre sul Corriere della Sera 'La scuola senza qualità' in un articolo di A. Panebianco, nell'eventuale piano di assunzione di 150.000 precari, previsto dalla Finanziaria, pare siano esclusi i docenti abilitati presso le Scuole di Specializzazione nate 'al fine di formare insegnanti di qualità', con buona pace per l'idea di una professionalizzazione del corpo docente e di una maggiore preparazione dei nostri alunni visto l'ennesimo ricatto di una trentennale consorteria politico-sindacale” (fonte ANIEF http://digilander.libero.it/ANIEF/ANIEF_1Nov06.htm). Anche la Stampa, finalmente, si è accorta che da 7 anni vi sono docenti formati, abilitati, specializzati con un corso biennale post lauream (come avviene per qusi tutte le professioni) per l'insegnamento nella Scuola secondaria, che dovrebbero essere assunti con priorità nella nostra Scuola (invece, solo il 2,83% è stato immesso in ruolo nello scorso anno), per un miglioramento dell'intero sistema. Ciò è stato sempre denunciato da associazione professionali di docenti come l'ANIEF, l'APEF, dalla CRUI (Conferenza dei Rettori), dalla CodiSSIS (Conferenza dei Direttori SSIS), dal sindacato ANP. Esistono, purtroppo, oggi quasi 140.000 docenti abilitati presso le Scuole di Specializzazione per l'Insegnamento nella Scuola Secondaria (SSIS) e presso le Facoltà di Scienze della Formazione Primaria (SFP) che rimangono fuori dalle assunzioni in ruolo, sebbene superino un concorso in entrata (sugli stessi programmi del concorso a cattedra) in base a un numero programmato di posti triennali disponibili a livello regionale (lo stesso del testo unico del Dlgs 297/1994 e della L. 124/1999) e un concorso in uscita avente valore di prova concorsuale, per l'inserimento nelle graduatorie permanenti. Da queste, secondo dati forniti dal MPI (gennaio 2006), a fronte di 17.500 delle 35.000 assunzioni avvenute nell'a. s. 2005/2006 soltanto in 1.000 sono stati assunti, il 2.8%. Quindi, è ragionevole dedurre che soltanto 5.000/140.000 dei 150.000 futuri assunti secondo il piano triennale avrà conseguito la specializzazione presso le SSIS o le SFP. Perdurerà, difatti, la condizione di precariato della sola categoria di docenti che tra il 1999 e il 2009 è e sarà stata formata per insegnare? Qui prodest? Ciò è insostenibile, vergognoso per un Paese che guarda all'Europa soltanto nella formazione dei suoi docenti per poi abbandonarli al momento del reclutamento disperdendo così prezioso capitale umano, e può essere sanato soltanto con l'inserimento di questi docenti nelle graduatorie di merito, cioè con il riconoscimento a pieno titolo del valore concorsuale dell'esame di stato abilitante ai fini dell'immissione in ruolo, riservando a essi, insieme ai pochi idonei dell'ultimo concorso rimasti, una quota significativa dei posti programmati. Prevedere fin da adesso futuri meccanismi di concorsi e di valutazione dei titoli senza aver approvato le eventuali modifiche del Dlgs. 227/2005, recante norme sulla futura formazione degli insegnanti, è imprudente perchè non ha alla base una serie ricognizione del cotesto in cui si opererà fra quattro anni, può provocare conflitti inutili, dispendiosi e determinare inoltre confusione incredibile tra formazione iniziale, in itinere e reclutamento del personale docente. Oggi, c'è bisogno di chiarezza di ruoli e di responsabilità e non dell'ennesimo imprevedibile cambiamento di regole. Per questa ragione è auspicabile che soltanto dopo una chiara decisione politica sul futuro percorso di reclutamento, nella stessa sede, si possa ipotizzare una corretta e giusta gestione della fase transitoria con il vecchio reclutamento. Abbiamo già docenti specializzati che hanno superato dei concorsi pubblici e che hanno insegnato nella scuola; la proposta di nuovi concorsi per dei docenti abilitati è fuori da ogni realtà. Bisogna pensare soltanto ad assumerli! Pertanto, gli insegnanti specializzati chiedono il pieno riconoscimento del valore concorsuale dell'abilitazione conseguita presso le SSIS e le Facoltà di SFP , al fine di ottenere l'inserimento nelle graduatorie di merito da cui attingere per l'immissione in ruolo sul 50% dei posti. Rete Precari SSIS

 

