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News: Pubblicato il rapporto 2005 sull'educazione e l'istruzione nel mondo industrializzato. L'Italia a metà del guado.

Recensioni

 Education at a Glance: OECD Indicators - 2005 Edition 

Uno sguardo all’educazione: Indicatori OCSE – Edizione 2005 

 

Leducazione  e  lapprendimento  lungo  tutto  larco  della  vita  svolgono  un  ruolo capitale  nello  sviluppo  delle  economie  e  delle  società.  Ciò  è  vero  sia  per  le  economie avanzate che per quelle che conoscono attualmente periodi di rapida crescita e sviluppo.

Il capitale umano è un fattore chiave nello stimolare la crescita economica e migliorare i risultati economici individuali, e ha un impatto anche sugli ambiti non economici come la salute e linclusione sociale.

 

 

Tra i nuovi strumenti di valutazione, gli indicatori A4, A5 e A6 offrono una sintesi dell’indagine 2003 condotta nell’ambito del Programma per la Valutazione Internazionale degli  Studenti  (PISA),  mirata  a  valutare  le  competenze  in  matematica  degli  studenti quindicenni. Lindicatore A9 fornisce dati sulla ripartizione delle competenze acquisiste per livello d’istruzione; l’indicatore A10 offre testimonianze sugli effetti non economici dellistruzione;   lindicatore   C6   confronta    tassi   di   partecipazione   dei   lavoratori all’istruzione e alla formazione continua; l’indicatore D5 valuta il tempo che gli studenti dedicano  all’apprendimento  al  di  fuori  della  scuola.  Per  finire,  l’Indicatore  D6  offre informazioni  su  come  i  sistemi  distruzione  secondaria  differenziano  l’organizzazione dell’apprendimento  tra  gli  studenti,  e  sullimpatto  che  i  diversi  sistemi  hanno  sulle prestazioni degli studenti.

 

 

Le conclusioni chiave di questa edizione sono le seguenti:

 

Sono sempre più numerose le persone che compiono studi più lunghi, ma il numero di diplomi di istruzione terziaria varia considerevolmente da un paese all’altro

 

I  livelli  di  istruzione  continuano  ad  aumentare  tra  la  popolazione  adulta  dei  paesi dell’OCSE,  grazie  al  numero  sempre  maggiore  di  giovani  che  ottengono  diplomi  di scuola secondaria superiore e di scuola terziaria. Oggi, gli adulti di età compresa tra i 25 e

i 64 anni possiedono diplomi ottenuti alla fine di un ciclo di una durata di più di 12 anni

di studio, cioè alla fine della scuola secondaria superiore. La maggior parte dei giovani che oggi completano i loro studi hanno un diploma di scuola secondaria superiore, e più del 70% raggiunge questo livello in quasi tutti i paesi dellOCSE, tranne quattro, e una media di uno studente su tre ottiene un diploma di tipo universitario (terziario tipo A).

 

Gli indicatori di  Uno sguardo all’Educazione 2005 mostrano ugualmente che:

 

    Un  gran  numero  di  paesi  OCSE  in  cui,  in  passato,  molte  persone  non  riuscivano  a completare  gli  studi  di  scuola  secondaria  superiore,  stanno  riducendo  lo  scarto  in termini  di  numero  di  studenti  che  riescono  ad  ottenere  un  diploma  di  scuola ssecondaria superiore. In Francia, Belgio, Grecia, Irlanda e Corea, circa la metà delle persone  nate  negli  anni  1950  non  hanno  terminato  gli  studi  di  scuola  secondaria, mentre tra il 72% e il 90% delle persone nate negli anni 1970 li hanno completati. In Messico,  Turchia  e  Portogallo,  i  giovani  adulti  hanno  minori  opportunità  dei  loro coetanei di altri paesi di completare gli studi di scuola secondaria superiore.

 

    Per quanto riguarda il completamento degli studi terziari, gli scarti tra i diversi paesi,

in  termini  di  progressi  compiuti,  sono  più  importanti  che  per  la  scuola  secondaria superiore.  Il  numero  globale  di  laureati  nei  paesi  dellOCSE  è  considerevolmente aumentato grazie ai progressi registrati in alcuni paesi. La percentuale di laureati varia

da meno del 20% in Austria, Repubblica Ceca, Germania e Turchia, a più del 40% in

Australia, Danimarca, Finlandia, Islanda e Polonia. Tali differenze sono ascrivibili ai diversi  tipi  di  sistemi  di  istruzione  terziaria.  I  paesi  con  le  più  alte  percentuali  di laureati sono generalmente quelli che hanno strutture universitarie più flessibili.

