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Progetti PON: RIPROGRAMMAZIONE PON 2004-2006

Comunicati
 

Con riferimento al PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE 2000/2006, non a tutti è nota la RIPROGRAMMAZIONE 2004-2006 .

Nel documento di 127 pagine, pur confermando l'impostazione del precedente documento 2000 -2003, vengono inseriti i tredici obiettivi indicati dal Consiglio europeo di Lisbona da conseguire entro il 2010 .

Interessante è l'analisi del sistema scolastico italiano con l'obiettivo di potenziarlo sull’utilizzo delle ICT nei processi di apprendimento a supporto delle attività di istruzione e formazione e in particolare la cooperazione tra le istituzioni scolastiche utilizzando gli strumenti dell'e-learning .

Si riportano alcuni passi del documento :

Sintesi delle strategie europea indicate dal Consiglio europeo di Lisbona :

• Raggiungimenti di una percentuale media UE non superiore al 10% di abbandoni scolastici prematuri entro il 2010;
• Conseguimento dell’istruzione secondaria superiore da parte di almeno l’85% dei/lle ventiduenni dell’Unione europea, entro il 2010;
• Il livello medio di partecipazione a forme di apprendimento per tutto l’arco della vita dovrebbe attestarsi nell’UE ad almeno il 12,5% della popolazione adulta – donne e uomini - in età lavorativa ( fascia di età compresa tra i 25 e i 64 anni), entro il 2010;
• Incremento di almeno il 15%, entro il 2010 del totale dei laureati in matematica, scienze e tecnologia e, contemporaneamente, incremento del numero delle donne laureate nelle medesime discipline;
• Diminuzione di almeno il 20%, rispetto al 2000, della percentuale dei quindicenni con basse competenze nella lettura;
• Tasso medio di occupazione per le donne del 60%, entro il 2010;

Obiettivi del MIUR :

L’impegno del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, anche a seguito delle priorità definite a livello comunitario, si colloca all’interno di un processo evolutivo contraddistinto da rilevanti modifiche, in particolare per quanto concerne il quadro normativo si indicano :


Leggi 59/97, 30/03 (Legge Biagi), 53/03 (Legge Moratti) e la modifica del Titolo V della Costituzione (Legge 3/2001) .
All’interno di questo generale contesto di riforma risaltano alcuni fattori di criticità e debolezza del sistema scolastico :

Sintesi degli elementi di criticità  :

• squilibrio fra formazione di tipo umanistico e formazione di tipo scientifico;
• persistente carenza di infrastrutture tecniche di rete;
• non adeguata formazione dei docenti nell’uso didattico delle tecnologie;
• limitato sviluppo del sistema di formazione a distanza;
• uso non consapevole, da parte dei e delle giovani, della cultura e delle tecnologie della società della conoscenza e dell’informazione.

Allo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica contribuiscono, notevolmente, sia la sussistenza di adeguate dotazioni tecnologiche presso le istituzioni scolastiche che una corrispondente formazione dei docenti :

Il MIUR e intervenuto con :

Anni 1997-2000 :

• il programma A, che ha fornito, ad uso dei docenti, due postazioni telematiche per scuola e un corso di prima   alfabetizzazione ;
• il programma B, che ha finanziato un laboratorio multimediale per ogni scuola – mediamente 10 postazioni
tecnologiche multimediali - con possibilità di un collegamento ad Internet.

Anno 2000-2003 (FOR TIC) :

• un percorso di base rivolto ai docenti con scarsa o nessuna competenza nell’uso delle TIC, che dovrebbe coinvolgere 160.000 docenti. Gli obiettivi formativi comprendono competenze di base e competenze di uso didattico delle TIC;
• un percorso formativo volto a formare il docente “consulente” esperto nelle metodologie e nelle risorse didattiche offerte dalle TIC, che dovrebbe coinvolgere 13.500 docenti con competenze informatiche di base;
• un percorso orientato alla formazione di una figura di docente “responsabile” delle infrastrutture tecnologiche della scuola o di reti di scuole, che dovrebbe coinvolgere 4.500 docenti con una discreta familiarità con le funzioni informatiche di base.

Il PON e intervenuto con :

PO 1994-1999 :

• per le tecnologie di settore (laboratori), l’88% delle sedi di istituti professionali e tecnici;
• per le postazioni di collegamento a internet, il 40% delle sedi di istituti professionali e tecnici;
• 47 laboratori di impresa simulata.