Truffa ai danni di precari della scuola

Inviato da : Admin Martedì, 17 Ottobre 2006 - 11:38

Vergogna .... L’art. 66 della Legge Finanziaria (interventi per il rilancio della scuola pubblica) prevede che “…a decorrere dall’anno scolastico 2010/2011 le graduatorie permanenti di cui all’art. 1 del D.L. 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, cessano di avere efficacia ai fini dell’accesso ai ruoli nella misura del 50% dei posti a tal fine annualmente assegnabili ai sensi dell’art. 399 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato dall’art. 1, comma 1, della legge 3 maggio1999, n. 124”. Certo, i nostri Ministri, il Presidente del Consiglio, i Sindacati e il mondo politico in generale non immaginano neppure cosa significhi per chi è iscritto in graduatoria permanente e lavora con contratti annuali, apprendere che chi non riuscirà ad essere assunto nei ruoli entro il 2010 dovrà ricominciare da capo e sottoporsi a nuove procedure concorsuali che sopprimeranno le graduatorie permanenti (che “permanenti” dovrebbero esserlo per definizione). Tutti gli insegnanti precari, che siano essi abilitati tramite concorso ordinario, tramite SSIS o, ancora, attraverso corsi riservati, che non saranno inclusi nella “Schindler’s List” dei 150.000 da salvare, perderanno ogni diritto acquisito in questi anni e verrà vanificato ogni loro aspettativa per un futuro più certo e più dignitoso. I fautori di questo crimine dovrebbero vergognarsi nel gettare sulla strada, attraverso un atto ispirato da ignoranza o malafede, le centinaia di migliaia di insegnanti precari che, nonostante la spaventosa necessità di posti vacanti che, oltre a quelli già esistenti, si verranno a creare nei prossimi tre anni, verranno scippati dell’unica certezza che le Istituzioni erano a malapena riuscite a garantire fino ad oggi: la posizione in graduatoria permanente e la spendibilità della professionalità acquisita. Il Governo in effetti aveva promesso di eliminare il precariato, ma nessuno si aspettava che si riferisse alla sua eliminazione fisica. Il buon senso e l’onestà suggerirebbero che nuove procedure concorsuali non dovrebbero essere programmate fino a quando non verranno completamente esaurite le graduatorie permanenti. L’art.5 della Riforma 143/04, altra grande perla partorita dal precedente Governo a danno dei precari, prevedeva quantomeno un lungo periodo di transizione tra l’attuale sistema di reclutamento e l’inverosimile realizzazione di un canale privilegiato di assunzioni per i futuri neolaureati. Neanche l’ex Ministro Letizia Moratti, dunque, aveva saputo immaginare l’orribile possibilità di cancellare, con un solo colpo di spugna, le attuali graduatorie permanenti. Questa scandalosa truffa a danno dei precari è stata pensata, voluta e realizzata per legge da questo Governo e spero che venga subito stralciata dalla Finanziaria, con l’intervento, o senza, di quelle sigle sindacali che oggi tacciono o che esprimono al massimo deboli segnali attraverso toni estremamente diplomatici che ci convincono poco o nulla. Vergogna, vergogna, vergogna!!

Prof. ssa Castro Carmen (RPS - Rete Precari SSIS)

 

 

Richiesta di chiarimenti al Vice Ministro della Pubblica Istruzione 25 settembre 2006 - Prof. Andrea Raciti (RPS - Rete Precari SSIS)