 

    Nella maggior parte dei paesi, la percentuale di donne che completano sia gli studi di istruzione  secondaria  che  terziaria  è  più  alta  di  quella  degli  uomini.  Tuttavia,  nella scuola  secondaria,  le  ragazze  mostrano  minore  interesse  per  la  matematica  e  le scienze, e rare sono le donne che ottengono un diploma universitario in questi campi.

 

    Da alcuni dati aggiornati risulta che il numero di laureati in discipline scientifiche su

100  000  occupati  varia  da  meno  di  700  in  Ungheria,  a  più  di  2.200  in  Australia, Finlandia, Francia, Irlanda, Corea e Regno Unito.

 

 

Per quanto riguarda le competenze in matematica e la capacità a risolvere problemi degli studenti, si registrano differenze sia all’interno dello stesso paese che da un paese all’altro

 

Nel 2003, è stata condotta, per la seconda volta, un’indagine PISA sulle competenze e

le conoscenze in matematica degli studenti quindicenni. Tra i paesi OCSE, gli studenti di

Finlandia, Corea, Paesi Bassi e Giappone hanno mostrato di essere i più abili in assoluto

in matematica. I dati di confronto più significativi provenivano da indagini condotte sulle variazioni  nelle  prestazioni  tra  studenti  di  uno  stesso  paese,  e  tra  studenti  di  scuole diverse. Dall’indagine è risultato che:

 

    Almeno uno studente su cinque riesce a risolvere problemi matematici complessi in Australia, Belgio, Canada, Finlandia, Corea, Paesi Bassi, Nuova Zelanda e Svizzera. Questo   indicatore   mostra   che   tali   gruppi   di   persone   con   alte   competenze   in matematica  potranno  svolgere  un  ruolo  capitale  nello  sviluppo  dell’economia  della conoscenza.

 

    Benché  la  maggioranza  degli  studenti  dei  paesi  OCSE  possiedano  le  competenze matematiche di base, la percentuale di coloro che non le possiedono varia da un paese all’altro: da meno del 10% in Finlandia e in Corea a più di un quarto in Italia, Grecia, Messico,   Portogallo    Turchia.   Questo   indicatore   mostra   che   molti   studenti potrebbero incontrare serie difficoltà nellutilizzare la matematica in futuro.

 

    In media, circa un terzo delle differenze di risultati tra le diverse scuole di uno stesso paese  riguardano  le  abilità  in  matematica.  Alcuni  paesi  registrano  alti  livelli  di competenze  tra  le  diverse  scuole,  con  poche  differenze  tra  una  scuola  e  laltra.  In Finlandia la percentuale di variazione nelle prestazioni degli studenti tra una scuola e l’altra  è  inferiore  al  5  per  cento,  mentre  raggiunge  più  o  meno  il  17  per  cento  in Canada, Danimarca, Islanda e Svezia.

 

I risultati dell’istruzione possono essere valutati in termini di prospettive individuali di lavoro, guadagni individuali, e crescita economica globale

 

Investire nell’istruzione comporta benefici sia a livello individuale che collettivo. Gli adulti con un buon grado di istruzione hanno maggiori opportuni di trovare lavoro e di percepire stipendi più alti. Tali effetti variano da un paese allaltro e in base al livello di istruzione. La disoccupazione colpisce fortemente gli uomini che non hanno completato gli  studi  di  istruzione  secondaria  superiore,  che  hanno  appunto  minori  opportunità  di trovare un lavoro rispetto a coloro che invece possiedono un diploma di scuola secondaria superiore. Le maggiori differenze di stipendio si registrano fra coloro che possiedono un diploma di tipo terziario e coloro che invece hanno ottenuto solo una qualifica di scuola

secondaria superiore o post-secondaria non terziaria: Indicatori specifici mostrano che:

 

    Le  donne  con  un  basso  livello  di  istruzione  sono  particolarmente  esposte  alla disoccupazione, sia rispetto ai loro colleghi uomini con un basso livello di istruzione che alle donne con più alti livelli di istruzione. Questo fenomeno è particolarmente accentuato in Grecia, Irlanda, Italia, Messico, Spagna e Turchia, dove meno del 40% delle donne di età compresa tra i 25 e i 64 senza un grado di istruzione secondaria superiore  lavorano,  rispetto  a  più  del  70%  degli  uomini  con  lo  stesso  livello  di istruzione.  In  questi  stessi  paesi,  la  maggior  parte  delle  donne  con  un  alto  livello distruzione lavorano: almeno il 70% delle donne in possesso di una laurea, contro il

63% in Turchia.