Attuale PO 2000-2006 :

• interventi di alfabetizzazione informatica e conseguimento ECDL, che nel biennio 2000-2002 hanno coinvolto oltre 129.000 allievi;
• interventi di supporto alla formazione in servizio del personale del sistema dell’istruzione, che nel primo triennio di attuazione hanno coinvolto 27.753 utenti;
• realizzazione di laboratori e infrastrutture tecnologiche (laboratori di settore, cablaggi, laboratori scientifici e tecnologici) presso il 90% circa degli istituti di istruzione superiore delle Regioni dell’obiettivo 1;
• strutture polifuzionali per lo sviluppo delle tecnologie didattiche e a sostegno dell’autonomia (ad oggi ne sono state attivate 50 e ulteriori 30 sono in via di realizzazione);
• centri risorse contro la dispersione scolastica e il disagio giovanile (71 attivi e circa 50 in via di autorizzazione).

Ora, in continuità con gli sviluppi della strategia e-Europe ed a supporto della riforma del sistema d’istruzione, il MIUR ritiene opportuno proseguire l’impegno in questo settore attraverso interventi che interesseranno:


Dal punto di vista delle infrastrutture:

- il completamento delle attrezzature tecnologiche degli istituti-polo per la coesione sociale – Centri risorse contro la dispersione scolastica - e di quelli per il sostegno all’adeguamento del sistema dell’istruzione, anche attraverso l’e-learning – Centri polifunzionali di servizio -, per renderli operativi rispetto alle esigenze territoriali;
- la copertura totale del fabbisogno delle istituzioni scolastiche d’istruzione superiore e dei Centri Territoriali Permanenti per l’Educazione degli Adulti, ancora sprovvisti di attrezzature tecnologiche, corrispondenti alle particolari esigenze collegate con la tipologia degli indirizzi formativi. In particolare, l’ulteriore sviluppo di laboratori tecnologici e multimediali negli istituti secondari superiori, con particolare riguardo ai licei classici, scientifici ed artistici, al fine di migliorare e riorganizzare i supporti infrastrutturali e tecnologici per il sostegno della qualità dell’istruzione e per lo sviluppo della società dell’informazione; il cablaggio, con sistema di comunicazione a larga banda, il collegamento delle classi a internet e le relative dotazioni tecnologiche per la creazione di reti interne ed esterne alle istituzioni scolastiche, anch’essi al fine di migliorare e riorganizzare i supporti infrastrutturali e tecnologici per il sostegno della qualità dell’istruzione e per lo sviluppo della società dell’informazione;
- l’estensione degli interventi di dotazione di dispositivi informatici e telematici al sistema dell’istruzione di base.

Dal punto di vista della formazione:

- approfondimento della conoscenza degli strumenti della Società dell’Informazione nella formazione del personale della scuola, docente e non-docente, per potenziare l’uso delle ICT nella didattica, nella gestione amministrativo-contabile e nei collegamenti con i sistemi di rete locali, nazionali e internazionali;
- creazione di servizi di supporto e di assistenza presidiati da personale qualificato in grado di garantire l’allestimento di reti tra scuole, il loro funzionamento e il loro uso anche per la formazione a distanza di docenti, alunni e alunne, giovani, adulti e adulte;
- iniziative di integrazione tra PON ed esperienze di progettazione integrata territoriale, anche per quanto riguarda lo sviluppo dell’ICT training, sia di base che specialistico;
- cooperazione con le istituzioni territoriali nella realizzazione di infrastrutture di rete e produzione di servizi e contenuti su banda larga, di cui possano fruire le istituzioni scolastiche avvalendosi anche del sostegno tecnico e tecnologico dei Centri polifunzionali di servizio;
- disseminazione, in tutte le linee di intervento formativo previste dal PON, di significative componenti di alfabetizzazione informatica rivolte agli studenti e ai giovani coinvolti;
- percorsi specifici di alfabetizzazione per adulti e adulte.

La Legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001 “Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione” ha rimodellato il quadro complessivo delle competenze dei diversi soggetti istituzionali ed ha determinato un rafforzamento dei livelli di governo regionali.

Nel settore dell’istruzione, a fronte di una competenza concorrente regionale, che comunque fa salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche, è mantenuta una potestà legislativa statale per tre ordini di interventi: norme generali sull’istruzione, livelli essenziali delle prestazioni e principi fondamentali in materia di istruzione.
L’istruzione e la formazione professionale, al contrario, sono rimesse (ex art. 117, terzo comma) alla competenza piena delle Regioni, salva la determinazione statale – oltre che di eventuali norme generali in materia (ad es. per il riconoscimento nazionale dei titoli) - dei “livelli essenziali delle prestazioni”.