Egregia Dott.ssa Bastico, Le scrivo in rappresentanza di Rete Precari SSIS, un gruppo composto da insegnanti appartenenti a varie regioni italiane e abilitati attraverso la Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario (S.S.I.S). La presente lettera è stata condivisa, mediante la nostra mailing list, da tutti i membri del gruppo. Ho recentemente letto alcune Sue dichiarazioni che hanno spiazzato, allarmato e per certi versi offeso un'intera categoria di precari, quella degli insegnanti specializzati (100.000 docenti in tutta Italia). In particolare, mi soffermo su un paio di punti che, senza un auspicato chiarimento da parte Sua, non possono che tradursi in una nuova minaccia nei nostri confronti. Le chiedo cosa intende quando afferma: "Raddoppieremo le assunzioni in ruolo quest'anno stesso. Stiamo infatti ragionando nella finanziaria per un piano triennale di assunzioni che parta dal turnover e che si aggiunga a una quota di assunzioni riservata al precariato storico". Chi sono i precari storici? Forse non lo siamo anche noi? Mi auguro che anche Lei non usi impropriamente l'appellativo di "precario storico" per riferirsi a tutte le categorie di insegnanti ad eccezione di quelli specializzati. Quando Lei parla di precari storici, spero che intenda coloro che da anni insegnano nelle nostre scuole saltando da una cattedra all'altra attraverso umilianti contratti temporanei . Se sono gli anni di servizio prestato a rappresentare per Lei un giusto criterio di reclutamento degli insegnanti, allora esiste già la graduatoria permanente che recluta gli insegnanti sulla base di un punteggio già proporzionato all'anzianità di servizio. Purtroppo, solo il 50% degli insegnanti in ruolo viene reclutato attraverso la graduatoria permanente. L'altro 50% è invece riservato ad un'anacronistica graduatoria di merito (riservata solo agli "idonei all'insegnamento" del concorso ordinario) che ogni anno immette in ruolo moltissimi insegnanti che nelle scuole non hanno mai messo piede o che, comunque, hanno maturato pochissimo servizio. Se davvero si volesse premiare il servizio prestato dai precari, basterebbe immettere in ruolo i docenti attingendo esclusivamente dalla graduatoria permanente, in modo da garantire un reclutamento basato su criteri oggettivi, come il servizio e i titoli. Non sarebbe giusto a Suo avviso che vengano premiati tutti coloro che hanno investito nella Scuola, a prescindere dal fatto che siano essi abilitati attraverso la S.S.I.S. o mediante idoneità al concorso ordinario o, ancora, tramite corsi abilitanti riservati? Perché si continua ad immettere nei ruoli persone che da decenni non si interessano più della Scuola o che, come spesso avviene, non hanno prestato sufficiente servizio? Perché il sistema di reclutamento non si basa dunque esclusivamente sulle graduatorie permanenti? Il Ministero della Pubblica Istruzione e i membri della VII Commissione sono al corrente che l'anno scorso solo il 2,83% delle immissioni in ruolo ha riguardato insegnanti abilitati attraverso la S.S.I.S.? Questi dati (fonte ministeriale) dimostrano che, per ogni cento docenti immessi in ruolo, tre, a malapena, sono specializzati. Su 34.777 immissioni in ruolo nel 2005, infatti, solo 985 riguardano i famigerati "sissini", il cui punteggio in graduatoria, oltre ad una riduzione di 2/3 del valore attribuito al voto di abilitazione, è stato "scippato", ad opera del precedente Governo, di 6 punti (attribuendoli, ad eccezione della nostra, a tutte le altre categorie di precari), ultimo residuo di un bonus "aggiuntivo" che era già stato annullato per 24/30 con l'equiparazione a due anni di servizio non cumulabile con eventuale servizio svolto in contemporanea alla frequenza legale dei corsi (due anni). La dichiarazione in cui Lei anticipa che una quota di assunzioni verrà riservata al precariato storico, mi permetta, è poco chiara; infatti, a seconda dell'accezione che può essere attribuita all'appellativo di precario storico, sembrerebbe che Lei intenda premiare una categoria a danno di altre. Se invece la Sua proposta è quella di premiare coloro che hanno scelto di scommettere sulla Scuola (indipendentemente dalla modalità con cui lo Stato gli ha chiesto di abilitarsi) e che in questi anni, nonostante la precarietà e il disagio, stanno assolvendo il compito di contribuire ad educare, istruire e formare i nostri ragazzi, allora basterà valorizzare le graduatorie permanenti che, di fatto, rispecchiano criteri selettivi basati su tali principi. Vorrei infine chiederLe una riflessione su questa Sua altra affermazione: "dobbiamo valutare se le S.S.I.S. siano davvero quello che serve" . Cosa La induce a rinnegare una formazione altamente selettiva degli insegnati affidata ad un collaudato biennio universitario post laurea della durata di 1.200 ore? Ha avuto modo di verificare personalmente l'inutilità di un percorso di studi interamente improntato sulla didattica, sugli aspetti psico-pedagogici del delicato processo di insegnamento-apprendimento e su un periodo di 300 ore di attività di tirocinio? O forse, seguendo la falsa riga del precedente Governo, immagina mostruosamente di inglobare tutto questo all'interno del percorso universitario quinquennale, sfruttando questo pretesto per discriminare ancora una volta gli insegnanti specializzati, attraverso una quota di posti riservati ai futuri laureati (art.5 legge 143/04)? O, ancora, intende addirittura riesumare i vecchi sistemi concorsuali per generare nuove categorie di precari, illudendo altre centinaia di migliaia di disoccupati? Per queste Sue parole, egregio Vice Ministro, esprimo profondo rammarico e umiliante sensazione di abbandono istituzionale per 100.000 insegnanti che hanno scelto di investire nella propria formazione attraverso un duro percorso biennale a numero programmato (al quale si accede per concorso pubblico per titoli ed esami e che prevede un esame finale di Stato). Con la speranza di una Sua smentita in riferimento alle dichiarazioni qui da me riportate o di un Suo chiarimento in grado di far emergere una diversa interpretazione rispetto a quella da me paventata, Le porgo sinceramente le mie scuse per la rabbia che esprimono le mie parole e per il tono, a tratti provocatorio, della presente. Ho ritenuto un mio diritto e un mio dovere comunicarLe con franchezza la delusione di quanti, come me, ripongono nelle nostre Istituzioni le speranze per una Scuola migliore e per un serio sistema di reclutamento. Cordiali saluti.









Postato il Venerdì, 10 novembre 2006 ore 00:55:03 CET di Renato Bonaccorso
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