 

    Al  di   delle  differenze  negli  stipendi  medi  in  base  al  livello  di  istruzione,  le differenze di retribuzione tra le persone con lo stesso livello distruzione variano da

un   paese allaltro. In paesi come il Belgio, la Francia, lUngheria e il Lussemburgo poche persone hanno stipendi inferiori alla metà degli stipendi medi, qualunque sia il

loro livello di istruzione.

 

    Dal 1999 al 2000, nella maggior parte dei Paesi OCSE la crescita della produttività del  lavoro  ha  inciso  per  almeno  la  metà  sulla  crescita  pro  capite  del  PIL.  Secondo alcune stime, nell’area OCSE, un anno aggiuntivo di istruzione si potrebbe tradurre, a lungo  termine,  in  un  aumento  dal  3  al  6%  della  redditività  economica.  Viene  data sempre  maggiore  importanza  agli  effetti  dell’istruzione  sulla  salute  e  la  coesione sociale.

 

Le spese per listruzione  sono in aumento, ma a un ritmo più lento del PIL

 

Pur  volendo  estendere  lazione  dei  loro  sistemi  distruzione,  i  paesi  dellOCSE cercano  allo  stesso  tempo  di  ridurre  il  peso  dei  costi  sui  bilanci  già  pesantemente ”spremuti”.   Diverse   sono   le   tendenze   generate   dalle   pressioni   totalmente   opposte esercitate  ai  diversi  livelli  di  istruzione.  Nell’istruzione  terziaria,  dove  si  registra  una crescita più rapida del numero di studenti, le pressioni per tagliare i costi unitari sono più forti. Nella scuola primaria e secondaria, dove a volte il calo demografico ha determinato una  diminuzione  delle  iscrizioni,  le  spese  per  studente  sono  invece  aumentare  in  quasi tutti i paesi. In particolare:

 

    Tra il 1995 e il 2000, la spesa per studente nellistruzione non terziaria è aumentata del 30% e oltre in Australia, Grecia, Irlanda, Nuova Zelanda, Polonia, Portogallo. In alcuni altri paesi è cresciuta di meno del 10%, e in Svezia è leggermente diminuita.

 

    Nellistruzione  terziaria,  la  spesa  per  studente  è  in  alcuni  casi  diminuita  di  più  del

10%, poiché i livelli di spesa non sono cresciuti in linea con laumento del numero degli studenti. Questa situazione si è verificata nella Repubblica Ceca, in Polonia e nella  Repubblica  Slovacca,  dove  le  iscrizioni  sono  aumentate  rapidamente,  e  in

Australia  e  in  Svezia  dove  sono  invece  aumentate  a  un  ritmo  più  lento.  In  Grecia, Spagna, Svizzera e Turchia, la spesa per studente nellistruzione terziaria è cresciuta

di oltre il 30%.

 

    Tra il 1995 e il 2002, solo nella metà dei paesi dellOCSE la crescita globale della spesa per listruzione è andata di pari passo con la crescita del PIL. In Irlanda, dove il PIL è cresciuto in modo particolarmente rapido, la spesa per gli istituti di istruzione non  terziaria  è  cresciuta  solo  di  circa  la  metà,  mentre  la  spesa  per  gli  istituti  di istruzione terziaria è aumentata quasi allo stesso ritmo del PIL. La spesa è cresciuta a

un ritmo due volte superiore del tasso di crescita del PIL in Nuova Zelanda e Turchia per  l’istruzione  non  terziaria,  e  per  l’istruzione  terziaria  in  Grecia,  Ungheria,  Italia, Giappone, Messico, Polonia, Svizzera e Turchia.

 

 

 

In alcuni paesi la spesa privata per l’istruzione è abbastanza elevata, ma le risorse per l’istruzione continuano a pesare sui bilanci pubblici.