 

Accanto alla modifica del Titolo V, inoltre, a livello nazionale sono stati approvati provvedimenti volti a dare concreta attuazione al dettato costituzionale, nonché a promuovere processi di riforma per le politiche formative e del lavoro.
In particolare, con la Legge 53/03 “Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale” (Legge Moratti), si supera la distinzione tra obbligo scolastico e obbligo formativo (Legge 144/99), assicurando il diritto/dovere all'istruzione e alla formazione per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età.
Dopo la scuola media, accanto al sistema dei licei, viene infatti introdotto il sistema dell’istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni. I percorsi iniziali del sistema dell'istruzione e della formazione professionale hanno durata triennale e conducono al conseguimento di una qualifica professionale riconosciuta a livello nazionale e corrispondente almeno al secondo livello europeo .

 

L’attuazione operativa dei percorsi triennali è stata avviata con la sottoscrizione di un Accordo tra MLPS, MIUR e Regioni (19 giugno 2003), cui ha fatto seguito la stipula tra gli stessi Ministeri e le singole Regioni di una serie di protocolli di intesa specifici (la riforma recepisce, infatti, il nuovo contesto istituzionale definito dalla Legge costituzionale 3/2001).

La Legge di riforma della scuola disciplina anche il segmento dell’educazione permanente, che rientra nel quadro del sistema integrato di istruzione e formazione degli adulti ed è volta a favorire “l’apprendimento per tutto l’arco della vita”, facendo riferimento agli obiettivi della Life long learning definiti in sede di Unione Europea.


L’attuazione di progetti di educazione degli adulti è affidata all'azione specifica dei “Centri Territoriali Permanenti” (CTP), istituiti con l’O.M. 455/97, che operano a livello di distretto scolastico e hanno sedi territoriali di coordinamento, nella maggior parte dei casi presso Istituti Comprensivi o Scuole Medie.

Viene, inoltre, rafforzato il legame tra sistema di istruzione, formazione professionale e mondo del lavoro, attraverso il conseguimento (dopo il quindicesimo anno di età) di diplomi e qualifiche attraverso l'apprendistato o in alternanza scuola-lavoro.
La disciplina di questi due ultimi istituti (rientranti nei contratti a contenuto formativo) è contenuta nella Legge 30/2003 (Legge Biagi) che differenzia, in modo più netto rispetto al passato, l’ambito di applicazione dei due strumenti.
Per quanto riguarda l’apprendistato, si prevedono più tipologie di contratto, differenziate in ragione degli obiettivi e delle modalità formative, della sua durata e dei potenziali destinatari.

 

Si hanno, pertanto, tre distinti contratti di apprendistato:
a) per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione;
b) professionalizzante;
c) per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione.
Il contratto di inserimento, invece, prende il posto del contratto di formazione lavoro e viene utilizzato, in particolare, in vista dell’inserimento e del reinserimento di categorie di persone in condizioni di svantaggio o di debolezza sul mercato del lavoro.
La regolamentazione degli aspetti propriamente formativi per le tre tipologie di apprendistato è competenza di Regioni e Province Autonome.
La nuova normativa prevede, infine, anche l’istituto del tirocinio estivo di orientamento – non costituente rapporto di lavoro e mirato alla conoscenza diretta del mondo del lavoro – per il quale il decreto attuativo della Legge 30/03 - D.Lgs. 276/03- regolamenta la durata, introduce un limite massimo all’eventuale sussidio corrisposto dalle imprese ai tirocinanti e incentiva la diffusione dello strumento attraverso l’aumento del numero di tirocinanti che ogni impresa può accogliere.

 

CHI E' COINVOLTO ?

 

Soggetti coinvolti

Funzioni svolte

 MIUR

Direttore generale  

Affari internazionali dell’istruzione Scolastica  

è responsabile del PON.

Svolge un ruolo di coordinamento nell’ambito dell’attuazione del PO.

Segue e vigila sulle modalità di attuazione e di controllo.

è responsabile della rendicontazione comunitaria, in particolare:

·    verifica che la gestione delle iniziative sia conforme a quanto indicato nelle note autorizzative in merito agli aspetti metodologico-didattici e a quelli economici-contabili;

·    controlla che le singole voci di spesa rientrino tra quelle considerate ammissibili per le azioni cofinanziate dall’Unione Europea.

MIUR

Direzione generali competenti  

Partecipano ai processi di elaborazione dei progetti, all’individuazione  delle procedure di verifica, valutazione e controllo, ma anche alla selezione dei progetti nel caso di procedure centralizzate.