 

Oggi, gran parte della spesa per listruzione è finanziata da fondi pubblici, e nei paesi dell’OCSE  oltre  il  90%  della  spesa  per  l’istruzione  primaria  e  secondaria  proviene  da questa  fonte.  Nell’istruzione  terziaria  e  pre-primaria,  i  finanziamenti  privati  sono  più elevati, in particolare in alcuni paesi. Negli ultimi anni, in molti paesi, la spesa pubblica per listruzione è stata minacciata da una diminuzione della percentuale di PIL destinata alla   spesa   pubblica   globale.   Lattribuzione   di   una   quota   crescente   di   tali   budget allistruzione ha aiutato a ridurne l’impatto. Gli indicatori sulla spesa pubblica e privata mostrano che:

 

    Nelleducazione terziaria, la percentuale di finanziamenti provenienti da fonti private varia considerevolmente, da meno del 4% in Danimarca, Finlandia, Grecia, Norvegia

a più del 50% in Australia, Giappone e Stati Uniti, fino a più dell’80% in Corea.

 

    Rispetto  alla  metà  degli  anni  1990,  oggi  le  istituzioni  terziarie  di  alcuni  paesi dipendono  sempre  più  pesantemente  da  fonti  private  di  finanziamento.  Dal  1995  al

2002,  i  contributi  privati  sono  aumentati  di  oltre  il  cinque  per  cento  in  Australia, Messico,  Portogallo,  Repubblica  Slovacca,  Turchia  e  Regno  Unito.  Nellistruzione

primaria    secondaria,   le   quote   di   spesa   pubblica    privata   sono   rimaste

sostanzialmente invariate.

 

    Nei paesi dell’OCSE, i budget pubblici sono generalmente diminuiti in funzione del PIL; la quota di tali budget attribuita alla spesa per l’istruzione è tuttavia aumentata, ma a un ritmo più lento del PIL. Danimarca, Nuova Zelanda e Svezia hanno registrato cambiamenti significativi nel finanziamento pubblico per l’istruzione.

 

Aumenta la durata degli studi, e sono sempre più numerosi i giovani che prevedono di intraprendere studi universitari.

 

Secondo le attuali tendenze di partecipazione all’istruzione, oggi, nella maggior parte dei paesi dell’OCSE, la durata media di studi prevista per un bambino di cinque anni si aggira tra i 16 ei 21 anni. La durata prevista di permanenza a scuola è aumentata, fin dal

1995, in tutti i paesi, come conseguenza dellaumento della partecipazione nella scuola pre-primaria,  secondaria  superiore  e  terziaria.  Sempre  secondo  le  tendenze  attuali,  si prevede  che,  in  media,  il  53%  dei  giovani  intraprenderà  un  ciclo  di  studi  di  livello universitario o equivalente.

 

Gli indicatori mostrano che:

 

    La durata di studi prevista per un bambino che aveva 5 anni nel 2003 supera i 16 anni

in quasi tutti i paesi tranne il Lussemburgo, il Messico, la Repubblica Slovacca e la Turchia,  mentre  aumenterà  ancora,  aggirandosi  tra  i  19  e  i  21  anni,  in  Australia, Belgio, Finlandia, Islanda, Svezia e Regno Unito.

 

    Nella Repubblica Ceca, in Grecia, Ungheria, Islanda, Corea, Polonia, Svezia, Turchia,

e Regno Unito, la durata degli studi è aumentata di circa il 15% dal 1995 al 2003.

 

    Secondo  gli  attuali  tassi  di  partecipazione,  il  53%  dei  giovani  dei  paesi  dell’OCSE intraprenderà studi di livello universitario o equivalente. Circa il 16% proseguirà altri tipi  di  studi  terziari  (terziario-tipo  B),  ma  in  alcuni  casi  questi  due  gruppi  si sovrappongono. In Australia, Finlandia, Ungheria, Islanda, Nuova Zelanda, Norvegia,

Polonia e Svezia, oltre il 60% dei giovani intraprenderà studi terziari di tipo A. Altre forme di istruzione terziaria sono più frequenti in Corea e Nuova Zelanda, dove oltre

la metà dei giovani intraprenderà studi terziari di tipo B.

 

Gli studenti che vanno a studiare allestero sono in aumento. Tale fenomeno fa cambiare i dati riguardanti le immatricolazioni universitarie.

 

Nel  2003,  2,12  milioni  di  persone  che  studiavano  nei  paesi  OCSE  erano  studenti stranieri,   cioè   iscritti   fuori   dal   loro   paese   dorigine.   Ciò   rappresenta   un   aumento dell11,5% del numero globale di studenti stranieri nei paesi dellOCSE rispetto al 2002.

In particolare:

 

    All’interno  dell’area  OCSE,  il  70%  degli  studenti  che  compiono  studi  in  un  paese estero si recano negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, Francia e Australia. Dal 1998, la quota di studenti stranieri in Australia è aumentata, mentre è diminuita nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

 

    In  termini  assoluti,  i  paesi  dell’area  OCSE  con  il  maggior  numero  di  studenti  che compiono   studi   all’estero   sono   Corea,   Giappone,   Germania,   Francia,   Grecia   e Turchia.  Cina,  India  e  Asia  del  sud-est  forniscono  il  maggior  numero  di  studenti provenienti da paesi partner.

 

 

 

I giovani adulti associano spesso lavoro e studio in diversi modi, ma gran parte di loro non fa né l’uno né  l’altro.

 

Nei paesi dell’OCSE, il passaggio dalla scuola dellobbligo al mondo del lavoro può protrarsi

a lungo, e spesso gli studenti associano studio e lavoro. Ma gli studenti che raggiungono letà

di venti anni senza aver ottenuto una qualifica sono seriamente a rischio:

 

    Sono soprattutto coloro che non hanno completato gli studi secondari superiore che corrono maggiormente il rischio di rimanere disoccupati. In Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Polonia e Repubblica Slovacca, oltre il 15% dei giovani di età compresa tra  i  25  e  i  29  anni,  senza  un  diploma  di  istruzione  secondaria  superiore,  sono disoccupati.

 

    In alcuni paesi molti giovani trascorrono gran parte del loro tempo senza studiare né lavorare (sono disoccupati o fuori dal mercato del lavoro). In paesi come il Belgio, la Repubblica Ceca, la Grecia, lUngheria, lItalia, il Messico, la Repubblica Slovacca,

la Spagna, la Polonia, la Turchia e gli Stati Uniti, per i giovani di età compresa tra i

15 e i 29 anni, tale situazione può durare in media più di due anni.

 

    In alcuni paesi, il lavoro viene intrapreso dopo gli studi, mentre in altri gli studenti lavorano e          studiano                 contemporaneamente.                              I    programmi      di     lavoro-studio, relativamente frequenti nei paesi Europei, offrono la possibilità di intraprendere studi vocazionali  che  possono  sfociare  in  qualifiche  occupazionali  riconosciute.  In  altri paesi studio e lavoro sono raramente associati.

 

Negli      anni      della     scuola      dellobbligo,        l’organizzazione        scolastica       varia considerevolmente  a  seconda  dei  paesi.  Da  un  paese  allaltro,  gli  studenti  possono usufruire del 50% in più di tempo d’istruzione, e trovarsi in classi che accolgono il 50% in  più  di  alunni.  Ma  l’apprendimento  non  avviene  solo  nelle  classi,  e  nuovi  dati

provenienti dall’indagine PISA mostrano che anche il tempo di apprendimento al di fuori della  scuola  varia  considerevolmente.  La  valutazione  degli  input  di  insegnamento  e  di apprendimento ha mostrato che:

 

    Nei paesi dell’OCSE uno studente può ricevere in media, tra i 7 e i 14 anni, 6.852 ore

di insegnamento. Il numero di ore varia da 5.523 in Finlandia a 8.000 in Australia, Italia, Paesi Bassi e Scozia.

 

    Alle  domande  dell’indagine  PISA  del  2003  sullapprendimento  al  di  fuori  della scuola, gli studenti quindicenni hanno fornito risposte diverse da un paese all’altro. Mentre in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Islanda, Giappone, Norvegia, Portogallo, Svezia e Svizzera, l80% dellapprendimento scolastico avviene in classe, in Grecia oltre  il  40%  dell’apprendimento  avviene  al  di  fuori  della  scuola,  sotto  forma  di compiti a casa e classi di doposcuola.

 

    Il numero medio di studenti per classe nella scuola media è di 24, ma varia da 30 e più in Giappone, Corea e Messico, e meno di 20 in Danimarca, Islanda e Svizzera.