Ufficio  Controllo Interno del MIUR

Effettua un controllo di gestione sull’attività di tutti gli Uffici del MIUR  ivi compresa la Direzione Affari internazionali e il relativo Ufficio per i Fondi Strutturali. Trasmette le relazioni sull’attività alla Corte dei Conti.

Uffici scolatici regionali

 

Svolgono, nell’ambito della regione di competenza una funzione di organizzazione e coordinamento delle operazione di valutazione ex ante, selezione, controllo e vigilanza anche attraverso i Centri dei servizi amministrativi che operano a livello provinciale.

Effettuano la valutazione di ammissibilità, secondo modalità organizzative autonome, dei progetti presentati dalle istituzioni scolastiche .. Hanno titolarità sui sistemi di controllo e sui procedimenti di irregolarità nella gestione delle Istituzioni Scolastiche.

Collaborano con le istituzioni territoriali in materia di questioni relative all’istruzione e alla formazione

Centri servizi amministrativi

 

Sono strutture amministrative dirette e coordinate dai Direttori Scolastici Regionali. Svolgono, a livello provinciale, funzioni di assistenza, coordinamento e controllo degli Istituti scolastici e li supportano nella progettazione e innovazione dell’offerta formativa e nell’integrazione con gli altri attori locali. 

  

istituti scolastici

Sono gli attuatori del PON in qualità di beneficiari finali.

Sono dotati di personalità giuridica e fruiscono di  autonomia finanziaria e amministrativa, organizzativa, didattica,  di ricerca, sperimentazione e sviluppo.

L’autonomia amministrativa si esplica nella gestione da parte degli Organi Collegiali della Scuola dei fondi assegnati annualmente per il funzionamento amministrativo e didattico sulla base di un bilancio di previsione e di un bilancio consuntivo.

 Dirigente scolastico

è il capo dell’Istituto scolastico di cui ha la rappresentanza legale.

È responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio.

 Consiglio di Istituto

è composto dal dirigente scolastico , da rappresentanti del personale docente e non docente, dei genitori e degli alunni.

Ha la funzione di deliberare le realizzazioni in termini programmatici, organizzativi e finanziari delle attività della Scuola.

  Giunta Esecutiva

Viene eletta dal Consiglio di Istituto nel suo seno.

È composta dal dirigente scolastico  che la presiede, da un docente, dal direttore dei servizi amministrativi , da un rappresentante dei genitori e da uno degli studenti.

Predispone il bilancio preventivo e le eventuali variazioni nonché il conto consuntivo.

Cura l’esecuzione delle delibere del Consiglio. 

 Collegio dei Docenti 

è composto dal corpo docente della Scuola.

Ha funzioni di delibera riguardo all’organizzazione didattica, alla programmazione dell’offerta formativa della scuola e alla promozione di iniziative sperimentali.

 Direttore Servizi Amministrativi

Coordina i servizi generali e amministrativi. Ha spazi di autonomia e di corrispondenti responsabilità dirette.

Firma con il preside gli ordini di incasso e pagamento.

 

 Collegio dei  revisori dei conti

Provvede ai controlli di regolarità amministrativa e contabile delle istituzioni scolastiche. E’ costituito da tre membri, di cui uno designato dal MIUR, uno dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, con funzioni di Presidente ed uno designato d’intesa tra i competenti Enti locali.

 Effettuano due o tre verifiche annuali per il controllo dei  Bilanci di previsione e del conto consuntivo, comprensivo dei fondi assegnati per la realizzazione degli interventi previsti nel PON Scuola. 

Ispettori centrali e

   periferici

Effettuano ispezioni mirate.

Svolgono, soprattutto nell’ambito del PON, attività di valutazione sugli aspetti didattici e organizzativi, amministrativi e contabili  dei progetti, nonché sui loro esiti.

Unità di controllo dei fondi strutturali

Il Servizio per gli Affari Economico-finanziari del MIUR, svolge la funzione di controllo dei Fondi Strutturali

L’unità: - verifica l’efficacia dei sistemi di gestione e controllo ai sensi dell’art.38 lettera a del Regolamento 1260/99 e art.10 Regolamento CE 438/01; - presenta alla Commissione Europea la dichiarazione prevista, a conclusione di ciascun intervento, come stabilito dall’art.38 lettera f del suddetto regolamento; - adotta le misure necessarie per la verifica e l’esecuzione dei controllo da realizzarsi secondo il campione previsto dalle norme comunitarie – su almeno il 5% della spesa comunitaria.

 

REGOLAMENTAZIONE DELLE SPESE :


- nessuna spesa può essere effettuata se non sia contemplata in bilancio, e non deve oltrepassare i limiti del relativo stanziamento;
- i componenti del consiglio d’istituto, nonché della giunta esecutiva, rispondono personalmente per le spese eccedenti gli stanziamenti;
- i titoli di spesa, per opportuna garanzia ed assunzione di responsabilità, devono, a pena di nullità e quindi di mancata ammissione al pagamento, recare la firma del dirigente scolastico , del direttore dei servizi amministrativi e del membro della giunta esecutiva ai quali è imputabile in solido la gestione dei fondi amministrati;
- i titoli di spesa, documenti contabili, una volta estinti dalla banca che espleta il servizio di cassa, vengono conservati presso l’ufficio di segreteria corredati dei relativi documenti giustificativi;
- gli acquisti sono oggetto di specifica deliberazione del consiglio d’istituto, dalla quale debbono risultare i mezzi di finanziamento, i prezzi unitari, il prezzo complessivo ed i capitoli di imputazione della spesa. Alla deliberazione debbono essere allegati:
• il prospetto comparativo e le offerte di almeno tre ditte interpellate;
• la relazione del dirigente scolastico con l’indicazione dei motivi degli acquisti e delle scelte del numero e della qualità, del tipo e della destinazione del materiale (una procedura più elastica ha luogo allorché trattasi di spese che il preside effettua, entro il limite di somma autorizzato a spendere direttamente dal consiglio d’istituto, per l’acquisto di materiale di consumo);
• tutti i pagamenti sono effettuati mediante ordini di pagamento su cui devono essere indicati: le generalità del creditore, la causale, la somma, la data di emissione, gli estremi degli atti di autorizzazione (costituiti dalle delibere del consiglio d’istituto, la documentazione di spesa fatture, ecc..).

 

AZIONI DI MONITORAGGIO :

 

- dati identificativi, che individuano alcune delle caratteristiche qualitative delle attività cofinanziate (in particolare: area territoriale, settore, indirizzo e qualifica dell’istituto in cui si svolge l’attività; classe coinvolta; titolo del corso; ecc.).
- Queste informazioni sono assunte in modo che l’analisi delle realizzazioni del P.O. possa tener conto delle variabili che descrivono il contesto operativo entro cui il Programma si svolge;
- indicatori finanziari attraverso i quali si misura l’avanzamento nella spesa;
- indicatori fisici attraverso i quali si verifica l’efficacia del programma e gli effetti da esso prodotti in termini di:
realizzazioni, cioè i risultati fisici, espressi in termini assoluti, degli specifici interventi (corsi ed altre iniziative, laboratori, numero di allievi, durata dei corsi, ecc.);
risultati, che individuano l’effetto diretto rilevabile a livello della singola attività cofinanziata (qualifiche ricevute dagli allievi, aziende coinvolte, allievi promossi);
impatti sugli obiettivi generali e specifici del programma (riduzione della dispersione scolastica, inserimento occupazionale ecc.);
indicatori di efficacia e di efficienza, attraverso i quali misurare, rispettivamente, gli scarti tra le realizzazioni, i risultati e gli impatti che emergono in fase di attuazione del Programma Operativo e quelli previsti ex ante (efficacia), e il rapporto tra gli effetti e i risultati ottenuti e le risorse finanziarie utilizzate (efficienza);
- indicatori procedurali.

La tempistica delle rilevazioni
• classificazione preliminare di tutte le caratteristiche dei progetti approvati, entro la data di avvio dei progetti stessi;
• una prima rilevazione nella quale gli istituti attuatori forniscono, entro 15 gg. dall’avvio dell’attività, i dati previsionali relativi all’attività stessa con le informazioni di base (data di avvio, numero iscritti, ecc.) attraverso l’invio di un modello di rilevazione iniziale che consente all’Autorità di gestione di attuare una prima analisi sulla attività avviate;
• presentazione delle certificazioni di spesa da parte dei beneficiati finali, ai fini dei relativi pagamenti intermedi previsti dall’art. 32 del Regolamento 1260/99, secondo la tempistica definita dall’Autorità di gestione nazionale;
• una seconda rilevazione nella quale gli istituti attuatori forniscono, entro 15 gg. dalla conclusione, i dati finali delle attività svolte. Tale rilevazione si attua attraverso l’invio di un modello di rilevazione finale e di un modello di rendicontazione, debitamente compilato con i dati finanziari relativi alle attività.


LINK AL DOCUMENTO (formato zip)

 









Postato il Mercoledì, 20 aprile 2005 ore 11:22:03 CEST di Salvatore Ravida
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