 

    In media, per i dieci paesi dellOCSE di cui si possiedono dati, il 30% del personale scolastico nelle scuole primarie e secondarie è composto da personale non docente. Tuttavia, tale percentuale varia da meno del 20% in Corea e Nuova Zelanda, a più del

40% in Repubblica Ceca e Francia.

 

Retribuzione e tempo di lavoro degli insegnanti variano considerevolmente da un paese all’altro, e i sistemi di retribuzione stanno in alcuni casi cambiando

 

Rispetto al PIL pro capite, gli insegnanti di alcuni paesi sono pagati più del doppio degli  insegnanti  di  altri  paesi.  Anche  il  numero  di  ore  lavorative  varia  da  un  paese all’altro.  I  fattori  di  domanda  e  offerta  stanno  provocando  alcuni  cambiamenti.  Gli indicatori mostrano che:

 

    In Corea e in Messico, gli stipendi di metà carriera nella scuola media sono due volte superiori al PIL pro-capite, mentre in Islanda e Repubblica Slovacca gli stipendi sono inferiori al 75% del PIL pro-capite.

 

    Il numero annuo di ore di insegnamento nella scuola media va da 535 in Giappone a oltre  1000  in  Messico  e  Stati  Uniti,  e  differenze  simili  si  registrano  anche  ad  altri livelli scolastici.

 

    In base alle ore di lavoro, gli insegnanti di scuola secondaria superiore sono   pagati meglio  degli  insegnanti  della  scuola  primaria.  Nei  Paesi  Bassi  e  in  Spagna,  lo stipendio  per  ora  di  insegnamento  degli  insegnanti  di  scuola  secondaria  superiore supera dell’80% quello degli insegnanti della scuola primaria, ma la differenza è di meno del 5% in Nuova Zelanda, Polonia, Repubblica Slovacca e Stati Uniti.

 

    La  volontà  di  attrarre  nuovi  insegnanti  può  spiegare  il  più  rapido  aumento  degli stipendi  di  inizio  di  carriera,  rispetto  ad  altre  categorie  di  lavoratori,  registrato  fin dagli anni 1996 in Australia, Danimarca, Inghilterra, Finlandia e Scozia. Gli sxtipendi

di metà carriera sono aumentati in modo relativamente rapido in Austria, Giappone, Paesi Bassi, Nuova Zelanda e Portogallo. In Nuova Zelanda, le fasce di stipendio più alte sono aumentate più velocemente degli stipendi di inizio di carriera, ma poiché gli insegnanti raggiungono le fasce più alte di stipendi solo dopo 8 anni di carriera, tale situazione  resta  compatibile  con  il  desiderio  di  fornire  incentivi  per  attrarre  nuovi

insegnanti.

 

Le differenze nei tipi di scuola e di sistemi scolastici determinano variazioni nelle prestazioni degli studenti. Tuttavia, tali differenze strutturali devono essere interpretate con cautela.

 

Dall’indagine  PISA  del  2003  sulle  prestazioni  in  matematica  dei  quindicenni  sono emerse   differenze   significative   tra   studenti   di   scuole   private    studenti   di   scuole pubbliche,   nonché   differenze   di   risultati   nei   sistem di   istruzione   secondaria   con differenziazioni più o meno ampie tra gruppi di studenti. Questi confronti devono essere trattati con cautela. Le principali conclusioni tratte dall’indagine hanno mostrato che:

 

    Le prestazioni delle scuole private sono generalmente migliori di quelle delle scuola pubbliche. Gli studenti delle scuole private ottengono in media 33 punti in più nella scala  di  matematica,  ossia  circa  la  metà  del  livello  di  proficiency  richiesto.  Il maggiore  scarto  si  registra  in  Germania  (66  punti).  Tuttavia,  se  si  tiene  conto  dei fattori socio-economici, le prestazioni delle scuole private non sono sempre superiori.

 

    Nei sistemi scolastici più differenziati e selettivi le prestazioni degli studenti sono in media leggermente inferiori di quelle dei sistemi comprensivi, ma questo dato non è statisticament significativo.   Nei   sistem più   differenziati   esiste   una   maggiore differenza nelle prestazioni tra studenti, sia tra una scuola allaltra che tra studenti di diversa estrazione sociale.









Postato il Martedì, 03 gennaio 2006 ore 20:37:42 CET di Salvatore Indelicato
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